Docenti No Ponte

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Centinaia di docenti, dalla scuola dell'infanzia all'università, in servizio e in pensione, delle due sponde dello Stretto e da varie parti d'Italia, si mobilitano contro il Ponte sullo Stretto

02/12/2025
Purtroppo non si fermeranno e continueranno a sottrarre risorse necessarie per risolvere i reali problemi del Sud. Ma ne...
02/12/2025

Purtroppo non si fermeranno e continueranno a sottrarre risorse necessarie per risolvere i reali problemi del Sud. Ma neanche noi ci fermeremo!

  MESSINA. Non è uno dei tre punti sollevati dalla Corte dei conti nelle motivazioni pubblicate ieri per cui i magistrati contabili non hanno apposto la “bollinatura” alla registrazione al Cipess del progetto definitivo del ponte sullo Stretto di Messina, ma nelle stesse motivazioni, ma la bac...

La pioggia non ha fermato la nostra lotta.
30/11/2025

La pioggia non ha fermato la nostra lotta.

Ci vediamo sabato!
26/11/2025

Ci vediamo sabato!

Promemoria per stasera! Ciao a tutte/i!Ci rivediamo online a questo linkhttp://meet.google.com/bzv-cvrw-poistasera, merc...
19/11/2025

Promemoria per stasera!

Ciao a tutte/i!
Ci rivediamo online a questo link

http://meet.google.com/bzv-cvrw-poi

stasera, mercoledì 19 novembre, alle ore 20.30 , per discutere del Corteo No Ponte del 29 novembre e delle prossime iniziative per la scuola!

A prestissimo!

Ciao a tutte/i!Ci rivediamo online a questo linkhttp://meet.google.com/bzv-cvrw-poi *mercoledì 19 novembre alle 20.30* ,...
17/11/2025

Ciao a tutte/i!
Ci rivediamo online a questo link

http://meet.google.com/bzv-cvrw-poi

*mercoledì 19 novembre alle 20.30* , per discutere del Corteo No Ponte del 29 novembre e delle prossime iniziative per la scuola!

A prestissimo!

29/10/2025

LA CORTE HA DETTO NO !

27/10/2025

In tanti hanno chiesto cosa può accadere a seguito del documento della Corte dei Conti. Provo a dare una risposta sintetica.

Ciò che è accaduto è che la Sezione di Controllo della Corte dei Conti, anche dopo la documentazione inviata dal Governo a integrazione della precedente trasmissione, ritiene che le procedure e il progetto non siano legittimi e che dunque la delibera di approvazione del progetto definitivo licenziata dal CIPESS sia da annullare (o revocare), non potendo essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Se così è, il progetto è carta straccia e il tutto deve ripartire da zero.
La decisione di negare il visto di legittimità, però, non può essere assunta dalla sola Sezione di Controllo, ma è rinviata al "plenum" della Corte dei Conti che, da quanto si sa, ha fissato un'audizione del Governo e di SdM il 29, avendo scadenza il 7 novembre per il giudizio finale.
Adesso il "plenum" (anche a seguito delle audizioni che in merito ha convocato) potrebbe:
1) ritenere esaustivi i chiarimenti resi in audizione (e con ulteriore documentazione) dal Governo ed SdM e concedere il visto di legittimità alla delibera CIPESS;
2) accogliere la valutazione della Sezione Controllo e negare il visto.

Nel primo caso la delibera verrebbe pubblicata, ma la relazione istruttoria della Sezione Controllo sarebbe un punto molto forte per le nostre azioni giudiziarie di contrasto al progetto in sede di TAR, corroborando le tesi già elaborate e, di fatto, condivise dalla Sezione Controllo della Corte dei Conti.
Nel secondo caso si aprono due scenari: a) il Governo prende atto del verdetto della Corte e revoca gli atti (eventualmente ripartendo da zero per un nuovo progetto e una nuova gara); b) il Governo "resiste" e riapprova gli atti informando il Parlamento. In tal caso ha luogo la pubblicazione della delibera "con riserva", dato il verdetto di non legittimità della Corte dei Conti; la delibera e gli atti assumono piena esecutività e il Governo può partire col "Piano delle Opere Anticipate", avviando i relativi "cantieri". Si tratterebbe però di una mossa quasi disperata, perché il mancato visto di legittimità della Corte dei Conti (o la pubblicazione "forzata" della delibera) costituirebbe una quasi certa premessa per l'accoglimento in TAR della immediata sospensiva dei lavori, con invio del fascicolo a Corte Costituzionale o Corte di Giustizia Europea per pronunce pregiudiziali sulle leggi e sul progetto, e il riconoscimento della illegittimità di carte e procedure da parte della Corte dei Conti sarebbe un ostacolo difficilmente sormontabile per il Governo.

Sugli orientamenti futuri della Corte dei Conti (che dipendono anche dalle audizioni e dall'ulteriore materiale informativo) non possiamo formulare alcuna previsione o aspettativa, ma sicuramente la relazione istruttoria della Sezione di Controllo è un punto molto utile e importante perché supporta le tesi che abbiamo sempre sostenuto: le procedure, le leggi, gli stessi elaborati di progetto che sostengono il ritorno del "morto vivente" (...siamo prossimi al 2 novembre) sono nulli perché non rispondenti alle norme italiane, europee e costituzionali.
Prof. Guido Signorino

25/10/2025

Niente via libera al ponte: la Corte dei conti mette a n**o le bugie del governo.

Contro la truffa del ponte, la Corte dei conti mette in chiaro i punti dolenti.
Ieri, con un atto che conferma ciò che abbiamo sempre denunciato, è arrivata la formale richiesta di deferimento alla Sezione centrale.
Questa volta non è stato possibile sostituire i membri della commissione con nominati né appellarsi a un comitato tecnico usa e getta.

Questa volta a valutare le carte c’erano giudici contabili, e il risultato era scontato.

La Corte ha infatti evidenziato che il dossier sul ponte sullo Stretto contiene lacune procedurali, carenze documentali e gravi incertezze sull’impatto ambientale e sui conti che non possono essere ignorate. Mancano atti che dovrebbero costituire la spina dorsale dell’intera operazione; i passaggi sulla valutazione ambientale risultano al momento non conformi alle norme europee; e il piano economico-finanziario presenta voci non adeguatamente giustificate.

Non si tratta di semplici osservazioni tecniche: è la prova che si sta cercando di far passare un’enorme operazione finanziaria e territoriale senza la trasparenza e i controlli obbligatori.
Intanto Webuild prosegue la sua propaganda costosissima, avviando selezioni e annunci in nome di un progetto la cui esecutività è ben lontana dall’essere concreta e il cui contraente generale è ancora giuridicamente inesistente. Mentre si rincorrono proclami e aperture di cantieri che non esistono, si continua a raccontare agli italiani la favola dello sviluppo, riproponendo ricette vecchie e stantie.

Noi ribadiamo con fermezza che lo Stretto di Messina non è una pedina su cui giocare interessi privati e affaristici.
Il ponte non è progresso, è saccheggio: sottrazione di risorse pubbliche alla scuola, alla sanità, ai trasporti locali e alle opere davvero utili per il territorio.
La sospensione decisa dalla Corte e il rinvio alla Sezione centrale dovrebbero rappresentare un’importante occasione per fermare questa follia e fare piena chiarezza su una speculazione criminale ai danni degli italiani — e soprattutto di calabresi e siciliani.
Siamo consapevoli, però, che con un governo che non ha esitato a modificare le leggi pur di far avanzare un progetto che altrimenti sarebbe rimasto fermo al palo, il rischio di nuove forzature è concreto.
Il rinvio deciso dai magistrati contabili non può certo farci dormire sonni tranquilli: la storia stessa del ponte ci insegna che logica e scienza raramente hanno più peso dei grandi interessi economici e finanziari. Ora più che mai è perciò necessario intensificare le iniziative di informazione e denuncia, e soprattutto mobilitarci con maggiore forza, a partire dalla grande manifestazione del 29 novembre a Messina.

No al ponte! Teniamocelo Stretto!

Indirizzo

Messina
98100

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