18/01/2026
L’ordinanza di chiusura dell’asilo nido Fiore Azzurro non è un semplice atto tecnico, ma certifica un caso di estrema gravità amministrativo e non solo.
Stiamo parlando di un edificio pubblico adibito a scuola, quindi soggetto a obblighi rafforzati di sicurezza previsti dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018), che impongono verifiche strutturali e sismiche obbligatorie per garantire l’incolumità degli utenti e la continuità di un servizio essenziale, a maggior ragione quando un edificio esistente viene ristrutturato e destinato a ospitare bambini in età prescolare.
L’edificio che ospita l’asilo nido Fiore Azzurro è stato ristrutturato pochi anni fa e messo in esercizio per la funzione educativa. Questo significa che, per legge, avrebbe dovuto essere corredato da una valutazione di sicurezza strutturale e sismica idonea all’uso scolastico. Pare che questo documento fosse quindi presente e che sia oggi invalidato da una nuova certificazione di dicembre 2025, ma le norme non ci risultano cambiate in questi 4 anni.
Non capiamo poi una cosa molto importante , ossia la ricostruzione temporale dei fatti. ATS Val Padana, con nota del 7 marzo 2025, ha formalmente rilevato la mancanza della documentazione strutturale e ha richiesto al Comune la valutazione di vulnerabilità sismica. Quindi il documento presente come dichiarato evidentemente non era corretto, aggiornato ? Nonostante ciò, l’amministrazione ha atteso fino al 9 giugno 2025 per affidare l’incarico a un ingegnere per la redazione della relazione antisismica: tre mesi di totale inerzia di fronte a una richiesta che riguardava la sicurezza di una scuola. Gravissimo questo.
La relazione arriva infine al protocollo comunale il 10 dicembre 2025 e mette nero su bianco criticità rilevanti sotto il profilo della vulnerabilità sismica e statica dell’edificio. Da quel momento il sindaco era pienamente consapevole della situazione di rischio.
Eppure, nonostante questa certezza, nulla è stato fatto per oltre un mese. Dal 10 dicembre fino all’adozione dell’ordinanza di chiusura del 14 gennaio, i bambini hanno continuato a frequentare regolarmente il nido, così come il personale educativo e ausiliario. Un comportamento inaccettabile, che viola il principio di precauzione e mette a repentaglio la salute e la sicurezza pubblica.
La domanda è inevitabile: chi si assume la responsabilità per i bambini, le insegnanti e tutte le persone che hanno gravitato nel plesso scolastico da marzo fino a oggi? Perché sono trascorsi otto mesi dalla richiesta formale di ATS prima di arrivare a una decisione drastica che oggi viene definita “urgente”?
Il sindaco, in quanto massima autorità locale per la tutela della salute e della sicurezza pubblica, aveva il dovere di vigilare sulla conformità dell’edificio e l’obbligo di intervenire immediatamente dal momento in cui sono emerse criticità strutturali certificate.
Appare inoltre discutibile e da capire la dichiarazione del sindaco secondo cui, “pur avendo ricevuto rassicurazioni, non ci sarebbero rischi reali”. Tale affermazione è in aperta contraddizione con quanto attestato dai tecnici incaricati, che parlano esplicitamente di “potenziali rischi e pericoli per l’incolumità delle persone”.
Un edificio che presenta criticità strutturali e vulnerabilità sismica non può, per definizione, essere considerato privo di rischi reali, soprattutto quando ospita bambini in età prescolare.
La storia recente del nostro Paese ci insegna, purtroppo, che alcuni dei drammi più gravi si sono consumati proprio in edifici che ufficialmente “non presentavano rischi reali”, ma che erano privi delle necessarie verifiche e certificazioni di sicurezza. Minimizzare o relativizzare il rischio, di fronte a rilievi tecnici documentati, significa abbassare pericolosamente la soglia di tutela della sicurezza pubblica.
Apprendiamo che il comune stia agendo per vie legali e va bene, ma vorremmo capire perché e trascorso quasi un anno da quando e emerso il problema e si sia chiuso l asilo solo il 14 gennaio. Chiediamo che il sindaco venga a riferire in Consiglio comunale, chiarendo perché un asilo nido sia stato aperto e mantenuto in funzione senza le necessarie garanzie antisismiche e perché, una volta accertato il rischio, si sia scelto di non agire tempestivamente, attendendo oltre un mese. Riteniamo inoltre doveroso che venga data piena certezza che tutti gli altri edifici scolastici comunali siano dotati delle necessarie certificazioni di sicurezza. Su questa vicenda vi sono delle responsabilità oggettive gravi ed evidenti, e non possono essere eluse visto che le irregolarità sono state segnalate in comune a marzo 2025.