14/04/2026
Nel 1971 lavorò al grande ciclo su Dürer, composto da quattro suites di dodici acqueforti più tre incisioni a intaglio in legno dolce per un totale di 60 stampe. Per poter esporre ogni suite sotto forma di pannello murale inciso è stata realizzata una tiratura delle acqueforti in primo stato di 25 esemplari a un solo colore e successivamente di 50 esemplari a due colori. Le quattro suites sono: la Giovinezza Dürer, la Conquista Dürer, la Mistica Dürer, L’amore Adamo ed Eva. Ogni serie è composta di 12 stampe all’acquaforte a rilievo bianco che incorniciano 3 ritratti la cui tiratura è di 99 a 150 esemplari all’acquatinta e intaglio in legno a colori e formano insieme un murale inciso di metri 2,50 x 3,301. Queste opere mostrano l’attualità della problematica della guerra civile, oggi come ieri, in Dürer o in Goya.
I due ritratti del Dürer fanno riferimento alla Mistica Dürer in cui Ortega riprende gli autoritratti nel primo Autoritratto con fiore d’eringio, 1493 In primo piano vediamo le mani dell’artista che stringono un fiore d’eringio, simbolo della fedeltà coniugale. Essendo stato realizzato poco prima del matrimonio, possiamo immaginare che quest’opera abbia il valore di una promessa, e quindi possiamo intravedere un aspetto sentimentale. Il secondo Autoritratto con guanti, 1498 Nel giro di pochi anni, ogni accezione sentimentale tende a svanire. In questo autoritratto Dürer vuole celebrare la sua fama e l’accesso alla nobiltà norimberghese, omaggiando sé stesso ed il prestigio acquisito. L’artista infatti si ritrae come un uomo maestoso con un’aria volutamente rinascimentale e raffinata nelle vesti, negli accessori e nello sguardo.
Adamo ed Eva sembrano ispirate al Peccato Originale della Piccola Passione una serie di trentasei xilografie più frontespizio , databile al 1511.