13/06/2026
PERDEREMO ANCHE LA CASA DI COMUNITÀ DELL’ASL?
L’Azienda Sanitaria Locale (ASL) Salerno ha ricevuto finanziamenti europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per realizzare, nell’area donata dal Comune in località S. Vincenzo, la Casa di Comunità (CDC) e il Centro Operativo Territoriale (COT).
E’ la stessa area dove l’ASL, con un’altra fonte di finanziamento, ha iniziato la costruzione della nuova sede del Distretto Sanitario del quale è stato realizzato un primo immobile.
Le superfici occupate, la posizione degli immobili in costruzione, la loro distanza dalla strada regionale e dal torrente Lavinaio, gli spazi per realizzare i necessari parcheggi al servizio delle strutture sembrano non conformi alle norme vigenti.
Per approfondire abbiamo chiesto di accedere ai documenti ufficiali e ai permessi di costruzione rilasciati dal Comune che, per legge, devono sempre essere rilasciati.
Ad oggi, non abbiamo ricevuto ancora nulla!
I cartelli all’ingresso dei cantieri devono essere chiari e trasparenti e riportare, per legge, le informazioni obbligatorie relative agli estremi dei titoli abilitativi rilasciati dal Comune con il relativo numero di pratica, alla tipologia dell’opera, all’importo complessivo dei lavori e alle relative fonti di finanziamento, all’impresa appaltatrice, ai dati dei professionisti incaricati e alle date di inizio e presunta di fine lavori.
Gli estremi dei titoli abilitativi non sono stati riportati sui cartelli all’ingresso dei cantieri!
Sono presenti due cartelli identici: riguardano le opere da realizzarsi con i fondi del PNRR (la sede della CDC e del COT) che riportano, stranamente, gli stessi importi (€ 2.469.890,32) e le stesse descrizioni, ma uno riguarda il Comune di Pontecagnano Faiano e l’altro il nostro Comune.
Per entrambi, le “autorizzazioni” sono del Dirigente della Provincia di Salerno e non del Comune di Mercato S. Severino.
I lavori sono iniziati il 30 giugno dello scorso anno e sarebbero dovuti terminare il 31 maggio 2026.
Invece sono ancora nelle fasi iniziali.
Il mancato rispetto dei termini di ultimazione dei lavori per la Casa di Comunità (CDC) e il Centro Operativo Territoriale (COT) desta non poche preoccupazioni.
Non vorremmo trovarci di fronte all’ennesima opera pubblica non realizzata come, purtroppo, è già accaduto con l’ampliamento e la palestra del Liceo.
E’ nostro diritto sapere se:
1. sono stati regolarmente rilasciati dal Comune i permessi di costruire per gli immobili in costruzione;
2. sono state rispettate le distanze, previste per legge, dalla strada regionale e dall’alveo del torrente Lavinaio;
3. sono stati rispettati i parametri, previsti dalla legge, riguardo alle dotazioni di parcheggi e di aree scoperte a verde, in rapporto alle superfici coperte dagli immobili in costruzione.
E ci chiediamo:
come è possibile che si possano realizzare opere così importanti, che la Comunità attende da anni, senza le autorizzazioni comunali?
Cosa è stato fatto per stimolare e controllare l’efficace andamento dei lavori visto che il termine di ultimazione è già scaduto?
Un’amministrazione comunale degna di questo nome, quotidianamente, promuove e controlla quanto si realizza sul suo territorio.
Soprattutto quando gli attori sono altri Enti pubblici.
Non basta lo “struscio” per il Corso Diaz fiorito e non ancora collaudato (migliaia di euro delle casse comunali per le fioriere mentre nelle frazioni non si taglia neanche l’erba incolta), la propaganda delle inaugurazioni con fascia tricolore a corredo e le improbabili serate danzanti spacciate per manifestazioni culturali.