05/06/2026
ELEZIONI VENEZIA: UNA SCONFITTA SU CUI RIFLETTERE
SENZA INFINGIMENTI
Il 3 giugno 2026 si è riunito il Circolo Terraferma della Federazione veneziana di Sinistra Italiana per una prima riflessione sull'esito elettorale al Comune di Venezia.
Pietrangelo Pettenò, segretario del Circolo, ha introdotto la riflessione indagando gli aspetti principali della sconfitta elettorale del centro sinistra.
La discussione ha individuato il limite principale nella scarsa capacità di trasformare in un progetto concreto di alternativa le pur giuste denunce di malgoverno.
Si è ritenuto come la coalizione non sia stata in grado di mettere in campo una proposta, sia di candidato che di programma, in modo partecipato e condiviso. Il lavoro svolto, anche dalla nostra delegazione, è risultato troppo chiuso e autoreferenziale, risultando così inadeguato ad affrontare una coalizione che proponeva una continuità con 11 anni di governo, di affari e clientele. Il sistema comunale (amministrazione e società partecipate) che Brugnaro aveva da tempo trasformato in una sorta di azienda che solo a lui rispondeva, era ben noto da tempo ma non è stato contrastata in modo efficace dalle scelte attuate dal candidato Martella e dall'intera coalizione. Servivano ben altre scelte, anche tecniche come per esempio la lista del sindaco, che emergono solo ora dopo la sonora sconfitta.
Sulle questioni del lavoro abbiamo provato a lanciare alcune proposte giuste su precariato e salario (gli 11 euro orari sugli appalti pubblici e l’assunzione a tempo indeterminato dei precari di biblioteche e musei civici).
Sugli aspetti al centro delle grandi questioni: croceristica, bonifiche, polo idrogeno, logistica, polo tecnologico innovazione, polo terre rare, industria bellica…. non siamo riusciti ad andare oltre le citazioni.
Sullo stesso nodo del turismo ci si è limitati a chiedere una forte contenimento senza considerare che tale settore occupa decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici con i quali non abbiamo istaurato nessun rapporto.
Più concreti siamo stati sulle problematiche del diritto alla casa, dove da tempo la compagna Diana Zancarello e il compagno Raffaele Bollani sono impegnati. Con il compagno Alessio Bellin abbiamo pure provato a proporre interventi importanti sul nodo della sicurezza e del contrasto al degrado. Va sottolineato che queste tematiche non sono state adeguatamente supportate da una azione sia da parte del partito che dalla coalizione.
Quella che è prevalsa in modo evidente è l’assenza di una analisi seria sulle trasformazioni della composizione di classe e degli strati sociali, in Isola e ancor più in terraferma.
La discussione ha poi brevemente ragionato sui risultati della Lista AVS e di Sinistra Italiana
Pur in un quadro di sconfitta, il voto ad AVS non risulta negativo, anche se la campagna elettorale è partita tardi e con mezzi (anche finanziari) quasi inesistenti.
Si sono riconosciuti gli aspetti positivi e in primo luogo il successo di Mimmo Risica eletto consigliere comunale con oltre 1.000 preferenze.
Ma anche il buon risultato di Marta Battistella e della nostra capolista Anna Messinis.
Importante il contributo dei giovani con il buon risultato di Giacomo Cervo per il Comune e degli altri per le Municipalità. Per quanto riguarda i risultati ottenuti dai candidati in Comune sostenuti dal circolo (Bellin, Bollani, Zancarello e Favatà) si è ritenuto di dare un giudizio positivo, anche alla luce della mancanza di qualsiasi forma di promozione collettiva da parte della lista. Pur nei pessimi risultati della coalizione in terraferma, è stato dato un giudizio positivo sui risultati ottenuti dai nostri candidati nelle varie Municipalità.
Si è pure ragionato sugli aspetti negativi di una campagna di SI dove hanno pesato gli individualismi sfrenati, la incomunicabilità, le iniziative decise con poca condivisione.
In fine si è ribadita la necessità di far tesoro di questa esperienza per ripartire con maggior attenzione e con l’obiettivo di rafforzare il processo di sviluppo sul territorio dell’attività dei Circoli, moltiplicando l’attenzione per quanto si muove vicino a noi, con maggior capacità di ascolto e spirito collaborativo.
Per questo serve un partito unito, che coinvolga, che assuma decisioni condivise, dove prevalga il “noi” e un po' meno “l’io”.