21/08/2025
🌱 La vegefobia esiste, non cade dal cielo e va a braccetto con abilismo, maschilismo e omolesbotransfobia.
Moltə pensano sia una cosa da poco:
“non lottiamo per noi, ma per gli animali”.
❌ Non è così semplice.
🤖 Chi lotta non è una macchina:
offese, derisioni, attacchi personali logorano. Possono trasformarsi in discriminazione o addirittura aggressioni.
🎯 Alimentare la vegefobia fa parte di una strategia - finanziata dalle imprese della carne - che mira a colpire, isolare e fiaccare chi si batte per la liberazione animale, per l'abolizione di ogni forma di sfruttamento e per l'evoluzione in chiave vegetale del sistema agroalimentare.
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🌱 La vegefobia esiste, non cade dal cielo e va a braccetto con abilismo, maschilismo e omolesbotransfobia.
Può sembrare qualcosa di poco conto, del resto - come ci ripetiamo sempre in ambito antispecista - "non lottiamo per noi, ma per gli animali". Eppure qualcosa di poco conto non è, perché noi attivistə antispecistə non siamo macchine e la nostra resistenza può essere fiaccata da una manifesta avversione nei nostri confronti, che si concretizza con offese, derisioni e attacchi personali che possono sfociare in discriminazione o in vere e proprie aggressioni.
📺 La vegefobia viene alimentata ad arte quotidianamente dagli squallidi personaggi che animano i programmi in onda sulle principali emittenti televisive. Non è un caso: tra i principali acquirenti degli spazi pubblicitari televisivi ci sono infatti le grandi aziende dell'agroindustria implicate nello sfruttamento e nell'uccisione degli animali.
🎯 Alimentare la vegefobia fa parte di una strategia che mira a colpire, isolare e fiaccare chi si batte per la liberazione animale, per l'abolizione di ogni forma di sfruttamento e per l'evoluzione in chiave vegetale del sistema agroalimentare.
❌ Chi si muove con intenti reazionari, l'intersezionalità delle lotte la pratica - senza averla teorizzata - più di chi ne parla ogni giorno. Non è un caso se chi attacca le persone vegan fa spesso riferimento ad emotività, isteria, aggressività, irrazionalità, malnutrizione e quando i bersagli sono persone di genere maschile, alle precedenti caratteristiche aggiunge: mancanza di virilità, debolezza e via dicendo, fino a scadere nell'omofobia. Chi attacca le persone vegan usa quindi un mix di argomenti abilisti, machisti, omotransfobici e maschilisti: un esempio di intersezionalità reazionaria ben congeniata.
🙅♂️ La vegefobia funziona così bene che non è forse un caso nemmeno se - a differenza di ogni altro ambito di lotta - le persone di genere femminile impegnate nelle lotte per la liberazione animale e/o vegan sembrano essere, in quest'ambito, più delle persone di genere maschile (o, in ogni caso, sono presenti in una percentuale considerevole): è probabile che per le persone di genere maschile, in particolare per quelle etero e cisgender, sia più difficile impegnarsi per la liberazione animale, perché questo significherebbe essere fortemente discriminate, derise, offese, escluse o addirittura aggredite.
🫵 L'avversione nei confronti delle persone vegan è diffusa così capillarmente che le persone vegan sono di fatto costantemente assediate nella loro quotidianità. Non si scordi che anche le semplici battute come "anche le zucchine soffrono", o le espressioni di scherno come "mangi solo insalata!" o "vuoi mettere una bella bistecca al sangue?!", sono manifestazioni di vegefobia.
🔺 Che si tratti di festività in famiglia, di momenti conviviali con amici o riunioni di lavoro, la persona vegana - esattamente come quella con disabilità, quella non etero e cisgender, quella razzializzata o quella di genere femminile - avrà sempre i riflettori puntati addosso e subirà un certo grado di pressione.
💸 La cosa certa è che - come è capitato e continua a capitare a tutti i gruppi sociali attenzionati, odiati e contrastati - oggi le persone vegan sono percepite come un pericolo, una minaccia ad un sistema fatto di privilegi per tanti (i "consumatori") ma soprattutto di profitto per pochi (i "produttori").
🔥 Come accennato in apertura, sono proprio le imprese della carne, i produttori, a fomentare la vegefobia e per questo devono essere loro il vero bersaglio di chi lotta per la liberazione animale.
📈 Dal canto loro, i consumatori, che per definizione sono semplicemente "coloro che consumano", sono orientati da ciò che il mercato produce, offre e in sostanza impone con operazioni di marketing sempre più aggressive, pervasive e invasive.
📢 Se si tornasse a parlare con cittadine e cittadini - e non più con meri consumatori -, con persone politicamente attive, che votano e scelgono...e scelgono magari di votare ed eleggere chi propone di ABOLIRE OGNI FORMA DI FINANZIAMENTO PUBBLICO (vedi fondi PAC europei) AGLI ALLEVAMENTI, forse qualcosa potrebbe cambiare.
✊ È esattamente questo ciò che temono le aziende della carne, perché le persone vegan - e in particolare quelle antispeciste - rappresentano il fronte più avanzato della critica sociale e politica al sistema di potere, produzione e consumo che soggioga le persone, uccide gli animali e devasta il Pianeta. Siamo sulla strada giusta!
Mattia Da Re
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P.S. una nota personale che vale forse la pena condividere: una persona anziana che ho l'obbligo di frequentare, esprime da anni reiteratamente e violentemente disprezzo nei miei confronti esattamente perché sono vegano, ho le spalle strette e, in generale, per come la penso (ammesso che abbia mai capito come la penso). La vegefobia, appunto, esiste, non cade dal cielo e spesso va a braccetto con abilismo, machismo e altra spazzatura ideologica.