30/07/2026
Scopriamo il fotografo 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐃𝐢 𝐆𝐞𝐧𝐧𝐚𝐫𝐨 (𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚) le cui opere danno vita all'apparato espositivo "𝐀𝐧𝐭𝐫𝐨𝐩𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚𝐧𝐞𝐞", curato da Maristella Trombetta e promosso dal 𝐌𝐈𝐏 – 𝐌𝐚𝐭𝐞𝐫𝐚 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥 𝐏𝐡𝐨𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐩𝐡𝐲, con la direzione artistica di Antonello Di Gennaro. La mostra rientra 𝐌𝐈𝐏𝐩𝐡𝐄𝐒𝐓𝟐𝟎𝟐𝟔 – 𝟏𝟎ˆ 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐢𝐯𝐚𝐥 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐨𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐞 𝐀𝐫𝐭𝐢 𝐕𝐢𝐬𝐢𝐯𝐞 ed è attualmente ospitata presso la sede dell' Archivio di Stato di Matera , fino al 31 luglio 2026.
Con il progetto:
𝐋𝐄 𝐑𝐀𝐃𝐈𝐂𝐈 𝐂𝐇𝐄 𝐂𝐀𝐍𝐓𝐀𝐍𝐎 𝐈𝐋 𝐒𝐀𝐂𝐑𝐎 (𝐀𝐋𝐁𝐀𝐍𝐈𝐀)
https://www.materainternationalphotography.com/antropografiee_mediterranee_mipphest2026-g7828
Antonello Di Gennaro è un fotografo e visual artist italiano attivo da oltre 34 anni nel panorama internazionale della fotografia. Ha studiato filosofia all'Università degli Studi di Bari, ha sviluppato un percorso professionale che unisce ricerca estetica e indagine
antropologica, con particolare attenzione al reportage etnografico.
La sua opera si concentra sullo studio della sacralità popolare, del folklore e delle tradizioni rituali delle comunità mediterranee e internazionali. Attraverso un linguaggio fotografico intenso e rigoroso, documenta riti religiosi, feste tradizionali, maschere arcaiche e celebrazioni legate ai cicli della natura e della spiritualità collettiva, con uno sguardo che mette in relazione memoria, identità e simbolo.
Nel corso della sua carriera ha realizzato oltre 82 opere editoriali pubblicate in collaborazione con istituzioni culturali, editori italiani e stranieri, spesso accompagnati da testi critici di storici dell'arte e antropologi.
La sua produzione editoriale rappresenta una delle testimonianze più ampie e continuative dedicate alla cultura rituale e antropologica del Mediterraneo.
Ha partecipato a progetti di ricerca e campagne fotografiche sul campo, collaborando con studiosi e fotografi di rilievo, contribuendo alla documentazione del patrimonio immateriale
tra Sud Italia, area balcanica e altri contesti culturali.
Le sue opere sono state esposte in mostre e rassegne internazionali dedicate alla fotografia contemporanea.
La sua ricerca si distingue per l'equilibrio tra rigore documentario e dimensione poetica, trasformando l'indagine etnografica in un racconto visivo della sacralità e delle identità culturali dei popoli.