20/08/2026
Servizio tg3
Il Tar dice no alle nuove palazzine, ma i costruttori hanno incassato gli acconti prima dii avere ottenuto il "permesso a costruire" le due torri di 11 piani, e un altro edificio di 5, a ridosso di un antico quartiere di Milano. Previsti 138 appartamenti per oltre 9.000 mq, il massimo possibile, al posto di capannoni in degrado, dove c'era anche amianto; progetto di Greenstone, firmato dallo Studio Scandurra, nomi già finiti nelle inchieste sull'urbanistica.
Questa volta a fermare tutto non è stata la Procura, ma gli uffici del Comune: quell'isolato, tra le vie Certosa, Catullo, Gallarate e Giannini è un cortile, e non si può costruire più alto di quello che c'era prima. In molti casi, a cominciare da piazza Aspromonte, il cortile non era stato riconosciuto. Qualcosa è cambiato, e dinanzi al ricorso dei costruttori, che si appellavano alle norme sulla rigenerazione, il Tar ha dato ragione al Comune: "La rigenerazione non può derogare alle norme igienico sanitarie", ovvero non può togliere luce e aria a chi ci sta intorno.
Nel frattempo Greenstone ha demolito tutto, e soprattutto ha cominciato a vendere, incassando anticipi per più di 3 milioni di euro. Senza avere alcun permesso di costruire.
Servizio di Maxia Zandonai con interviste a Donatella Boccalari, cittadina del quartiere, e a Simone Zambelli, assessore Consiglio di zona 8.