10/04/2026
Storia della cucina messinese
Storicamente la cucina messinese degli anni ’60-’70 aveva come nomi famosi “Nunnari” e “Borgia”.
Negli anni sessanta e settanta, le Rosticcerie e gli arancini di Nunnari e Borgia, hanno fatto la storia di Messina. Il loro nome ha fatto eco nel mondo, persino in America. Non si esagera se si dice che molti turisti prima di imbarcarsi sui traghetti facevano scorta di provviste da loro. Dalle vetrate piene di piatti che invitavano alla voracità sembrava di essere in un mondo incantato, dove le prelibatezze invitavano i messinesi e i turisti ad assaggiare i mitici arancini. Prima uno, poi un altro e così via a qualunque ora del giorno e della notte e anche le mozzarelle in carrozza, i pidoni e le focaccine. Erano divenuti il punto di riferimento per i buongustai e non solo. Erano luogo di incontro di personaggi famosi dello sport e dello spettacolo, quali i calciatori del Messina (Benitez, Morelli, Canuti, Stucchi e altri), nonché degli attori, quali Massimo Mollica e Miko Magistro. Le cassiere velocemente battevano lo scontrino e si formava subito in sala una fila interminabile che beneficiava di odori accattivanti che si sprigionavano soprattutto dalle teglie della pasta al forno, unica e inimitabile e da tutti gli altri primi e secondi. Intanto a voce alta un cameriere sollecitava: “pasta al banco”. Arrivare al banco era una conquista. Prezzi non esagerati e pietanze succulente. Repentinamente le serrande dei due locali si abbassarono. Fu una perdita di immagine per la città che di quei due esercizi commerciali aveva imparato anche a fare un punto gradito di incontri per diletto e per affari. (Nella prima foto sotto si vede il bancone di Nunnari con il personale dell'epoca e nella seconda il bigliettino del locale di Borgia in via dei Mille).