21/03/2026
Mafia? Quale mafia?
Da quando governa questa destra le mafie sono sparite. Non dai territori, non dalle città, non dagli appalti. Dai giornali.
Provate a fare caso ai telegiornali della sera. Contate i servizi. Ogni reato ha un colpevole preciso: l’immigrato o il giudice comunista. Due categorie, due nemici. Il repertorio è questo. La criminalità organizzata non esiste più, non come notizia almeno. Camorra, ’ndrangheta, Cosa Nostra: parole che non si pronunciano. Come se nominarle portasse sfortuna. O portasse guai.
Poi però scopri che i sottosegretari alla Giustizia con certi ambienti ci fanno affari. Scopri che le cene sono affollate, che le frequentazioni non sono casuali, che i legami resistono da anni. Scopri che chi dovrebbe combattere la criminalità organizzata ci mangia insieme. Letteralmente.
Il meccanismo è semplice. Se non ne parli, non esiste. Se non esiste, nessuno chiede conto. Se nessuno chiede conto, puoi fare quello che vuoi. È un vecchio trucco di chi governa: scegli il nemico giusto, quello che fa comodo, e il resto lo nascondi. L’immigrato fa paura, il giudice fa rabbia. La mafia invece no. La mafia è silenziosa, è utile, è complice.
Io un paio di domande me le farei. Ma forse è proprio questo il punto: le domande non le vuole nessuno.