10/06/2026
Un anno perso per Matera
È trascorso un anno dall'insediamento dell'amministrazione Nicoletti. Dodici mesi che avrebbero dovuto segnare l'avvio di una nuova fase politica e amministrativa per la città e che, invece, restituiscono l'immagine di un'amministrazione ancora alla ricerca di una direzione.
Se si ascoltano le dichiarazioni della maggioranza, sembra che Matera stia vivendo una stagione straordinaria. Se si osservano i fatti, però, il quadro appare molto diverso. A un anno dall'insediamento, risulta difficile individuare un progetto strategico, una riforma significativa o una scelta amministrativa capace di lasciare un segno concreto sul futuro della città.
Sul piano politico, questo primo anno è stato caratterizzato soprattutto da cambi di schieramento, riposizionamenti e dinamiche di palazzo che hanno rapidamente smentito lo spirito del cosiddetto "Patto per Matera", nato e consumato nel giro di poche settimane. Sul piano amministrativo, invece, si è assistito prevalentemente all'inaugurazione di opere, cantieri e interventi già programmati, finanziati o avviati negli anni precedenti.
La riqualificazione della Villa Comunale, il bosco urbano di Serra Rifusa, le opere finanziate attraverso il PNRR, gli interventi in corso su infrastrutture e spazi pubblici rappresentano certamente risultati importanti per la città, ma non possono essere raccontati come conquiste maturate nell'ultimo anno. Sono il frutto di percorsi amministrativi avviati molto tempo prima.
L'unico provvedimento che merita una valutazione positiva è la modifica del regolamento sul benessere animale, pur con limiti e criticità che restano evidenti e che richiederanno ulteriori interventi correttivi.
Per il resto, Matera continua ad attendere una visione. Non si hanno notizie sul Piano Strutturale Comunale, lo strumento che dovrebbe disegnare il futuro urbanistico della città. Non si registra alcun confronto pubblico sul nuovo modello di gestione dei rifiuti, nonostante le criticità emerse negli ultimi anni. Non si intravede una programmazione organica sugli impianti sportivi, sulla manutenzione straordinaria delle strade, sui servizi di quartiere o sulle politiche giovanili.
Particolarmente deludente appare poi il percorso legato a Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026. Un riconoscimento prestigioso che avrebbe richiesto il coinvolgimento della città, delle associazioni, degli operatori culturali e delle energie migliori del territorio. Ad oggi, invece, si percepisce una gestione chiusa, poco partecipata e priva di una visione condivisa.
Il confronto con il primo anno della nostra amministrazione è inevitabile. E non per nostalgia o autocelebrazione, ma per una semplice ragione: tra il 2020 e il 2021 Matera era nel pieno della pandemia. I sindaci erano chiamati a gestire lockdown, quarantene, screening, emergenze sociali e campagne vaccinali. Nonostante questo riuscimmo ad avviare il primo bando pubblico per gli eventi culturali, a sbloccare dopo diciannove anni il Regolamento Urbanistico, a recuperare e valorizzare la Balena Giuliana, a rilanciare il collegamento con l'aeroporto di Bari, ad approvare il Piano del Verde e la Consulta Giovanile, a portare avanti la bonifica di La Martella ecc. Non tutto fu perfetto, ma c'era una direzione, una progettualità e una visione.
Dopo dodici mesi di amministrazione Nicoletti, invece, la sensazione diffusa è che Matera stia vivendo di rendita sulle scelte compiute in passato, senza che sia ancora emersa una strategia per il futuro.
Lo slogan elettorale del centro destra era "Dal bisogno al sogno". Dopo un anno, però, il sogno non si vede. E la città rischia di restare ferma, sospesa tra annunci, inaugurazioni e l'assenza di una reale prospettiva strategica.
Per questa ragione credo che sia arrivato il momento di avviare una riflessione più ampia sul futuro di Matera. Una riflessione che coinvolga tutte le forze progressiste, civiche, riformiste, ecologiste e democratiche che hanno a cuore il destino della città. Senza primogeniture, senza pregiudizi e senza steccati.
Matera ha bisogno di tornare a essere una città che guarda avanti, una città inclusiva e accogliente, capace di affrontare le grandi sfide della transizione ambientale, dell'innovazione, della cultura e del lavoro, senza lasciare indietro nessuno. Una città attenta ai diritti sociali, alle fragilità, ai giovani, agli anziani e alle famiglie. Una città che fonda le proprie scelte sulla partecipazione, sull'ascolto e sulla condivisione, e non sulle decisioni calate dall'alto, come con Matera Capitale Mediterranea e con le sub concessioni nei Sassi.
È da qui che occorre ripartire: dalla costruzione di una nuova visione collettiva per Matera, capace di restituire speranza, ambizione e futuro alla nostra comunità.
Domenico Bennardi
Capogruppo Movimento 5 Stelle - Consiglio Comunale di Matera