07/12/2021
tratto dal bilancio sociale 2020. Vi chiediamo di leggerla.
La lettera del Presidente
La cooperativa ha sede legale a Melito Porto Salvo e sede operativa a Gioiosa Ionica, in un bene del Comune concesso a titolo gratuito affinché ne possa usufruire anche la comunità attraverso la realizzazione di un progetto di trasporto sociale chiamato Hallobus, un taxi sociale a tariffe agevolate per gli abitanti dei Comuni della Vallata del Torbido, unico servizio di questo tipo in tutta la provincia di Reggio Calabria . La sede legale, pertanto, riporta alla nascita di questa realtà, che riguardava un settore molto diverso da quello attuale che è legato ai servizi socio sanitari; faceva infatti riferimento al settore agricolo, ma l'attuale compagine sociale, quasi tutta locridea, ha inteso far rinascere una realtà che stava morendo e, anziché mandarla a risoluzione per assenza di prospettive, le ha dato nuova vita mantenendo, da un lato il vecchio oggetto sociale legato ad attività di inserimento lavorativo di persone svantaggiate in agricoltura e creando, dall'altro, un nuovo ambito di intervento, che è quello delle cure domiciliari e degli interventi solidali a favore della comunità in cui è attiva la cooperativa, sul territorio della Locride. Questo excursus sull'origine della cooperativa vuole evidenziare la volontà di questa compagine societaria di proseguire un percorso, quello delle cure alla persona iniziato in un altro settore e proseguito per il benessere della comunità a cui appartiene, restituendo la fiducia accordata sia dal Comune ospite, sia dal comprensorio della Locride con cui si relaziona quotidianamente. Le sfide che ci attendono per il futuro sono strettamente legate al presente, che tuttavia, come vedremo in seguito, risulta piuttosto critico. Il legame che la cooperativa ha stretto con il territorio è proteso ad un innalzamento della qualità dei servizi, anche grazie alla recente adozione di un codice etico e all'inizio di un altro percorso che porta alla certificazione di qualità delle attività sociali rese all'esterno e del livello di organizzazione interno. Il 2020 è stato un anno particolarmente duro, i cui effetti si stanno trascinando anche nel 2021. La pandemia ci ha messi quasi in ginocchio, come ha fatto con molte altre realtà no profit; ma non è l'unica responsabile delle nostre difficoltà. Anzi, maggiormente in pandemia alcuni contesti andavano rafforzati da parte delle istituzioni. Cosa non avvenuta, come accaduto per esempio per il servizio ADI. Infatti la perdita di questo servizio, per il consorzio Macramè, di cui la Nostra Terra è antenna operativa in convenzione, I ritardi di pagamento da parte degli stessi Enti pubblici con i quali si hanno rapporto diretti ( Terme di Antonimina) o indiretti ( ASP di Reggio Calabria, Ambito di Locri e Caulonia), hanno aperto una crisi di liquidità imponente che neanche il ricorso al credito riesce a alleviare. A riprova di ciò il dato numericamente elevato dei crediti vantati, ovvero 110.923 €. In atto la cooperativa prova a resistere con pochi servizi rimasti in piedi, ma non potrà farlo a lungo se gli stakeholder non si assumono la responsabilità di rispettare gli impegni assunti in sede di affidamento dei servizi. Se siamo, come cooperazione, considerati la “parte buona” della società, come tali dobbiamo essere sostenuti. Altrimenti non sarebbe onesto non rilevare un concreto rischio di sopravvivenza della cooperativa, che per la prima volta nella sua breve storia, esprime un risultato di esercizio passivo. Soltanto da questa assunzione collettiva di responsabilità si potrà addivenire ad un futuro meno critico e più sostenibile per la nostra cooperativa, ovviamente se ritenuta di interesse e collettiva utilità.