12/09/2026
Vi ricordate la promessa di Giorgia Meloni di ridare voce agli italiani? Dimenticatela.
Oggi al Senato la maggioranza di centrodestra ha gettato definitivamente la maschera, bocciando il sub-emendamento delle opposizioni che chiedeva semplicemente di reintrodurre le preferenze nella legge elettorale.
Chi viene eletto con le preferenze dei cittadini — come facciamo noi ogni giorno nei territori e in Regione — sa bene cosa significhi guadagnarsi la fiducia sul campo: significa mantenere un contatto costante con le comunità locali, ascoltare i bisogni reali della gente e rendere conto quotidianamente del proprio operato.
I nominati dall'alto, invece, non rispondono ai cittadini ma esclusivamente ai vertici di partito che compilano i listini bloccati. È una vera e propria distorsione della democrazia: preferiscono parlamentari telecomandati e obbedienti alle segreterie piuttosto che rappresentanti liberi, scelti direttamente dal popolo.
Mentre il Paese fa i conti con il carovita, salari fermi e servizi al collasso, la destra si preoccupa solo di blindare le proprie rendite di posizione con regole fatte su misura.
Ancora promesse tradite. Vergogna!