20/03/2026
Termina una campagna inaugurata dall’ANM contro la politica come categoria nefasta che attenta ad un potere “buono” per definizione e dunque indiscutibile. L’ormai trita cantilena circa il contesto da privilegiarsi rispetto al testo contrasta con la Costituzione che assoggetta il Giudice al testo.
Il Sì sta dalla parte dei 7500 magistrati regolati ferreamente nelle proprie carriere dai 2000 delle correnti.
La Riforma contrasta l’unitarietà voluta nel 1941 dal Fascismo e conclude il percorso del processo liberale, da Vassalli e dell’art. 111 della Costituzione, come delineato dai Costituenti con la 7^ disposizione transitoria.
Già allora, l’Ordinamento fascista era definito provvisorio, nel 1947: “fino a quanto non sia emanata la nuova legge sull’ordinamento giudiziario in conformità con la Costituzione continuano ad osservarsi le norme dell’Ordinamento vigente”.
Da allora sono passati 79 anni, e ora ANM proclama il fisso immagine sul passato non disdegnando di assoldare comici, cantanti e divulgatori per il falso sul testo.
La nuova legge rafforza il Giudice, oggi sovrastato dalla sovraesposizione mediatica e dalla pubblicazione degli atti dell’indagine da parte del PM e non più giudicato da quest’ultimo nello stesso CSM.
✍🏻 Avv. Giammarco Brenelli - Presidente Comitato GiustiziaSi!