16/04/2026
" LA STRAGE DEGLI ALBERTI DI PENTEDATTILO "
Accadde Oggi : 16 Aprile 1686. Esattamente 340 anni fa, avviene la Strage degli Alberti di Pentedattilo.
Ricorre la Pasqua del 1686, il Marchese Lorenzo Alberti festeggia nel suo castello di Pentedattilo. Si è da poco sposato con Maria Cortez ed è succeduto al defunto padre Domenico.
Lorenzo promette in sposa sua sorella Antonia al cognato Don Petrillo Cortez,perchè non vuole che la stessa sposi il Barone di Montebello, Bernardino Abenavoli del Franco, nonostante i due si amino in segreto.
Nella notte pasquale fra il 15 ed il 16 Aprile, Con oltre quaranta uomini ed aiutato da Giuseppe Scrufari, vassallo del Marchese Alberti e dallo stesso destituito dalle sue importanti cariche, due giorni dopo la Pasqua, Bernardino entra nel castello, rapisce l’amata Antonia e compie una strage.
Lorenzo Alberti pugnalato al cuore dal Barone, morendo lascia l’impronta della sua mano insanguinata in una parete del castello. Muoiono inoltre la madre del Marchese Donna Maddalena Van Achthoven, e i fratelli Simone e Anna, quest’ultima uccisa da Giuseppe Scrufari che l’aveva vista crescere. Nell’eccidio rimangono uccisi anche tre servi del Marchese.
Il Preside della Provincia di Reggio, residente a Pizzo, viene informato della strage ed invia l’esercito a Pentedattilo e a Montebello per catturare il Barone e i suoi complici.
Giuseppe Scrufari ed altri sette compagni vengono catturati, sottoposti a giudizio sommario e giustiziati mediante decapitazione a Reggio, nel Castelnuovo, dove era installata la forca. Le loro teste vengono inviate a Pentedattilo per essere appese ai merli del castello.
Nel frattempo Bernardino sposa Antonia a Montebello, nella chiesa di San Nicola ,matrimonio celebrato dal Dittereo Cozzucoli alla presenza dei testimoni Vazzana e Parmisano, pure essi sacerdoti.
Il Barone ormai braccato, ma forte di amicizie, riesce a fuggire a Malta, lasciando Antonia nel convento delle educande a Reggio e si arruola sotto falso nome nell’esercito austriaco in guerra contro gli Ottomani.
Bernardino viene riconosciuto da Andrea Tripodi, suo suddito a Montebello, e denunciato alle autorità austriache come autore della strage di Pentedattilo.
Il Barone viene però graziato per meriti di guerra dall’imperatore Leopoldo di Austria e rimandato, con i gradi di valoroso capitano, a combattere. Muore in battaglia nel 1692 colpito da una palla di cannone.
Muore nello stesso anno pure Antonia Alberti, nel monastero in Basicò a Messina,dove nel frattempo si era fatta trasferire.
L' omonimo castello della famiglia, luogo della strage, verrà distrutto dal terremoto del 5 Febbraio 1783 e mai più ricostruito.
Questa tragica storia alimentata da leggende folkloristiche vuole ancora oggi che alcune notti fra i ruderi del castello si aggiri ancora il fantasma della giovane Antonia Alberti vestita di bianco in lacrime ed in preda a strazianti urla di dolore.
Un' altra leggenda del posto vuole che nelle serate in cui spira il vento fra i costoni rocciosi ed i resti del castello di Pentedattilo si può ancora udire le grida straziante e disperate della povera marchesa.
Attualmente questa triste vicenda rimane indissolubilmente legata alla Storia di Pentedattilo in particolare e di Melito in generale alimentando enormemente la popolarità del borgo melitese considerato uno fra i più iconici e suggestivi dell' intera Calabria.
La Strage degli Alberti diverrà anche oggetto di molte rievocazioni e citazioni artistico-letterarie note anche fuori dai confini calabresi.
Nella foto, l' ingresso del Castello di Pentedattilo.
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Giovanni Aricò