09/12/2025
Giovedì scorso al Circolo Matteotti ci siamo confrontati sulla Legge di Bilancio 2026. E’ emerso che si tratta di una manovra di portata limitata e priva di visione, che guarda solo alla tenuta dei conti e non a quello di cui hanno realmente bisogno gli italiani seppur seppur nel contorno del necessario rigore.
In un contesto internazionale complesso, con la crescita che rallenta e con un’economia nazionale che mostra segnali di stagnazione, la pressione fiscale resta su livelli molto elevati e il peso del carico fiscale grava in modo sempre più concentrato sui cittadini onesti che contribuiscono alle spese dello Stato pagando le imposte. Le risorse introdotte appaiono in larga parte temporanee, mentre restano molte incertezze sulle coperture, a partire dalla cosiddetta rimodulazione del PNRR, che consiste nel trasferire al recovery investimenti precedentemente previste coi fondi nazionali.
Sul fronte delle imprese, manca un disegno coerente di politica industriale e fiscale capace di incentivare investimenti, crescita dimensionale e innovazione. Al contrario, vengono meno strumenti strutturali e si ricorre a misure di breve periodo che rischiano di compromettere la stabilità futura del gettito. Anche sul versante sociale e del lavoro, gli interventi producono effetti diseguali e frammentati, senza affrontare in modo organico il tema dell’equità e dell’ascensore sociale.
Il punto centrale del dibattito è stato proprio questo: senza riforme di ampio respiro, capaci di valorizzare l’innovazione, semplificare le procedure dello Stato, investire sui giovani e sul capitale umano, le manovre di bilancio finiscono per essere esercizi contabili a effetto annuncio. Serve invece un’idea di Paese che sappia guardare al medio-lungo periodo e che metta insieme crescita, competitività e giustizia sociale.