ANPI Marsala

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Buona domenica
14/09/2025

Buona domenica

13/09/2025

Nell’agosto del 1944 le zone del Basso Alessandrino, dell’Oltrepò Pavese e di parte dell’Appennino ligure emiliano furono colpite da massicce e feroci rappresaglie naziste per stroncare le forze resistenti e riguadagnare terreno. Durante queste operazioni, quattro partigiani (Angelo Aliotta, Giuseppe Virginio Arzani, Andrea Busi e Mieczyslaw Sasin) vennero catturati dai tedeschi in val Trebbia, nei pressi di Artana (Piacenza), cittadina al confine tra Piemonte ed Emilia Romagna. Trasportati nel paese emiliano di Zerba e consegnati alle Brigate nere di Genova Sampierdarena qui di stanza, i quattro martiri della Guerra di liberazione vennero massacrati il 29 agosto 1944 in località Cerreto (Piacenza), in un campo, fucilati e dilaniati con il lancio di bombe.
Angelo Aliotta detto “Diego” nacque in Sicilia, a Caltagirone (Catania) il 22 aprile 1905; meccanico di ideali antifascisti, trasferitosi presto a Milano, aderì convintamente al Partito comunista, prendendo parte alle operazioni degli Arditi del popolo, organizzazione paramilitare di veterani della Prima guerra mondiale. Emigrato in Francia e Svizzera, da dove proseguì la propria attività clandestina contro il regime mussoliniano, rientrato in patria nel 1927 venne incarcerato per tre anni. Aliotta fu tra i promotori degli scioperi nelle fabbriche della primavera del 1943; dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 organizzò, a Milano, squadre partigiane di gappisti e comandò un distaccamento della 3a GAP. Raggiunte poi le formazioni resistenti dell’Oltrepò Pavese, capeggiò la 51a brigata Garibaldi “Arturo Capettini”. Ferito e catturato dai tedeschi, quando venne fucilato dai fascisti aveva trentanove anni.
Giuseppe Virginio Arzani, figlio dell’operaio Eugenio Arzani e della sarta Giuseppina Grillo, nacque a Genova il 31 marzo 1922. Fervente cattolico, conseguita la maturità e ottenuto il diploma da maestro, entrò nell’Accademia militare di Modena, divenendo sottotenente in servizio permanente effettivo del corpo dei bersaglieri e venendo assegnato al gruppo di fanteria. Alla caduta del regime fascista, Arzani fu inviato al 4° reggimento di stanza a Parma; dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, si recò a Viguzzolo (Alessandria), paese d’origine della sua famiglia, e si occupò della formazione e dell’organizzazione delle brigate partigiane. Agli inizi del 1944 si spostò a Dernice (Alessandria) dove, con il nome di battaglia “Chicchirichì” (o “Kikirikì”), combatté nel gruppo guidato da Franco Anselmi detto “Marco”; dopodiché, messo a capo di un distaccamento costituito da membri della banda di “Marco”, contrastò i nazifascisti nel territorio dell’Alessandrino. Ferito a una gamba durante una battaglia in val Trebbia, il 29 agosto 1944 fu catturato dagli occupanti tedeschi, barbaramente torturato e giustiziato dai fascisti a Cerreto di Zerba, all’età di ventidue anni. Nel 1954 fu insignito dell’onorificenza della Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Subito dopo l’armistizio, con fedeltà e con decisione, intraprendeva la lotta di liberazione dimostrando di possedere belle doti come animatore e come organizzatore e ripetutamente distinguendosi, in combattimento, per prontezza di decisione e personale valore. Meritano particolare menzione le azioni condotte alla testa del suo distaccamento, a Sarezzano, contro una caserma tedesca, riportando una prima ferita e nei pressi di Tortona, liberando alcuni dei suoi uomini tratti prigionieri e venendo nuovamente ferito. Alla fine di agosto 1944 difendeva strenuamente per tre giorni la stretta di Pertuso in Val Borbera, trattenendo importanti forze avviate in rastrellamento nella zona. Gravemente ferito ad un ginocchio disponeva per un ordinato ripiegamento per resistenze successive, dirigendo di persona le azioni dalla barella e rifiutando, più volte, di farsi sgombrare al sicuro. Coinvolto nella lotta ravvicinata cadeva in mani nemiche e con fermo e nobile cuore rifiutava di fornire notizie rivendicando la sua fede. Vilmente trucidato sulla sua barella chiudeva da prode la giovane vita generosamente prodigata per gli ideali di fedeltà e di Patria”.
Andrea Busi, detto “Silurino” nacque il 30 novembre 1926 (alcuni scritti riportano invece, come data di nascita, il 19 dicembre 1926) a Godiasco Salice Terme (Pavia) o, secondo altre fonti, a Casalnoceto (Alessandria). Convinto antifascista, lottò con valore nella divisione Garibaldi “Pinan Cichero”. Ferito al ventre durante uno scontro con i tedeschi, quando venne ucciso dai fascisti aveva solo diciassette anni. Poche sono le informazioni a nostra disposizione su Mieczyslaw Sasin: cittadino polacco nato nel 1920 a Wołomin, poco distante da Varsavia, giunse in Italia durante l’Organisation Todt (OT), ente di costruzioni attivo nella Germania hitleriana e nei territori occupati dai nazisti che si occupava dell’erezione di grandi opere di difesa e infrastrutture, servendosi di prigionieri di guerra e di forza lavoro coatta. Dopo che riuscì a fuggire, grazie alla mediazione di sacerdoti entrò nelle file della Resistenza italiana, combattendo con il nome “Cencio”; morì a ventiquattro anni.
A Cerreto, nel luogo in cui i quattro resistenti vennero violentemente ammazzati dai fascisti, sin dagli inizi venne posta una lapide marmorea commemorativa, successivamente restaurata nell’agosto del 1994 con l’aggiunta di una targa metallica recante i nomi di tutte e quattro le vittime (quella originaria, infatti, riportava solo Aliotta e Arzani). Il 31 agosto 2019, in occasione del 75esimo anniversario di questo barbaro eccidio, la lastra è stata sostituita con un nuovo cippo in marmo chiaro. Esso reca incisa nella parte sommitale una stella, seguita dall’iscrizione a lettere capitali “QUI IL 29 AGOSTO 1944 / CADDERO I PARTIGIANI / ALIOTTA ANGELO “DIEGO” / CALTAGIRONE 1905 / ARZANI VIRGINIO “KIKIRIKÌ” / GENOVA 1922 / BUSI ANDREA “SILURINO” / GODIASCO 1926 / MIECZYSŁAW SASIN “CENCIO” / WOŁOMIN 1920 / COMUNI DI ZERBA E CASALNOCETO / ANPI DI GENOVA, MILANO, VIGUZZOLO / NEL 75° ANNIVERSARIO / 29 AGOSTO 2019”. Nella parte inferiore, è presente un blocco di pietra proveniente dal monumento precedente, con la scritta “PRIGIONIERI E FERITI / VENNERO TRUCIDATI DAI FASCISTI / CON INAUDITA FEROCIA”. - (Stefano Balbiani. Terra di Memorie)

07/05/2024

Ho il piacere di comunicarvi che da oggi la ns associazione può utilizzare il seguente account di posta elettronica: "[email protected]"

25/04/2024

Marsala
Sez. Vincenzo Alagna
25 APRILE 2024
Autorità, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, carissimi concittadini, buon 25 Aprile!
Lo voglio dire subito e senza reticenze ...
Persiste ancora, ai confini dell'Europa, l'arroganza guerrafondaia di un Paese che ha invaso un altro Paese: è evidente e chiarissima che vi è una totale responsabilità della Russia di Putin. Moralmente e giuridicamente da condannare, senza se e senza ma, a cui hanno fatto e stanno facendo seguito uno scempio di umanità e di vita del popolo ucraino e una legittima resistenza armata. E' nessuno può negare che sia necessaria e doverosa la resistenza armata nei confronti dell’invasore.
“Dio è pace e vuole la pace. Chi crede in Lui non può che ripudiare la guerra, la quale non risolve, ma aumenta i conflitti. La guerra, non mi stanco di ripetere, è sempre e solo una sconfitta: è una via senza meta; non apre prospettive, ma estingue la speranza...” così Papa Francesco.
E quanta assonanza con la nostra Costituzione : art. 11:
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni...
E voglio citare ancora Papa Francesco:
“Sono angosciato per il conflitto in Palestina e Israele: cessi subito il fuoco nella striscia di Gaza, dove è in corso una catastrofe umanitaria; possano arrivare gli aiuti alla popolazione palestinese che soffre tantissimo; si rilascino gli ostaggi rapiti a ottobre! E penso alla martoriata Siria, al Libano, a tutto il Medio Oriente: non lasciamo che divampino le fiamme del rancore, sospinte dai venti funesti della corsa agli armamenti! Non lasciamo che la guerra si allarghi! Arrestiamo l’inerzia del male! “
L'ANPI si riconosce in queste parole e non ho bisogno di sottolineare la nostra posizione su queste drammatiche vicende!
Ecco perché è importante, molto importante che la Liberazione sia una festa unitaria, perché la libertà conquistata o da riconquistare o da difendere è un bene di tutti, senza esclusioni perché l’antifascismo è nettamente più forte se è capace di unire.
Ribadisco, ancora quest'anno, come negli anni scorsi, la necessità di coinvolgere nella celebrazione della Resistenza anche le forze politiche del centrodestra e i cittadini che si ritrovano in quelle posizioni.
Le ragioni ? .. da un lato per la riottosità di questa parte a riconoscersi nel 25 aprile, a considerarlo un pezzo del proprio patrimonio, ne vediamo chiare le posizioni in questi ultimi giorni; dall’altra parte per la tendenza della sinistra a farne la propria festa esclusiva.
In entrambi i casi si travisa la natura pluralistica del movimento di Liberazione e si tradisce, almeno in parte, l’eredità dei valori che la Resistenza ci ha lasciato... si tradiscono quelle donne a quegli uomini che dopo l'8 settembre 1943, cioè dopo l’armistizio, seppero scegliere da che parte stare, rischiando quel che allora si rischiava......
….. E, chiediamocelo, ora, cosa c'era di tanto osceno, immorale nel testo dello scrittore Antonio Scurati da preoccupare la dirigenza Rai e portarla alla cancellazione del suo intervento nel programma di Rai Tre 'Che sarà' ?
Avrebbe parlato dell’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti sul quale si fonda di fatto il regime fascista, degli eccidi dei nazisti con la complicità dei fascisti del 1944, dalle Fosse Ardeatine a Sant’Anna di Stazzema. Avrebbe chiamato in causa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusata tra l’altro di aver sempre “disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella Rinascita italiana”.
Eppure l'articolo 21 della nostra costituzione spiega molto semplicemente che : “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. “
L'Anpi continua a manifestare un forte allarme per questa deriva da regime che ricorda il Minculpop di discendenza fascista che sta trasformando la Rai in uno strumento al servizio della Presidenza del Consiglio.
Col 25 aprile, pertanto, vogliamo ancora ricordare la rivolta di un popolo contro l’oppressore. Un popolo che prese le armi per affermare il proprio diritto alla pace alla libertà alla democrazia e che, tuttavia, è necessario riconoscere, ben difficilmente avrebbe prevalso, senza l’aiuto delle forze armate italiane e quello importante delle Forze Alleate.
Se non ci fossero stati i partigiani l’Italia sarebbe stata soltanto una nazione fascista alleata dei nazisti !!!
Ed è certamente vero che tra la Resistenza italiana e quella del popolo ucraino vi siano ampie differenze, ma io non riesco a non vedere i tanti elementi in comune prima citati.....
Dunque, per tutte le vittime del nazifascismo, per i suoi Caduti, per gli oltre i 140 combattenti marsalesi di cui 20 caduti in combattimento lungo il cammino della Liberazione.
Per tutti coloro che vennero deportati per motivi religiosi o politici.
Per i 65.000 Internati militari di cui oltre 400 marsalesi prigionieri tradotti nei campi di lavoro in Germania.
Per gli infoibati tra il novembre 1944 e il marzo 1945.
Per gli scomparsi senza lasciare traccia, presumibilmente uccisi e gettati in fosse comuni e altri, la maggior parte, condannati a morte e giustiziati senza pietà, senza appello; e non dimentichiamo tutti coloro che sono rimasti IGNOTI, che noi dobbiamo ricordare, nel celebrare il 25 Aprile … anche noi, come scelsero di fare le generazioni cui oggi sentiamo di dovere tutto, non possiamo distogliere lo sguardo da questi tragici avvenimenti.
… e apro una parentesi, che forse parentesi non è, sui militi ignoti.
Come ricorderai, Signor Sindaco, la sezione “Vincenzo Alagna” dell’Anpi di Marsala aveva lanciato l’iniziativa tre anni fa, depositando anche un progetto che sembrava essere stato accolto dall’amministrazione comunale, in cui veniva richiesto, allo scopo di dare degna sepoltura alle spoglie del milite ignoto marsalese, di estumulare la salma e di dare dignitosa collocazione al piano terra nella Ca****la Votiva.
Oggi non soltanto è ignoto ma anche ignorato.
Crediamo che questo “sepolcro” possa rappresentare i caduti della prima e della seconda guerra mondiale.
Questa nostra proposta puntava non soltanto a dare un pur esiguo riconoscimento ai nostri caduti, ma anche ad offrire ai cittadini marsalesi un luogo dove onorarli il 4 novembre, nella giornata dell’Unità Nazionale e delle forze armate.
… e faccio un'appello alle associazioni combattentistiche, alle forze armate alle quali chiedo di riferire ai loro comandanti affinchè si facciano parte attiva, e spingere l'amministrazione comunale a realizzare questa piccola ma significativa opera !
Ma ritorniamo, ancora al significato del 25 Aprile.
Nella sua “Lettera a un partigiano”, don Primo Mazzolari ricordava: “La brigata portava un nome e un’insegna di partito, ma niente ti prendeva di quel particolare. Tu eri partigiano della libertà di tutti, lottavi e soffrivi per tutti gli italiani”.
Grazie al cammino della Liberazione, ammoniva, si era compiuto il passaggio da una politica che temeva e per questo soffocava ogni autonomia di pensiero, alla democrazia che ha bisogno “non di comparse, ma dell’uomo. Perché le comparse si nutrono del peggio, mentre l’uomo osa chiedere un po’ di pane, un po’ di giustizia, un po’ di libertà per tutti”.
E come scordare Il testamento ideale di Arrigo Boldrini, nome di battaglia"Bulow", comandante partigiano, che possiamo riassumere con le sue stesse parole: «Abbiamo combattuto per la libertà di tutti; per chi era con noi, per chi non c'era ed anche per chi era contro. Tutti i morti meritano rispetto ma non si possono confondere i combattenti della libertà e quanti scelsero la dittatura».
Questi, molto brevemente ma altrettanto efficacemente, gli insegnamenti più preziosi che la Resistenza italiana ci ha consegnato.
Saper accantonare gli individualismi, le differenze, le contrapposizioni politiche, culturali e religiose, sentendosi parte integrante, facendosi carico e assumendosi, in prima persona, la responsabilità di un bene più grande e universale.
A 79 anni di distanza dagli eventi che oggi commemoriamo, sta a noi ritrovare e sentire nostra quella stessa fierezza, quegli stessi occhi limpidi e consapevoli, quella solidarietà umana che indusse così tante famiglie a rischiare la propria incolumità e tutto ciò che possedevano per ospitare, rifocillare e nascondere i partigiani e i soldati alleati, nei casolari di campagna, nelle dimore contadine e furono innanzitutto le donne, il cui ruolo fu in prima linea non soltanto come staffette e infermiere, ma anche nell’imbracciare le armi, ad assicurare accoglienza e protezione alle minoranze perseguitate, trasformando quelle loro stanze ora in quartier generale, ora in centro di distribuzione della stampa clandestina o depositi di munizioni, sfamando i fuggitivi, fornendo loro abiti civili, prestando cure e assistenza.
Offrire una speranza di salvezza voleva dire esporsi all’eventualità dell’arresto, della tortura, della morte. A pagare con la deportazione furono, per il loro attivismo nel supportare i ribelli e favorire la fuga dei prigionieri militari stranieri.
Nessuno si tirò indietro, in nome della pace e di quella spasmodica ricerca della libertà a cui oggi, a 79 anni di distanza, torniamo a rendere il nostro tributo.
E allora buon 25 aprile Italia, buon 25 aprile Marsala.
Viva l’Italia libera e democratica, che crede nella pace e difende sempre i diritti dell’umanità.
Ora e sempre Resistenza, dunque. Viva il 25 aprile! Viva l'Italia Antifascista.
ANPI Marsala
Il Presidente Giuseppe Nilo Giuseppe Nilo
Letto da Gaspare Galfano Segretario ANPI Marsala

12/07/2023

Comunicato Stampa

La sezione dell'A.N.P.I. Marsala (Associazione Nazionale Partigiani di Italia) plaude alla realizzazione e proiezione del cortometraggio "Mio Caro Salvatore / My Dear Salvatore" durante il Trapani Film Festival organizzato dalla 3 Points Productions con il patrocinio del Comune di Trapani.
La trama del film che il regista statunitense di origine siciliana ed il produttore/attore di Marsala Francesco Torre Zerilli hanno realizzato riguarda il ritrovamento di 600 lettere manoscritte dai due giovani fratelli Partigiani Salvatore (Tore) e Agostino (Tino) Zerilli.
Inizia come una classica storia d'amore tra due giovani siciliani ma prosegue come una grande storia di libertà. Salvatore viene ucciso dai Tedeschi in Slovenia all'età di 25 anni e suo fratello Agostino si sentirà , per tutta la vita, responsabile della sua morte.
Il corto è stato precedentemente premiato come miglior film all' Unofex Awards di Lucerna in Svizzera e questo, insieme ai sottotitoli in inglese e l'utilizzo della tecnica del flashback, ha favorito la sua diffusione internazionale.
Una micro storia di una famiglia italiana che si intreccia con la macro storia del nostro paese e riesce a parlare ai giovani di oggi affrontando il tema complesso della Resistenza.
Il contenuto risponde alle finalità dell'ANPI pertanto si ritiene meriti di essere proiettato in tutte le scuole!

ANPI Sezione di Marsala
Il Presidente
Giuseppe Nilo
Marsala 11.7.2023

w il 2 giugno. W la Repubblica. Buona giornata ... A tutti gli italiani... "Abbiamo combattuto per chi c'era per chi non...
02/06/2023

w il 2 giugno. W la Repubblica. Buona giornata ... A tutti gli italiani... "Abbiamo combattuto per chi c'era per chi non c'era ma anche per chi era contro." Arrigo Boldrini "Bulow" 👋☕🌹

20/04/2023
27/01/2023

“Se Dio esiste, dovrà chiedermi scusa”
(Scritta apparsa su un muro di Auschwitz)
“La domanda: Ditemi dove era Dio, ad Auschwitz. La risposta: E l’uomo dov’era?”
(William Clarke Styron)

23/12/2022

🆘1 DELLE 3 SORELLINE TROVATE IN UN BURRONE, SALVATE PER MIRACOLO, HANNO BISOGNO DI UNA FAMIGLIA🆘

🌻ZOE🌻

📍ROMA rifugio .campagnano
🚌Viaggia al CENTRO-NORD con staffetta🚌

Una cucciola dolcissima, lei con le sue sorelline sono state trovate dentro a un burrone, salvate per miracolo, buttate lì dentro chissà da chi e perché 😢

Zoe è molto affettuosa e dolce, va d’accordo con i suoi simili, adora giocare 😍

✅circa 5 mesi taglia media-contenuta
✅vaccinata
✅con microchip

Ha bisogno di una casa al più presto 🙏🏽❤️ è un vero amore 🥰

‼️SI AFFIDA DOPO ITER DI ADOZIONE‼️

Per info ☎️

Ilaria 333 640 2983
Max 328 694 5894

22/12/2022

Indirizzo

Marsala
91025

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