14/09/2026
Scuola: anno nuovo, problemi vecchi
Il punto di vista di Area Liberale Federalista (ALF)
Oggi torna a suonare la campanella per centinaia di migliaia di studenti. Ma dietro la consueta passerella di auguri e promesse di rito, la realtà che si spalanca davanti ai cancelli scolastici è desolante: un sistema bloccato, precarietà strutturale e aule che arrancano di fronte alla modernità.
I numeri della Lombardia — fotografati oggi dalla stampa — sono lo specchio fedele di un collasso organizzativo nazionale che si ripete puntuale ogni settembre:
• Oltre 20.000-25.000 supplenti chiamati a tappare le falle delle cattedre scoperte, a fronte di migliaia di posti autorizzati ma mai stabilizzati;
• Una vera e propria emergenza sul sostegno, dove la carenza di docenti specializzati nega il diritto fondamentale alla continuità didattica per gli studenti più fragili;
• Ben 63 istituti senza dirigenti amministrativi (DSGA) nella sola Lombardia — con punte critiche come Sondrio, dove quasi una scuola su due è priva di questa figura —, uffici di segreteria paralizzati e un apparato burocratico centralizzato incapace di pianificare.
La scuola del futuro non si costruisce sull'emergenza perenne
La scuola dovrebbe essere il primo e più formidabile ascensore sociale del Paese, il luogo in cui si forgiano le competenze, la consapevolezza civica e il talento delle nuove generazioni. Una nazione che vuole competere nel mondo moderno e guardare al 2050 non può permettersi una scuola che si impoverisce di anno in anno, resa debole, disorganizzata e strutturalmente precaria.
Non è un problema di buona volontà di chi vi lavora. Gli insegnanti, il personale ATA e i presidi compiono ogni giorno miracoli per garantire la normale apertura dei plessi, supplendo con il sacrificio personale al fallimento della macchina pubblica centrale.
Il vero nodo è politico e di metodo: lo Stato centralista ha fallito perché decide tutto da Roma senza rispondere mai dei risultati, scaricando sulle comunità locali, sui docenti e sulle famiglie i costi dell'inefficienza della burocrazia ministeriale.
La proposta di ALF: responsabilità, merito e autonomia reale
Per Area Liberale Federalista (ALF) continuare ad affrontare l'avvio dell'anno scolastico come fosse una calamità imprevedibile è inaccettabile. Chi decide deve rispondere dei risultati:
1. Basta precariato sistemico: Non è tollerabile che un terzo del corpo docente sia precario perenne. I concorsi devono essere territoriali, snelli e continui, legati ai reali fabbisogni delle scuole e non alle liturgie romane che arrivano sempre fuori tempo massimo.
2. Federalismo della responsabilità anche nella scuola: Piena autonomia di reclutamento con chiamata diretta da parte degli istituti, superamento delle graduatorie algoritmiche e stipendi parametrati anche al costo reale della vita nei singoli territori per attrarre e trattenere i migliori talenti.
3. Investimento strategico sul sostegno e sulle competenze: Raccordo immediato tra sistema scolastico, università e filiere della formazione per specializzare i docenti di sostegno e allineare i percorsi tecnici e liceali alle sfide tecnologiche, scientifiche e civili dell'Europa moderna.
4. Dignità della figura docente: Restituire autorevolezza sociale ed economica a chi forma i nostri figli, legando lo sviluppo professionale alla valutazione, alla formazione continua e al merito sul campo.
Un Paese che lascia la propria scuola nell'incertezza e nella mediocrità sta ipotecando il proprio avvenire. È tempo di archiviare la politica degli annunci e applicare anche all'istruzione la cultura del risultato: regole chiare, trasparenza e responsabilità.
💬 Anche nella vostra scuola mancano docenti di ruolo o insegnanti di sostegno al primo giorno? Raccontateci nei commenti cosa sta accadendo nel vostro istituto.