12/09/2026
A poche ore dalla morte della ragazza, Marisa Garofalo svela il vero volto della figlia di Lea. Per tutta la vita ha dovuto nascondersi e celare la sua identità.
Denise Cosco, figlia della nota testimone di giustizia Lea Garofalo, come la madre andò in aula per accusare il padre, gli zii, il primo fidanzato, tutti responsabili a vario titolo dell’omicidio della madre. A pubblicarlo a ventiquattro ore dalla morte della ragazza è stata la zia, Marisa Garofalo.
Lea Garofalo fu uccisa a 35 anni per mano della ‘ndrangheta e del marito Carlo Cosco.
Da quando Lea Garofalo fu assassinata per aver scelto la via del coraggio e della giustizia per la figlia è iniziata una vita fatta di esilio, identità nascoste e protezione costante. Per anni, mostrare le sue foto o svelare i suoi lineamenti era impossibile, un rischio troppo alto per la sua incolumità.
Lea Garofalo è diventata uno dei simboli della ribellione alle mafie. Denise Cosco è rimasta sotto protezione fino al 2018, ha cambiato nome, ha ottenuto un lavoro, vivendo in una località segreta, sempre seguita dal Servizio Centrale di Protezione della Polizia Criminale che non l’ha mai abbandonata e sempre aiutata e sostenuta da don Luigi e da Libera, anche nei momenti difficili di una vita spezzata, dove compare anche la droga e ricoveri, ma segnata anche da un figlio che ora ha quasi quattro anni.
Lo Stato ha perso la battaglia contro la mafia con la morte di Denise Cosco.
Non bastano le commemorazioni, serve agire seriamente combattendo la mafia e proteggendo i familiari che scelgono di allontanarsi dalla famiglia mafiosa.
La protezione non deve trascurare anche la salute mentale. Il dolore che ha subito Denise Cosco, come quello di altri familiari usciti dal circolo mafioso, è un qualcosa che solo tramite cure specializzate si può cercare di lenire.
Non giudicate, cercate solo di comprendere il dolore di Denise Cosco.