17/06/2026
Condividiamo assolutamente la posizione dei compagni e delle compagne di Pisa. Chiediamo che gli enti locali della nostra provincia prendano posizione contro una decisione che, ancora una volta colpisce le classi meno abbienti della popolazione, basta succhiare il sangue ai soliti.
โ ๐ Aumento dei biglietti dei bus: una stangata inaccettabile. I Comuni chiedano subito il ritiro del provvedimento e si avvii un percorso di ripubblicizzazione del servizio
Dal primo agosto le cittadine e i cittadini pisani e di tutta la Toscana subiranno un nuovo aumento del costo del biglietto dellโautobus, che passerร da 1,70 euro a 2 euro, nonchรฉ un aumento degli abbonamenti dellโ8,9%, a seguito dellโennesima scelta inaccettabile della Regione Toscana. Questa stangata si aggiunge allโaumento del 13% giร avvenuto nellโagosto del 2023 ed รจ un attacco diretto al diritto alla mobilitร , con ricadute pesantissime dal punto di vista sociale e ambientale.
Si raccolgono ancora una volta gli effetti della scellerata privatizzazione voluta dal Partito Democratico e dal centrosinistra che governano la Regione Toscana: un aumento ingiustificabile a fronte di un servizio che presenta sempre maggiori criticitร , dovute alla mancanza di investimenti adeguati sul fronte del personale e dei mezzi.
Siamo al colmo: a fronte di un servizio che in questi anni si รจ progressivamente ridotto, penalizzando soprattutto le tratte piรน deboli e periferiche, si aumentano i costi a carico dellโutenza, con il rischio, per di piรน, di provocare una diminuzione del numero dei passeggeri.
I costi della vita crescono, lโinflazione aumenta e i salari restano fermi. Anche in questo caso mancano investimenti pubblici adeguati da parte del Governo e della Regione per tutelare concretamente i diritti delle persone. A trarne vantaggio sono invece le grandi aziende private come Autolinee Toscane, alle quali la Regione ha affidato il servizio di trasporto pubblico regionale.
Ancora una volta la privatizzazione di un servizio pubblico รจ andata a discapito della qualitร del servizio e delle condizioni del personale, dimostrando che il mercato non risolve i problemi, ma li aggrava. In questo caso siamo di fronte a un rincaro insopportabile che colpisce in particolare le fasce piรน deboli della popolazione.
Il trasporto pubblico locale รจ un diritto e, in quanto tale, รจ responsabilitร dei soggetti pubblici garantirne lโefficienza. La logica delle privatizzazioni lede questo diritto, scaricando sulla cittadinanza e sui lavoratori i costi della remunerazione dei capitali privati, costi ulteriormente accresciuti dalle esigenze di competitivitร imposte dal regime di libero mercato.
Riteniamo altrettanto inaccettabile la richiesta della Regione che i Comuni contribuiscano maggiormente al finanziamento del trasporto pubblico, oltre a quanto giร versano, aggravando ulteriormente le disparitร tra i territori.
ร urgente e necessaria unโazione congiunta dei Comuni nei confronti della Regione, non solo per ottenere il ritiro immediato degli aumenti, ma anche affinchรฉ il servizio raggiunga standard adeguati attraverso il necessario ammodernamento dei mezzi e nuove assunzioni di personale.
Al contempo, come indicato da una mozione proposta dal nostro gruppo consiliare e approvata dal Consiglio comunale con una decisione storica nellโottobre del 2023, รจ necessario avviare con urgenza un percorso per tornare a una gestione pienamente pubblica del servizio, che rimetta al centro le prioritร dei Comuni e la loro capacitร di scelta nella pianificazione del trasporto pubblico locale, cosรฌ da rispondere realmente ai bisogni della cittadinanza.
Per noi investire sul trasporto pubblico locale รจ imprescindibile se si vuole costruire un modello di mobilitร capace di superare il predominio dellโautomobile privata, che rende le cittร sempre piรน invivibili e comporta costi ambientali enormi.
Ribadiamo ancora una volta quanto sia indispensabile garantire la mobilitร delle persone e delle merci attraverso un grande piano di investimenti nel trasporto pubblico locale. Collegare le periferie al centro, le cittร ai territori, garantire a tutte e tutti pari accesso alla mobilitร , liberare gli spazi pubblici dallโassedio delle automobili e tutelare la salute dei cittadini devono essere gli obiettivi prioritari di questa strategia.
Le risorse esistono: basta guardare a quanto lโItalia investe nelle spese militari, a partire da oltre mezzo miliardo di euro che si รจ deciso di stanziare per realizzare, con il pieno sostegno del presidente Giani e della Regione Toscana, una nuova base militare allโinterno del Parco di San Rossore.