15/05/2026
Ieri 14 maggio è stata inaugurata l'Esposizione Bibliografica e Iconografica “Dal torchio alla terra di mezzo: l’eredità delle Cronache di Norimberga” a cura di Carmen Parisi e Luigi Sturniolo per il Fondo Antico mentre Patrizia Maiorana ha curato la parte dedicata al Fondo Moderno e tutta la grafica.
A partire dall’Incunabolo “Liber Chronicarum”, conosciuto in italiano con il titolo di “Cronache di Norimberga”, opera quattrocentesca del medico ed erudito tedesco Hartmann Schedel, il percorso espositivo attraverserà le produzioni letterarie successive, per mostrarne l’utilizzo nella tradizione e nel genere fantasy.
La mostra rimarrà aperta con gli stessi orari della Biblioteca sino al 12 giugno.
Nel 1493, a Norimberga, veniva stampato uno dei libri più ambiziosi mai concepiti: il Liber Chronicarum. Non era solo una cronaca del mondo, ma il primo vero tentativo di mappare l'ignoto attraverso l’unione rivoluzionaria di testo e immagini. Con le sue 1.809 xilografie, le Cronache di Norimberga hanno dato un volto alla storia, mescolando città reali e creature leggendarie, geografia e mito.
Questa mostra esplora il filo invisibile che connette gli scrittori classici ai grandi creatori di mondi contemporanei. Come Hartmann Schedel, anche J.R.R. Tolkien comprese che per rendere "reale" un mito non bastano le parole: servono mappe, genealogie e una coerenza visiva che dia peso al sogno. Dai confini del mondo conosciuto di Schedel ai sentieri di Mordor, la cartografia è l'atto di nascita di ogni universo.
Nel Rinascimento, il mostro non era un’invenzione letteraria, ma una possibilità zoologica. Per Hartmann Schedel popolazioni fantastiche e creature mostruose servono a completare la cronologia della Creazione. Se Dio è infinito, lo sono anche le sue forme.
Nelle bacheche si passano in rassegna attraverso la letteratura alcune delle creature mostruose che si pensava abitassero le terre inesplorate o gli Antipodi:
I cinocefali (uomini con la testa di cane)
Rappresentati fin dagli antichi egizi in Anubi, guida delle anime dei morti, sono presenti nella tradizione cristiana che raffigura così S. Cristoforo e sono narrati anche nel Milione da Marco Polo.
Gli Sciapodi (creature con una sola gamba ed un enorme piede) e i Blemmi (uomini senza testa)
Sono individuati, rispettivamente, nell’attuale Sri Lanka e in Libia. Isidorio di Siviglia li descrive insieme ad una vasta gamma di altri mostri basandosi anche su fonti classiche come Plinio il Vecchio. Nelle Cronache di Narnia Lewis li raffigura riprendendo esattamente l’estetica del Liber Chronicarum.
Centauri, pigmei ed androgini
Ovidio nelle sue Metamorfosi racconta attraverso il mito di Ermes ed Afrodite la nascita dell’Ermafrodito unione fra il maschile e il femminile, un genere descritto anche da Platone nel Simposio. Tolkien, Jonathan Swift e Joanne Rowling nei loro scritti ci trasportano in mondi abitati da esseri piccolissimi e esseri metà uomini e metà cavalli.