30/05/2026
eppure, oggi a distanza di tantissimo tempo c'è ancora chi cerca di legittimare e proporre quel regime.
la memoria è un dovere civico.
Il 30 maggio 1924 Giacomo Matteotti si alza in aula dopo che le elezioni di quell’anno hanno premiato il Partito fascista. Il governo Mussolini, già in carica dal 1922 insieme ad altri partiti, diventa un esecutivo composto solo da membri fascisti, tagliando fuori liberali, popolari e altre formazioni politiche.
Matteotti, deputato socialista, prende parola e denuncia le irregolarità delle elezioni. Parla di squadre fasciste presenti nei seggi, candidati di partiti diversi picchiati durante la campagna elettorale e dice che se tutto questo non è stato denunciato è solo per il clima di terrore che si era creato durante le votazioni.
Ricostruisce il sistema con cui i membri del partito fascista hanno costretto le persone a votare il partito. Venivano distribuiti foglietti con scritte le tre preferenze dicendo di riportarle esattamente in quell’ordine. Ogni foglietto aveva una combinazione diversa e così si poteva verificare chi non aveva eseguito gli ordini.
Matteotti, dal suo scranno a sinistra dell’arco parlamentare, fa i nomi dei compagni del partito socialista picchiati o bastonati durante i comizi. Racconta che i pochi voti presi da altri partiti arrivarono solo da persone insospettabili, che non avevano mai espresso apertamente simpatie per il partito socialista o per altri, e che per questo non subirono pressioni.
A fine discorso Matteotti disse ai suoi compagni di partito che era arrivato per loro il momento di preparare il suo discorso funebre. E così fu. Matteotti venne ucciso da una squadra di uomini di Mussolini il 10 giugno 1924.
Oggi nella Camera dei deputati il posto di Matteotti rimane libero, occupato solo da una targa, inaugurata questa settimana, davanti a un’aula quasi vuota di membri della maggioranza.
Il delitto Matteotti e l'ascesa del fascismo sono raccontati nell'episodio L'alba del fascismo del podcast Qui si fa l'Italia