23/04/2026
🥇 Olimpiadi 2036? 3x3 fa debito pubblico e profitto privato
🤝 I triangoli delle larghe intese - Sala-Salis-Lo Russo e Fontana-Bucci-Cirio, rispettivamente sindaci dem di Milano-Genova-Torino e presidenti di destra di Lombardia-Liguria-Piemonte - avevano appena finito di richiedere a gran voce la candidatura del fu “triangolo industriale” per le Olimpiadi 2036 e/o 2040: rispolverando lo slogan delle “Olimpiadi diffuse-e-quindi-sostenibili”, confermavano la tendenza bulimica da grandi eventi come corollario di una economia urbana fondata sul connubio tossico turismo-privatizzazione delle città.
📉 Peccato che pochi giorni dopo sia arrivata la richiesta da parte di Fondazione Milano-Cortina di ulteriori 310 milioni, per un buco di bilancio generato da 230 milioni di maggiori costi e 80 milioni di minori introiti. A coprirlo, gli enti pubblici soci della Fondazione di diritto privato: la Lombardia 60 milioni, Il Veneto fino a 40, il Trentino 20, Alto Adige 5. La Fondazione ha già speso oltre 2 miliardi.
🔍 Nel conteggio del buco (leggi “debito pubblico”) non sono inclusi gli extra-costi, le opere realizzate (meno della metà), avviate o anche solo programmate (la maggioranza), con l’ultimo cantiere, ricordiamolo, con fine lavori prevista nel 2033 a Vercurago; queste sono a carico di SiMiCo e Anas, per un costo totale opaco che oscilla tra i 5 e i 7 miliardi. E a mancare sono anche i 328 milioni dati in gestione a un commissario straordinario per le paralimpiadi, Giuseppe Fasiol (dovevano costare solo 60 milioni), stanziati dal decreto Sport 2025.
✋ La legacy promessa da Malagò e dai vertici politici ha significato e comporterà per anni costi ed extracosti aggiuntivi a discapito di spesa pubblica e politiche sociali, opere imposte e dannose, consumo di suolo e devastazioni ambientali, un massiccio trasferimento di ricchezze dal basso verso l’alto, territori e quartieri ridotti a vetrine del marketing e merci a uso e consumo di un turismo sempre più ad alta capacità di spesa. Metterla in discussione dove possibile, come nel caso del Villaggio Olimpico di Porta Romana, significa inceppare i meccanismi di privatizzazione e speculazione che permetterebbero ai prossimi Giochi olimpici di abbattersi nuovamente su territori già impoveriti e deprivati.