13/09/2026
Ceuta: Il Sogno di una notte di mezza estate andato in frantumi
Sono giorni di furore delle classi dominanti. Esse si sentono “offese” da cotanta “democrazia elargita generosamente dalle dominanti classi borghesi” che è ormai debordata ben oltre il sopportabile, infatti: ululanti branchi di selvaggi assaltano minacciose la civiltà il cui parto è avvenuto entro i confini del vecchio continente. Basta! Urlano le infami classi agiate. Non se ne può più! Gridano in coro, in una campagna tambureggiante i loro megafoni. Tutte persone per bene, timorati di Dio e fedeli cristiani: “ama il tuo prossimo come te stesso”! è il loro motto e il tutto è perfettamente coerente, perché il loro Signore, al pari del diavolo, ha fatto le pentole ma non i coperchi. Infatti il loro prossimo per essi non può e non è certamente il povero proletario utile solo a produrre profitto. A riprova del loro amore per dio e per la natura, come disse Marx: «Le leggi del commercio sono le leggi della natura e di conseguenza di Dio». Dal che non può che discenderne che tutto va subordinato - ma sottomesso rende meglio l'idea - all'interesse del buon affare, o, molto più precisamente, del profitto.
Quindi ancora si sente l'eco sferzante contro la barbarica invasione di Ceuta che sveglia di soprassalto un intero continente. Tremano le classi possidenti; il ribollire rabbioso delle fangose anime reazionarie danno sfogo ai loro più beceri anfratti nascosti nelle loro budella e nelle loro teste bestiali. La più plastica rappresentazione dell'invasione l'ha data Musk: l'orda di zombi, esseri immondi, senza volto e senza nome, arrivati dall'aldilà, irrompe nella debole Europa, che dovrebbe invece prenderli a cannonate.
Questo è sicuramente il suo pensiero, ma siamo certi che si trova in buona compagnia. La compagnia dei veri zombi, demoni e vampiri che si nutrono del sangue del proletariato e più ne bevono più vorrebbero berne: «Il capitale viene al mondo grondante di sangue e sporcizia dalla testa ai piedi, da ogni poro» (Marx, Il Capitale, libro 1°). È il sangue dello sfruttamento salariale, è il plusvalore del quale non possono fare a meno e, come per i vampiri, è il loro vitale alimento senza il quale creperebbero.
Il respingimento, con armi in pugno, a Ceuta oggi, come ieri, mostra tutta la ferocia e spietatezza delle democratiche, libere, socialiste (Sic!) istituzioni europee. Ciò che si è visto a Ceuta, l'enclave sp****la in Marocco, in posizione strategicamente importante (stretto di Gibilterra), di questi tempi “di Stretti”, è un film già visto. Tutti ricordano la prima crisi del 2021 a Ceuta; in quell'occasione i migranti che diedero l'assalto all'enclave sp****la furono circa 8/10000, di cui circa 3 mila bambini. Per “fortuna” ci fu “solo” un morto, almeno questo fu il bilancio delle autorità, che però, quando sparano numeri, li sparano con la stessa disinvoltura di quando premono il gr*****to di qualsiasi arma contro la povera gente. La stessa disinvoltura della guardia civil, che non ha lesinato bastonate, cariche violentissime, ributtando a mare i malcapitati, compresi donne e bambini. E hanno pure la faccia di bronzo di chiamarla “Guardia Civil”. Guardia è sicuro, ma civile? Sì, tanto quanto il peggior tagliagole.
La causa in quell'occasione fu dovuta alle solite dispute nazionaliste tra Spagna, Marocco e il Fronte Polisario, una specie di movimento per la liberazione del Sahara Occidentale (attualmente controllato e rivendicato da Rabat, illegalmente, secondo gli stessi standard del diritto borghese), il cui leader, Brahim Ghali, fu ospitato dalla Spagna per ricevere le cure anti-Covid. Il Marocco, per ritorsione, allentò la sorveglianza dei confini “invitando” di fatto migliaia di disgraziati a varcare i “sacri” confini spagnoli, ma anche europei.
Ma ci fu prima ancora un altro episodio importante, nel febbraio del 2014, di “conquista” della “terra della libertà”: l'Europa, il continente (cioè le sua classi dominanti) distintosi nei secoli per la sua profonda e criminale disumanità. Cosa che dimostrò anche in quell'occasione, “accogliendo”, 200/300 disperati, che a nuoto cercavano di entrare a Ceuta, attraverso la spiaggia di El Tarajal, con gas lacrimogeni e con proiettili di gomma sparati direttamente in acqua. La caccia diede i suoi frutti: 15 morti. Il processo? Vittoria su tutta la linea per la guardia “Incivil”. Nessun colpevole, ci mancherebbe altro, né in Spagna né in Marocco. Ah, naturalmente si rilevò il deprecabile comportamento dei migranti che si fecero bastonare senza opporre resistenza.
Altra strage, ma stavolta si cambia località. Giugno 2022, il giorno 24 viene presa d'assalto l'altra enclave sp****la, Melilla, poco più a Sud rispetto a Ceuta. In quell'occasione gli immigrati irregolari furono soprattutto sudanesi e rifugiati subsahariani. Circa 2000 migranti cercarono di entrare a Melilla scavalcando le recinzioni. Nella calca generale e nella solita repressione selvaggia dei tutori dell'ordine borghese, rimasero senza vita, alla ricerca di una vita nuova, 37 migranti. Come sempre, queste sono le cifre fornite dai soliti criminali. Ma, ancora oggi, si “cercano” 76 migranti. Perfettamente inutile ribadire che gli unici colpevoli sono i soliti disperati e, gli unici innocenti, sono gli stati marocchino e spagnolo.
Quello che però è successo, sempre a Ceuta il 30 e 31 luglio di quest'anno, non si era ancora manifestato: da una prima stima di 50 mila migranti, si è arrivati fino a circa 80 mila; più o meno gli abitanti dell'enclave. Anche in questo caso il Marocco ha “spinto” la “disperazione” dei migranti contro la Spagna, utilizzandoli come vera e propria carne da macello per i suoi sporchi interessi di piccola potenza della regione. Intanto, alla solita lista di morti “ammazzati”, si aggiungono altre 120/140 persone, e non erano in giacca e cravatta. Sono i disperati buttati con disumanità nel circo delle belve dei criminali interessi di grandi e piccoli imperialismi. E, per quanto concerne l'ormai vomitevole scaricabarile sulle responsabilità di destre e/o sinistre, insomma delle varie cloache al potere, niente paura, lo scettro passa di mano in mano, ma la m***a è l'unica cosa che rimane immutabile: nel 2014 c'era al governo il Partido Popular di Mariano Rajoy; poi dal 2021 ad oggi il partito socialista e Podemos, ed oggi Psoe (partito socialista) con una coalizione di centro-sinistra. Come si vede, destra e sinistra pari sono in quanto a ferocia contro i migranti. Lasciamo perdere la sospensione di Schengen - da parte della ducessa nostrana - che, oltre a dimostrarsi sul piano pratico del tutto ridicola, nei numeri, dimostra tutta la scempiaggine di ridicoli saltimbanchi pronti a difendere quattro patate nella riscoperta dei valori dei confini. Imbecilli che vogliono fare avanzare il carro coi buoi, ma mettendoli dietro lo stesso carro.
Non è un mistero per nessuno che il signor re Mohammed VI, il monarca re dei torturatori, il satrapo che controlla circa il 70/80% dell'economia marocchina, di cui è praticamente l'assoluto padrone, sia un partner importante di Israele e degli Usa (È uno dei pochi firmatari del patto di Abramo). Collabora attivamente coi servizi di intelligence israeliani, di cui usa Pegasus, il potente software spia per smartphone, con cui ha addirittura spiato il telefono di Sanchez e della guardia civil. Inoltre, a Rabat non è andato giù il ripristino delle relazioni spagnole con Algeri, da sempre contraria al riconoscimento, peraltro illegale, dell'autorità del Marocco sul Sahara Occidentale. In questo quadro si sono inseriti gli Usa per, le posizioni ostili assunte dalla Spagna nella guerra degli Stati Uniti contro l'Iran, e Israele per le posizioni di Sanchez contro il genocidio di Gaza, dando una mano, neanche tanto di nascosto, al Marocco. Inoltre, gli americani hanno già riconosciuto il Sahara come territorio marocchino. Il re, come ringraziamento, ha dedicato l'autostrada Tiznit-Dakhla di 1055 Km, inaugurata a luglio, a Donald Trump. E, non ultimo, vi è sempre la speranza di riportare “a casa” soprattutto Ceuta per via della sua importanza strategica nel controllo dello stretto di Gibilterra. Insomma, favori reciproci tra “gentiluomini”: una mano lava l'altra e tutte due accoppano il proletariato.
Che il Marocco fosse al corrente della cosiddetta invasione, non vi sono dubbi, anche perché 70/80mila persone non è che puoi nasconderle sotto il tappeto. La strumentalizzazione dei migranti, non ha nulla da invidiare alle più bieche politiche criminali delle classi dominanti, perché essi, i migranti, non sono altro che il prodotto della marcescenza del sistema economico produttivo capitalista. Sono il risultato di scellerate scelte produttive che determinano il cambiamento climatico, scelte che solo la società borghese per salvare il suo profitto è obbligata a fare. Anche le guerre, non sono altro che vie obbligate, scelte obbligate, per mantenere in piedi la “baracca” che si trova col fiato sempre più corto nel generare profitti che siano percentualmente convenienti rispetto ai capitali investiti.
La continua evoluzione tecnologica, l'avvento dell'I.A. , “bruceranno” sempre più posti di lavoro, non passa giorno senza che venga annunciato il licenziamento di proletari: 100 mila licnziamenti alla Volkswagen; 2500 licenziamenti nell'indotto Ilva, (sospesi? Cioè confermati); 1450 licenziamenti all'Electrolux; Cassa integrazione a gògò negli stabilimenti Stellantis; il settore metalmeccanico e dell'automotive in crisi in tutto il mondo.
In una fase storica di profonda innovazione, e, parimenti, di caduta del saggio medio di profitto, è evidente che anche la domanda di forza-lavoro, è nettamente inferiore all'offerta, quindi: quindi a “mare”, nel senso vero del termine dei migranti in eccesso. Non sono più i tempi del boom economico, non sono più i tempi dei manifesti che tappezzavano l'Italia intera per spingere i “migranti italiani”, più con le cattive che con le buone, verso le miniere del Belgio, verso Marcinelle, a farsi triturare dai meccanismi infernali del profitto borghese fino alla morte. Intendiamoci, i meccanismi del processo di produzione borghese continuano a triturare, spesso con una chirurgica capacità che ti consuma vieppiù. Nel frattempo, il mare continua ad ingoiare vite per la felicità di umanoidi che vedono nel disgraziato più disgraziato il pericolo della propria sopravvivenza. E il ministro degli interni, lo sbirro italiano che ha promulgato le normative che solo una mente (?) come la sua, che fa il paio con quella di Trump, poteva produrre, non per nulla infatti confligge perfino col diritto borghese internazionale delle leggi del mare. È la normativa che vieta più salvataggi, ovvero se hai già fatto un salvataggio te ne devi andare; poi vedi altre naufraghi che stanno annegando? Ebbene che crepino te ne devi andare e basta! No comment! Intanto, lui e la sua capa fanno sfoggio dei risultati ottenuti: diminuisce il traffico dei migranti nelle rotte del Mediterraneo. Sarà. Peccato che sono un pochino in antitesi ai veri numeri forniti non da Frontex, ma dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Iom): 870 naufraghi morti o dispersi nei primi sei mesi del 2026 (+ 24%) rispetto al 2025. Ogni anno in questi viaggi della morte, salutano la madre terra non meno di 7.500 migranti. Queste non sono che le cifre ufficiali che spesso, per non dire sempre, dimenticano i “fantasmi senza volto e senza nome, ma con un timbro scritto nel cuore: morto per capitalismo, cioè per profitto.
Ecco, è questo che non vorremmo più vedere scritto, ma vorremmo che sulle rosse bandiere del sangue dei proletari vi fosse scritto: Morte al capitalismo e al suo profitto. Perciò rifuggiamo dalle “Camere” del nemico di classe, il sindacato, l'arma del capitale contro il proletariato, mediatore della vendita della forza lavoro al peggior offerente. E, in pari tempo, facciamo appello al proletariato affinché si organizzi col suo partito di classe contro la borghesia, contro il capitalismo, padre e padrone di tutti i mali, compreso il razzismo. Perché non può esserci lotta contro il razzismo se non vi è lotta contro il capitalismo.
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Giovedì, September 10, 2026
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