Movimento 5 stelle Miglionico

Movimento 5 stelle Miglionico Movimento 5 Stelle Miglionico Chi può difendere lo Stato se non i cittadini stessi? La strada è lunga, ma tutti insieme possiamo farcela.

E’ necessaria una presa di coscienza e di posizione chiara: o la cittadinanza si riavvicina alla politica per controllarla e si propone per amministrarla in modo partecipativo o il cambio di rotta auspicato non avverrà. Per difendersi costruttivamente è necessaria, oltre la continua informazione e formazione dei cittadini, la proposizione, tramite liste civiche, di un nuovo modo partecipativo, a r

ete, di fare politica. Il MoVimento 5 stelle si propone proprio questo: di proporre corrette e sostenibili pratiche di amministrazione su stimolo dei cittadini tutti e non solo più tramite l’imbuto della rappresentanza. Il MoVimento renderà accessibili a tutti, tramite strumenti informatici, strutture di totale trasparenza e partecipazione: il Movimento non è infatti un partito gerarchico, ma una rete di idee per riportare in mano ai cittadini la tutela del bene comune. Il Movimento siamo tutti noi, siete voi, cittadini non iscritti a partiti, incensurati con voglia di cambiare lo status quo. Nel Movimento 5 Stelle confluiscono temi di derivazione ecologista e antipartitocratica. Promuovendo la partecipazione diretta dei cittadini alla gestione della cosa pubblica tramite forme di democrazia digitale, il movimento utilizza la rete sia come mezzo informativo non censurato che come strumento di libertà. Dal punto di vista economico, abbraccia le teorie della decrescita sostenendo la creazione di posti di lavoro "verdi" e il rifiuto di progetti inquinanti e costosi, tra cui gli inceneritori e molte "grandi opere", mirando nel complesso a una migliore qualità della vita e a una maggiore giustizia sociale. Il Movimento 5 Stelle propone dunque l'adozione su vasta scala di progetti di risparmio energetico, di eliminazione dei rifiuti urbani, di mobilità sostenibile, di protezione del territorio dalla cementificazione, di telelavoro, di informatizzazione.

13/04/2026

𝗗𝗮𝗹𝗹’𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗱𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝗴𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗹𝘂𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗰’𝗲̀ 𝘁𝗿𝗲𝗴𝘂𝗮: 𝗕𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗳𝗲𝗿𝗶𝘀𝗰𝗮 𝗶𝗻 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼

Soltanto pochi giorni fa l’assessore Cicala si recava nel Metapontino, colpito da esondazioni e violente grandinate che hanno allagato i campi e compromesso i raccolti, per una prima ricognizione dei danni in vista dello stato di calamità chiesto dal governatore Bardi, rassicurando gli agricoltori circa l’intenzione del governo regionale di essere al loro fianco in questa ennesima emergenza.

Chissà se in quelle stesse ore stava già maturando la decisione di non approvare il bilancio di previsione lamentando “una mancata condivisione delle scelte” e “una coerente relazione tra programmazione e concreta capacità attuativa”, come si legge nella nota che ha reso pubblica in sede di voto in giunta contrario. In pratica, lo stesso assessore all’agricoltura, denuncia pubblicamente la disattenzione del governo regionale verso un settore vitale per l’economia lucana! E questo non è solo un problema politico, ma diventa un segnale fortemente preoccupante perché denota proprio quella assenza di programmazione, attenzione e confronto che abbiamo più volte evidenziato a seguito della (mancata) gestione dell’emergenza siccità, dell’assenza di confronto sulla governance della risorsa idrica, anche in relazione agli accordi con la regione Puglia, mai ridefiniti seppure ci sia un impegno concreto del governo regionale frutto di una risoluzione approvata in consiglio regionale, su impulso delle minoranze.

E le nostre preoccupazioni non sono certo isolate, perché espresse anche dal Coordinamento agricoltori di Basilicata, che qualche giorno fa auspicava una gestione della procedura di riconoscimento dello stato di calamità per le ultime grandinate più efficiente di quella avviata nel 2024, i cui ristori non sono ancora pervenuti. E oggi gli agricoltori intervengono nuovamente per richiamare a responsabilità il governo regionale su impegni concreti: un piano strutturato per la gestione della risorsa idrica, tempi certi sull’utilizzo dei fondi PSR ancora bloccati, un confronto reale in seno ad un Tavolo verde che rispecchi maggiormente la realtà del mondo agricolo.

Noi facciamo nostre le loro richieste e le poniamo al Presidente Bardi, che riferisca già domani in aula su quanto sta realmente accadendo all’interno della compagine di governo (non ci accontentiamo certo di un comunicato della maggioranza che si limita a nascondere la testa sotto la sabbia e a negare l’evidenza della crisi) e su come intende affrontare le criticità sollevate da Cicala in relazione alla carenza di fondi in bilancio per l’agricoltura: mancherebbero, infatti, all’appello i 13 milioni di euro complessivamente richiesti dal Dipartimento Agricoltura come fabbisogno minimo indispensabile per far fronte alle esigenze del comparto, somme che non immaginiamo siano frutto di un capriccio dell’assessore o dei tecnici e rispetto alle quali i cittadini lucani hanno diritto a che venga fatta chiarezza domani in seno alla massima assise.

Viviana Verri, Alessia Araneo

04/04/2026

𝗕𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗥𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶, 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮 𝗮𝗹 𝗰𝗹𝗶𝗰 𝗲 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗶 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶: 𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗯𝗮𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗼𝗱𝗼

Altro che transizione energetica: quello andato in scena con il bando sulle rinnovabili è sembrato il giorno dell’offerta speciale. Serranda che si alza, fila già pronta dalle 4 del mattino e sgomitate a chi entra per primo. Solo che qui non si trattava di comprare un modello super ricercato di scarpe sportive, ma di accedere a risorse pubbliche.

Lo sportello è durato meno di due ore, tra rallentamenti e blocchi della piattaforma che hanno messo in difficoltà gli operatori, consentendo di caricare ognuno 2 o 3 pratiche, lasciandone fuori altre decine. In così poco tempo si è deciso chi poteva investire nel proprio futuro energetico e chi no. Una misura che non premia il bisogno, ma la velocità di essere primi, penalizzando tante famiglie e professionisti lucani.

E così molti cittadini, pur di ‘stare davanti alla fila’, legittimamente, si sono rivolti anche a ditte lombarde o venete per tentare di caricare la pratica per primi. È questa la programmazione che immaginiamo per la Basilicata?

Non è accettabile che un contributo pubblico funzioni con un click day, anzi un click second: pochi soldi, accesso casuale e vantaggio per chi si assicura, con il proprio installatore, di presentare la pratica per primo.

La verità è che si poteva – e si doveva – fare una misura strutturale: accesso continuo al contributo e possibilità di cumulo con le detrazioni fiscali, dando il tempo di cercare il fornitore locale. In questo modo si sarebbe anche creato un doppio vantaggio per l’economia lucana: riduzione immediata dei costi delle bollette per le famiglie e parziale ritorno dell’investimento sul territorio attraverso le detrazioni statali. Comprendiamo la difficoltà di mettere in atto politiche economiche un po’ più complesse, meglio l’offerta speciale che porta tutti al negozio.

Purtroppo si continua a navigare a vista, con bandi spot e senza una strategia. E mentre si stanziano appena 10 milioni per le rinnovabili, si continuano a spendere circa 70 milioni l’anno per il bonus gas: una misura che non produce autonomia energetica e non prepara la Basilicata alla crisi globale energetica che è già in corso.

Alessia Araneo, Viviana Verri

19/03/2026

RIFORMA DELLA "GIUSTIZIA": UN ENORME SPRECO DI DENARO PUBBLICO

La nuova riforma della Giustizia se dovesse vincere il SI costerebbe 150 milioni di euro l'anno per finanziare due CSM e l'Alta Corte, contro i 50 milioni attuali.
PARLIAMO DI 100 MILIONI EXTRA OGNI ANNO !!!

In un'Italia che soffre per servizi lenti e infrastrutture carenti, ecco cosa potremmo fare ogni anno con quegli stessi soldi invece di destinarli alla burocrazia giudiziaria:

👶 Asili Nido: Finanziare circa 160 nuovi asili, offrendo migliaia di posti alle famiglie.

🏥 Sanità: Assumere oltre 2.500 infermieri a tempo indeterminato per ridurre le liste d'attesa.

⚖️ Giustizia Reale: Assumere centinaia di cancellieri e tecnici per sbloccare i processi che durano anni, invece di cambiare solo i vertici.

🏫 500 Scuole sicure: Interventi di messa a norma antincendio e rifacimento solai per proteggere i nostri figli.

🛣️ 1.000 km di Strade provinciali: Riasfaltatura completa e manutenzione profonda per eliminare buche e pericoli.

🌉 40 Ponti e Viadotti: Consolidamento strutturale di opere strategiche che oggi cadono a pezzi.

🏗️ Sicurezza Sismica: Adeguamento di decine di edifici pubblici nelle zone a più alto rischio del Paese.

La priorità del Paese è davvero sdoppiare le poltrone della magistratura o far funzionare i servizi di base per i cittadini?

IO VOTO NO

16/03/2026

𝗜𝗹 𝗰𝗹𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲𝗹𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗮𝗴𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲: 𝗶𝗻𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗻𝗼𝗿𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗱𝗜 𝗔𝗹𝗱𝗼 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗶𝗮

Non è una coincidenza che il referendum sulla magistratura arrivi in questo momento. Arriva dopo anni in cui la destra al governo ha sistematicamente lavorato a indebolire ogni istituzione capace di dire no, no a una legge incostituzionale, no a un atto amministrativo illegittimo, no a un esercizio del potere che travalica i propri confini. Il disegno non è nascosto: è stato dichiarato, difeso, rivendicato. E chi ancora si interroga sulla natura di questa riforma dovrebbe partire da lì, dalle parole di chi la propone, non dalle parole di chi la avversa.

In Basilicata questo processo ha un volto che conosciamo bene. Il clientelismo non è un residuo folkloristico della politica, ma un sistema di governo che funziona precisamente nella misura in cui i controlli cedono, la discrezionalità amministrativa non viene verificata, chi detiene il potere locale sa di poter operare in una zona d’ombra, in cui si abbattono tutti i presidi di giustizia e legalità, come l’indipendenza della magistratura.

Ma c’è un altro elemento che non può essere taciuto, e che nelle ultime ore è diventato documento pubblico. Lo stesso ambiente politico che difende questa riforma della “giustizia” ha prodotto un attacco personale alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein fondato non su argomenti politici, ma sull’aspetto fisico e sull’appartenenza ideologica: “brutta”, perché comunista. E lo fa attraverso pubbliche e gravissime affermazioni dell’onorevole di Fratelli d’Italia Aldo Mattia durante un incontro pubblico organizzato a Genzano per sostenere il Sì alla riforma Nordio.

Non è uno scivolone lessicale. È una visione del mondo che affiora quando la guardia si abbassa: quella per cui una donna in politica è giudicabile sul corpo prima che sulle idee, e per cui l’insulto sostituisce il confronto quando non si è in grado di sostenerlo.

Questa cultura del linguaggio è la stessa cultura del potere che gestisce il favore, distribuisce l’accesso alle risorse pubbliche secondo criteri di fedeltà personale, e ora chiede ai cittadini di sottrarre alla magistratura gli strumenti per verificarne le condotte. Infatti l’appello di Mattia si conclude con una esortazione ad utilizzare anche “metodi clientelari” per convincere amici e parenti a votare SI.

La storia europea del Novecento insegna che le democrazie non crollano di colpo. Si erodono per gradi, attraverso una sequenza di passaggi ciascuno dei quali appare, preso singolarmente, gestibile, reversibile, persino ragionevole. Si erode la stampa libera, si erode l’indipendenza della magistratura, si erode l’autonomia del parlamento rispetto all’esecutivo. Ogni passaggio viene presentato come una modernizzazione. Ma c’è sempre un filo che connette le singole mosse: il progressivo restringimento dello spazio in cui chi esercita il potere può essere chiamato a rispondere di ciò che fa. Il linguaggio degradato è parte di questo filo, non un episodio separato: normalizza il disprezzo, abbassa la soglia della responsabilità, prepara il terreno a ogni arretramento successivo.

Oggi siamo dentro questa sequenza. Non al suo inizio, non alla sua fine: nel mezzo, in un punto in cui è ancora possibile riconoscere la direzione di marcia e scegliere di invertirla. Il referendum del 22 e 23 marzo è uno di quei momenti in cui la scelta è reale, non simbolica. Votare NO significa rifiutare un tassello di un progetto più ampio. Significa dire che la magistratura indipendente non è un nemico della politica: è una condizione della sua legittimità.

Come consigliere regionali abbiamo il dovere di dirlo con chiarezza, senza mediazioni e senza il timore di essere fraintese. La qualità della democrazia lucana — già compromessa da decenni di gestione clientelare del potere — non può permettersi ulteriori arretramenti. Chi in questa regione ha subito le conseguenze di una politica che tratta i cittadini come sudditi da amministrare anziché come persone da rappresentare, sa già cosa significa vivere in un sistema privo di contrappesi reali. Sa cosa si perde quando nessuno può verificare, contestare, sanzionare.

Il 22 e il 23 marzo andate a votare. Votate NO.

Alessia Araneo, Viviana Verri

03/02/2026

𝗜𝗻𝘀𝘁𝗮𝗹𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗹𝘃𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗻𝗲: 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗹’𝗶𝗺𝗽𝘂𝗴𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗿𝘁. 𝟮𝟳 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 “𝗟𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗦𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶” 𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲

Abbiamo accolto con convinzione la richiesta formale di intervento avanzata dall'Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (A.M.I.C.A.) che ha evidenziato i rischi gravissimi contenuti nell’art. 27 della recente legge nazionale c.d. Semplificazioni (L. n.182 del 2 dicembre 2025).

Si tratta di una norma che modifica il Codice delle comunicazioni elettroniche, stabilendo che la mancata pubblicità delle domande per installare nuove antenne e impianti non sia più un motivo per annullare le autorizzazioni.

Detta norma impedisce, di fatto, ogni possibilità di partecipazione e di difesa preventiva dei cittadini ponendosi in palese contrasto con i principi della Costituzione che garantiscono l'uguaglianza, il buon andamento della pubblica amministrazione e, soprattutto, il fondamentale diritto alla salute.

Il rischio è che i soggetti più fragili, come i portatori di pacemaker o di altri apparecchi elettromedicali, non siano messi nelle condizioni di tutelarsi rispetto alle possibili interferenze dei campi elettromagnetici.

Per questi motivi abbiamo depositato una mozione urgente per impegnare la Giunta Regionale della Basilicata a impugnare immediatamente questa legge statale che interferisce con le competenze regionali e lede i diritti delle e dei lucani. In subordine chiediamo alla Giunta di fare pressione sul governo nazionale per abrogare o modificare questa norma ingiusta.

Auspichiamo che la nostra iniziativa possa essere recepita e adottata anche in altri Consigli Regionali d'Italia, creando un fronte comune a difesa dei diritti fondamentali dei cittadini contro ogni deriva autoritaria in materia ambientale.

Viviana Verri, Alessia Araneo

03/02/2026

Tutto il coordinamento e il M5s Basilicata esprimono profondo cordoglio per la perdita dell’amico Pietro De Angelis.

Ci uniamo al dolore che ha colpito la famiglia, a cui rivolgiamo tutta la nostra vicinanza.

Grazie, caro Pietro, per la tua amicizia, per il tuo attivismo, per le lotte, i dispiaceri e i sorrisi condivisi.

22/01/2026
22/01/2026

Indirizzo

Via Berlinguer, N1/B
Miglionico
75010

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