17/04/2025
Il Consiglio Comunale, giovedì 10 aprile, ha approvato lo schema di accordo tra Enti per entrare a far parte, come consumatore e produttore, per 20 anni, di una Comunità Energetica Rinnovabile (CER).
Le CER sono aggregazioni di cittadini, imprese, enti locali o altri soggetti che decidono di unirsi per produrre, condividere e consumare energie rinnovabili in modo collettivo e locale, favorendo così un modello di consumo più sostenibile oltre che decentralizzato.
Noi di minoranza, compatti, abbiamo espresso, in merito, voto contrario pur condividendo principi e finalità delle CER, ma non le modalità con le quali è stata gestita la scelta di quella in questione, ovvero "per conoscenza diretta" e senza aver, in precedenza, pubblicato un avviso pubblico con la relativa manifestazione di interesse. La scelta "per conoscenza diretta" di una CER, che si trova nel Comune di Montevarchi (Arezzo) a 250 Km di distanza dal nostro paese, suscita qualche legittima perplessità a fronte di nessuna ragionevole spiegazione da parte dell'Amministrazione Comunale.
Inoltre, nel caso specifico, avendo al suo interno anche una società privata (di nome “Fondazione CER”), a nostro avviso, si sarebbe dovuta seguire la procedura prevista dalla Legge per la cooperazione tra soggetti pubblici e privati, ovvero il Partenariato Pubblico Privato (PPP).
Perché - come abbiamo chiesto al Consiglio, seppur senza ottenere risposta - il nostro Comune, già produttore di energia elettrica rinnovabile (con pannelli sui tetti e sui terreni vallivi che generano un introito annuo di 89.000,00 euro), non ha valutato di costituire una propria CER?
Il vero obiettivo di questa Amministrazione sembra essere quello di implementare il fotovoltaico a terra già impropriamente realizzato sui beni pubblici vallivi (nonostante si trovino in area protetta e risultino gravati, in parte, da usi civici) da parte delle passate Amministrazioni che, tra gli altri, vedevano la presenza di alcuni consiglieri che sono in carica anche adesso, i quali se un tempo difendevano i terreni dall’uso improprio (pretendendo, inoltre, che i fittavoli procedessero solo con colture biologiche), sono ora pronti a coprirli di pannelli.
Si sta, forse, seguendo la politica della sostituzione della produzione agricola su terreni pubblici con quella di energia elettrica unicamente per il beneficio dei soci della CER o ci sono, invece, altre ragioni in campo?
A noi qualche dubbio è venuto…