09/06/2023
L’8 giugno del 2023…il “rogo dei libri” di Mercato S. Severino.
La maggioranza diserta la Commissione Cultura affermando che quest’ultima non ha diritto a riunirsi se non quando lo decide chi comanda.
La vicenda è emblematica di un atteggiamento dell’Amministrazione che, francamente, ritengo incomprensibile prima che antidemocratico, infantile, collerico, superficiale (e potrei continuare).
La storia è breve e drammatica allo stesso tempo.
In qualità di Presidente della Commissione Cultura ho ritenuto di convocare la stessa per conoscere, approfondire, istruire, suggerire, promuovere e sviluppare “un’attività preparatoria e consultiva per atti provvedimenti e indirizzi da sottoporre al Consiglio Comunale”(cito testualmente il Regolamento), sul tema delicatissimo del Castello Medioevale e della decisione dell’Amministrazione (bocciata dalla Soprintendenza) di installarci sopra un ascensore inclinato.
La fondatezza e prima ancora la legittimità della mia convocazione è stata, ahilóro, avallata e confermata dalla maggioranza stessa che a più riprese (perché le sedute sono state più di una) ha partecipato e dibattuto in commissione, sia con i componenti che con l’assessore al ramo.
La sonora bocciatura del risibile progetto presentato dall’amministrazione alla Soprintendenza, però, ha chiaramente costretto il sottoscritto ad approfondire la discussione, convocando una nuova seduta ed invitando a partecipare ai lavori il Presidente della Commissione Paesaggistica che aveva studiato il progetto, l’Ing Tepedino.
Purtroppo però, l’Ing. Tepedino ha dovuto assistere ad un mortificante momento di denutrizione culturale del paese messo in atto dai componenti di maggioranza della commissione che con una nota priva di alcun senso politico e giuridico preannunciavano la mancata partecipazione alla commissione affermando testualmente che “La commissione esamina le proposte di delibarazione che la giunta o il sindaco ritengono di portare in discussione in Consiglio Comunale”.
L’interpretazione miope e ottusa che la maggioranza fa del Regolamento, conoscendo le competenze che la compongono, è scusabile solo con un’ammissione postuma di “dispotismo”.
L’art. 14, comma 5 del Regolamento del Consiglio comunale afferma chiaramente che “Le commissioni, nelle materie di loro competenza, possono assumere l’iniziativa di presentare proposte al Consiglio”….e allora mi chiedo: come le presentiamo se non possiamo discuterne? Come si istruisce un tema delicato come la tutela del nostro patrimonio culturale se non affrontandolo con maggioranza, opposizione, Presidenti di Commissioni Paesaggistiche, responsabili dell’area Tecnica, ecc…?
No…la discussione si fa solo su quello che propone l’esecutivo del Comune?!
Se questa è la concezione che la Maggioranza ha della cultura della democrazia, della cultura delle istituzioni e della Cultura nell’accezione più alta, non posso che dissentire fortemente e formalizzare, nei prossimi giorni, le mie dimissioni dal ruolo di Presidente eletto dalla commissione stessa.
“Bruciare” una seduta della Commissione Cultura è atto grave e che, la storia insegna, non ha portato mai a niente di buono…