13/08/2018
È sempre brutto e triste quando un compagno ha la sventura di finire tra le grinfie della repressione o addirittura in carcere: Turi Vaccaro, storico attivista No Muos, è stato arrestato per aver inciso con un martello la scritta "No Muos" su una parabola e si trova attualmente rinchiuso nel carcere di Palermo. Oggi ci sarà un presidio di fronte al carcere per far sentire a Turi la nostra complicità e solidarietà. Ma di fronte a tutto ciò è anche fondamentalmente rivendicare collettivamente questi atti: il sabotaggio, l'invasione, il taglio di reti, la messa in discussione dell'ordine costituito con ogni mezzo necessario, perché non tutto ciò che è legittimo è legale e per restituire dignità e legittimità a queste pratiche di lotta che sono parte del nostro patrimonio collettivo. Senza dimenticare le compagne e i compagni sottoposti a processo perché accusati a vario titolo di azioni riguardanti la lotta no muos. Bisognerebbe cercare di rompere questi dispositivi repressivi, costruendo percorsi di solidarietà attiva e sottraendo consenso e legittimità a tutto il procedimento giudiziario, che come sappiamo non è espressione di un concetto di giustizia puro e svincolato da giudizi di valore, ma espressione della giustizia di tribunali, sbirri e di chi detiene il potere e ha interesse a reprimere queste lotte.
Noi sappiamo da che parte stare
Turi libero
Tutte libere, tutti liberi
No Muos ora e sempre
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