02/09/2026
𝐒𝐕𝐎𝐋𝐓𝐀 𝐏𝐄𝐑 𝐆𝐋𝐈 𝐀𝐅𝐅𝐈𝐓𝐓𝐈 𝐍𝐄𝐋 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐄 𝐃𝐈 𝐕𝐄𝐍𝐄𝐙𝐈𝐀: 𝐈 𝐏𝐑𝐎𝐏𝐑𝐈𝐄𝐓𝐀𝐑𝐈 𝐈𝐌𝐌𝐎𝐁𝐈𝐋𝐈𝐀𝐑𝐈 𝐄 𝐒𝐈𝐍𝐃𝐀𝐂𝐀𝐓𝐈 𝐃𝐄𝐆𝐋𝐈 𝐈𝐍𝐐𝐔𝐈𝐋𝐈𝐍𝐈 𝐅𝐈𝐑𝐌𝐀𝐍𝐎 𝐔𝐍 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐏𝐑𝐎𝐓𝐎𝐂𝐎𝐋𝐋𝐎 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐆𝐑𝐀𝐓𝐈𝐕𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐀𝐂𝐂𝐎𝐑𝐃𝐎 𝐓𝐄𝐑𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄
𝐕𝐈𝐂𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀 𝐏𝐈𝐒𝐓𝐎𝐋 (𝐒𝐄𝐆𝐑𝐄𝐓𝐀𝐑𝐈𝐎 𝐆𝐄𝐍𝐄𝐑𝐀𝐋𝐄 𝐒𝐈𝐂𝐄𝐓 𝐕𝐄𝐍𝐄𝐙𝐈𝐀): «𝐒𝐄𝐆𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐏𝐎𝐒𝐈𝐓𝐈𝐕𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐌𝐄𝐑𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐕𝐄𝐍𝐄𝐙𝐈𝐀𝐍𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐄 𝐋𝐎𝐂𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈»
Canoni legati alla classe energetica (premi fino al più 15 per cento per il green), tutele per inquilini e stop alle incertezze sugli arredi. Associazioni dei proprietari e sindacati degli inquilini presentano la svolta per il mercato immobiliare di Venezia.
Una svolta strutturale per gli affitti nel comune, capace di coniugare transizione ecologica, attrattività per i professionisti e tutele sociali. Le principali sigle della proprietà edilizia (Confedilizia, Uppi-Unione piccoli proprietari immobiliari, Asppi-Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari) e i sindacati degli inquilini (Sunia-Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari, 𝑺𝒊𝒄𝒆𝒕-𝑺𝒊𝒏𝒅𝒂𝒄𝒂𝒕𝒐 𝑰𝒏𝒒𝒖𝒊𝒍𝒊𝒏𝒊 𝑪𝒂𝒔𝒂 𝒆 𝑻𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒐, Uniat- Unione Nazionale Inquilini Ambiente e Territorio, Unione Inquilini) hanno firmato un nuovo Protocollo Integrativo dell’Accordo Territoriale per il Comune di Venezia, ufficialmente in vigore da martedì 1 settembre 2026.
L’accordo introduce profonde novità per modernizzare il settore delle locazioni e contrastare lo spopolamento della città. Tra i pilastri della riforma spicca la “Svolta Green”: i canoni di affitto saranno, infatti, legati all’Attestato di Prestazione Energetica (Ape), prevedendo bonus fino al più 15 per cento per chi investe sulle classi energetiche efficienti (A e B) e riduzioni fino al 10 per cento per gli alloggi strutturalmente meno efficienti o con scarsa manutenzione (classi F e G).
Inoltre il nuovo testo si apre alla modernizzazione e ai nuovi lavori, estendendo l’accesso ai contratti transitori anche a liberi professionisti e lavoratori autonomi. Poi vengono riconosciuti nel computo del canone investimenti tecnologici come colonnine di ricarica elettrica, impianti fotovoltaici e sistemi di allarme.
L'aggiornamento 2026 non stravolge l'impianto precedente redatto a marzo 2018 (cinque zone omogenee, tre subfasce, contratti agevolati/transitori/universitari), ma lo affina su tre
direttrici: attualizzazione delle caratteristiche qualitative degli immobili, maggiore equità/gradualità negli incentivi (classe energetica), e maggiore stabilità/chiarezza procedurale (durata, adesione, decorrenza). Si tratta di un aggiornamento coerente e da valorizzare: la sostituzione di un criterio ormai marginale ai fini della qualità abitativa (l'impianto sportivo condominiale) con dotazioni che incidono realmente su sicurezza (porta blindata, allarme, rilevazione fumi), inclusione sociale (superamento delle barriere
architettoniche, ascensore), e transizione energetica/mobilità sostenibile (fotovoltaico certificato, colonnine di ricarica elettrica) rende l'Accordo Territoriale uno strumento più aderente agli standard abitativi 2026 e capace di premiare, nella determinazione del canone, gli immobili effettivamente riqualificati.
Nel complesso, il Protocollo integrativo sottoscritto ora conferma l'impianto dell'Accordo Territoriale 2018 rafforzandone, però, l'efficacia in tre direzioni positive per il mercato della locazione veneziano. Intanto Qualità e attualità dell'immobile: la revisione della precedente tabella aggancia il canone concordato a dotazioni realmente significative oggi (sicurezza, accessibilità, efficienza energetica, mobilità elettrica), superando un elenco in parte datato. Poi ci sono Equità e gradualità: la nuova scala delle classi energetiche (A/B/F/G distinte anziché accorpate) rende il sistema di incentivi/penalizzazioni più proporzionato al reale livello prestazionale dell'immobile garantendo un maggior livello di accoglienza per le nuove categorie di inquilini a partire dai lavoratori. Infine Stabilità e trasparenza procedurale: l'efficacia continuativa dell'Accordo, la non retroattività sui contratti pendenti, e la nuova procedura di adesione riducono l'incertezza applicativa per proprietari, conduttori e organizzazioni firmatarie.
«Dietro ogni accordo territoriale – 𝒔𝒑𝒊𝒆𝒈𝒂 𝒍𝒂 𝑺𝒆𝒈𝒓𝒆𝒕𝒂𝒓𝒊𝒂 𝒓𝒆𝒈𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝑺𝒊𝒄𝒆𝒕 𝒄𝒐𝒏 𝒅𝒆𝒍𝒆𝒈𝒂 𝒂 𝑽𝒆𝒏𝒆𝒛𝒊𝒂 (𝑺𝒊𝒏𝒅𝒂𝒄𝒂𝒕𝒐 𝑰𝒏𝒒𝒖𝒊𝒍𝒊𝒏𝒊 𝑪𝒂𝒔𝒂 𝒆 𝑻𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊𝒐) 𝑽𝒊𝒄𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝑷𝒊𝒔𝒕𝒐𝒍 – c'è un lavoro quotidiano che nasce molto prima della firma di un contratto e continua ben oltre. È il lavoro che ogni giorno, nei nostri sportelli, il Sicet di Venezia svolge accanto a chi cerca casa e accanto a chi la offre: ascolto, informazione, verifica dei requisiti, calcolo corretto del canone. Un lavoro fatto di consulenza, non di contrapposizione. È in questa attività quotidiana, spesso silenziosa, che l'accordo territoriale trova il suo significato più concreto: non è solo un testo da applicare, ma una base comune su cui costruire, fin dal primo giorno, un rapporto di locazione chiaro e condiviso. Verificare insieme gli elementi oggettivi dell'immobile, spiegare con trasparenza come si arriva a un canone, accompagnare le parti nella stipula: sono passaggi che, se fatti bene all'inizio, permettono a entrambe le parti di partire su basi solide. È proprio questa cura nella fase costitutiva del contratto il primo e più efficace strumento di prevenzione dei conflitti. Un canone individuato con criteri condivisi, un'attestazione rilasciata con serietà, un'informazione corretta fin dal principio: tutto questo riduce, alla radice, le occasioni di incomprensione che più avanti potrebbero trasformarsi in controversia. Quando invece una difficoltà emerge, il Sicet la affronta privilegiando sempre il confronto e la ricerca di una soluzione condivisa, anche insieme alle organizzazioni della proprietà edilizia, prima di ogni altra strada. È un impegno che il Sicet di Venezia porta avanti con continuità, in dialogo costante con le associazioni della proprietà edilizia e con le istituzioni, nella convinzione che un mercato delle locazioni più sereno sia un bene per gli inquilini, per i proprietari e per l'intera comunità veneziana. È un segnale positivo per il mercato della locazione veneziano, perché incentiva concretamente i proprietari a investire in sicurezza, accessibilità e sostenibilità, a beneficio anche della qualità abitativa offerta agli inquilini. Questi elementi consentono di valorizzare l'Accordo Territoriale come strumento negoziale aggiornato e credibile, utile nella promozione del canone concordato come alternativa equilibrata al libero mercato, capace di premiare la qualità abitativa e di adattarsi ai mutamenti sociali, tecnologici e climatici del territorio».
L’accordo siglato resta in vigore sino alla sottoscrizione di un eventuale nuova intesa.