Partito Democratico - Manfredonia

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"La mia fede politica deriva dagli insegnamenti di mio padre. A Rimini, da piccolo, mi portava spesso alla Casa del Popo...
19/06/2026

"La mia fede politica deriva dagli insegnamenti di mio padre. A Rimini, da piccolo, mi portava spesso alla Casa del Popolo ed io assistevo, quasi rapito, a lunghe discussioni. Lui era un comunista vero, di quelli che hanno sempre creduto nelle loro idee e mai le hanno rinnegate. Ha perfino voluto che al suo funerale fosse presente la bandiera del PCI.

Avere una coscienza politica forte credo sia importante, indipendentemente dagli ideali che ognuno professa. Al momento vedo grande confusione e mi sembra che si cerchi più di distruggere le idee altrui piuttosto che proporre e costruire.

Credo sia utopistico pensare che la politica non debba entrare nelle curve, negli stadi, nei luoghi dove si radunano migliaia di persone. Il mondo, tutto ciò che ci circonda, gira intorno alla politica e pensare che la gente vada allo stadio non portandosi dietro le idee di tutti i giorni mi sembra assurdo. Giusto che ciò avvenga, sempre nel rispetto delle idee altrui."

Ciao bomber, grazie per averci fatto toccare il paradiso

C’è una fotografia che il tempo non è mai riuscito a sbiadire: quella di un uomo che parlava alle persone con serietà, m...
11/06/2026

C’è una fotografia che il tempo non è mai riuscito a sbiadire: quella di un uomo che parlava alle persone con serietà, misura e rispetto. Un uomo che non chiedeva fiducia per sé, ma per un’idea più alta della politica.

Enrico Berlinguer continua ad abitare la memoria di chi crede che l’impegno pubblico debba essere fatto di onestà, sacrificio, studio e vicinanza alle persone.

Per molti è stato un leader. Per altri un esempio. Per tanti, ancora oggi, una bussola.

In una stagione in cui la politica è spesso rumore, Berlinguer ci ricorda il valore delle parole pesate, della coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa, della capacità di mettere l’interesse collettivo davanti a quello personale.

Lo ricordiamo non per nostalgia, ma perché alcune storie continuano a indicarci una strada.

Dolce Enrico.
Perché ci sono uomini che non appartengono soltanto al loro tempo, ma a tutti quelli che verranno.

Il Consiglio Comunale di Manfredonia ha approvato il rendiconto di gestione relativo all’esercizio finanziario 2025, un ...
05/06/2026

Il Consiglio Comunale di Manfredonia ha approvato il rendiconto di gestione relativo all’esercizio finanziario 2025, un passaggio importante che conferma il progressivo miglioramento della situazione economico-finanziaria dell’Ente e il percorso di stabilizzazione avviato dall’Amministrazione comunale. I numeri confermano l'andamento positivo grazie a un risultato di amministrazione che sale a oltre 6,1 milioni di euro (con un incremento di 1,3 milioni rispetto al 2024) e a un fondo cassa che supera gli 89,6 milioni, garantendo una liquidità stabile. Parallelamente, il debito complessivo è sceso a 31,7 milioni di euro, registrando una riduzione di oltre 3 milioni in un solo anno, mentre l'indice di indebitamento si è attestato al 2,77%. segnali incoraggianti arrivano anche sul fronte delle entrate, con un incremento degli accertamenti IMU di oltre 1,4 milioni di euro e una crescita della riscossione TARI di oltre 390 mila euro, il tutto mantenendo i tempi medi di pagamento a fornitori e imprese intorno ai 35 giorni. Nonostante gli equilibri finanziari e di cassa avviino una fase di rilancio dopo anni complessi, restano alcune criticità emerse nel dibattito consiliare, come la necessità di rafforzare la riscossione dei tributi, valorizzare il patrimonio, migliorare la programmazione degli investimenti e consolidare la struttura amministrativa. La raggiunta, progressiva, solidità finanziaria del nostro Comune, consente di programmare con maggiore efficacia il futuro, di rafforzare il confronto istituzionale, la partecipazione e la capacità di elaborare strategie di lungo periodo nell’interesse della comunità. Le sfide che Manfredonia ha davanti richiedono infatti una visione ampia e condivisa: servizi più efficienti, una migliore gestione delle risorse pubbliche, investimenti capaci di generare opportunità, attenzione ai bisogni delle persone e valorizzazione delle energie sociali, culturali ed economiche del territorio. Manfredonia ha attraversato anni difficili, segnati da una situazione finanziaria complessa e da lunghi periodi di gestione straordinaria. Oggi, pur senza sottovalutare le criticità ancora esistenti, l’Amministrazione comunale è impegnata in un percorso che punta a rafforzare le istituzioni, migliorare la qualità dell’azione amministrativa e costruire le condizioni per uno sviluppo più stabile e duraturo. È un lavoro che richiede tempo, responsabilità e collaborazione, un lavoro che può produrre risultati concreti solo continuando a camminare insieme, nell’interesse della città e della sua comunità.

Sei bella...come la Repubblica!Il 2 Giugno del 1946, 12.717.923 cittadinə scelsero di votare per l'istituzione della Rep...
02/06/2026

Sei bella...come la Repubblica!

Il 2 Giugno del 1946, 12.717.923 cittadinə scelsero di votare per l'istituzione della Repubblica Italiana, archiviando così la stagione della Monarchia ormai compromessa con il Fascismo.

Sono passati ottant'anni, abbiamo vissuto momenti in cui abbiamo temuto per lei, giorni in cui abbiamo dovuto difenderla, periodi in cui facevamo fatica a riconoscerla.

Ma la Repubblica è ancora qui, presidio di libertà, simbolo di redenzione, istituzione in cui un intero popolo si riconosce e che non può in alcun modo essere messa in discussione.

E a guardarla bene, resta sempre lei, bella come ottant'anni fa.

Viva la Repubblica!

«Meloni non ce la fa a trattare con Putin, è una donna»No, non è una frase contenuta nel "Malleus Maleficarum"  del 1487...
29/05/2026

«Meloni non ce la fa a trattare con Putin, è una donna»

No, non è una frase contenuta nel "Malleus Maleficarum" del 1487.
Siamo nel 2026 e ad usare queste parole è stato Aleksandr Lukašenko dittatore della Bielorussia grazie al sostegno del presidente russo Vladimir Putin.

Le sue frasi offendono la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Nessun riferimento all'abilità, alle conoscenze, all'operato, alle posizioni espresse durante il conflitto tra Russia e Ucraina.
Nulla di tutto questo. Semplicemente Giorgia Meloni è una donna e tanto basta per relegarla in seconda fila.

Quell'insulto offende gli italiani, perché colpisce una delle cariche dello Stato, ridicolizza il nostro paese e ci consegna la realtà per quello che abbiamo sempre sostenuto: in questa storia c'è un aggressore che ha scatenato una guerra criminale.

Di fronte a tutto questo, esprimendo solidarietà a Giorgia Meloni per l'ennesimo attacco subito da parte degli amici del Cremlino, le chiediamo di prendere le distanze da chi anche all'interno della sua maggioranza di Governo continua a difendere l'operato di Putin e a fornire sostegno e giustificazioni alla sua politica liberticida.

“Complimenti a Vladimir Putin per la sua quarta elezione a presidente della Federazione russa. La volontà del popolo in queste elezioni russe appare inequivocabile” cit. Giorgia Meloni il 18 Marzo 2018 a seguito della rielezione di Putin in una competizione che l'OCSE ha definito "una farsa".

C'è sempre tempo per cambiare opinione.

Le oltre 200 tonnellate di rifiuti abbandonate a Manfredonia presso "Lido Bagni Romagna" erano la conseguenza di azioni ...
27/05/2026

Le oltre 200 tonnellate di rifiuti abbandonate a Manfredonia presso "Lido Bagni Romagna" erano la conseguenza di azioni di un gruppo criminale che avrebbe gestito un articolato sistema illecito per il trasporto e lo smaltimento di rifiuti speciali provenienti da impianti industriali situati in Puglia, Campania e Lazio.

È il quadro inquietante emerso dalla vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che, all’alba di oggi 27 maggio, ha portato all’esecuzione di diciannove misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti speciali.

Questa rivelazione, riportata anche dalla testata locale "Stato Quotidiano" del direttore Giuseppe De Filippo, rende ancora più egregio il lavoro svolto dall'amministrazione comunale di Manfredonia, dall'Ass. Rita Valentino e dai tecnici comunali che per mesi si sono barcamenati nelle pieghe della burocrazia pur di restituire decoro ad un area individuata come sito di smaltimento da parte di organizzazioni criminali.

I lavori iniziarono il 23 luglio 2025 e si conclusero con la rimozione definitiva all'inizio di agosto 2025.

Fu decisiva la continua e virtuosa interlocuzione avviata dal Comune di Manfredonia con la Regione Puglia che ha consentito lo stanziamento di 100 mila euro per le operazioni di rimozione dei rifiuti. La vicenda fu perorata presso gli uffici della Regione Puglia dall'allora Consigliere regionale Paolo Campo.

Prima della loro rimozione, ci fu anche un tentativo di incendio, fortunatamente sventato grazie al pronto intervento dei cittadini residenti nell'area, della Polizia Locale e dei Vigili del Fuoco.

L'operazione odierna della Direzione Distrettuale Antimafia conferma l'inutilità dei tanti interventi spot e propagandistici (non richiesti) che si susseguirono sui social e la complessità delle procedure e degli interventi messi in atto.

Manfredonia ha bisogno di essere tutelata. È evidente che il nostro territorio sia oggetto su più fronti degli interessi della criminalità organizzata che rischia di compromettere il futuro della nostra comunità.

23 Maggio 1992 ore 17.58.È il giorno in cui una carica composta da tritolo, RDX e nitrato d'ammonio con potenza pari a 3...
23/05/2026

23 Maggio 1992 ore 17.58.

È il giorno in cui una carica composta da tritolo, RDX e nitrato d'ammonio con potenza pari a 300 kg di tritolo fa saltare in aria un pezzo di autostrada che da Punta Raisi porta a Palermo all'altezza di Capaci.

Muore Giovanni Falcone simbolo della lotta alla Mafia, muore la sua compagna il magistrato Francesca Morvillo e muoiono gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

È il tentativo di Cosa Nostra di uscire dall'angolo e provare a trattare con lo Stato.
È il giorno in cui lo Stato smette di essere punto di riferimento per tutti i cittadini e scende a patti con il cancro che lo devasta.

"L'attentatuni" così come verrà ribattezzato dagli stessi appartenenti a "Cosa Nostra" lascerà zone d'ombra che ancora oggi ci fanno mancare l'appuntamento con la verità.

Chi ha premuto davvero il telecomando? Davvero un'operazione militare così ben riuscita è stata condotta da gente sicuramente sanguinaria ma priva di addestramento e nozioni tecniche?

Perché nei momenti prima dell'esplosione dal telefono mobile di uno degli accusati (Antonino Gioè morto in carcere in circostanze misteriose) partirono diverse chiamate verso gli Stati Uniti?

Chi sono le entità esterne a Cosa Nostra (probabilmente uomini dei servizi) che hanno partecipato alle fasi preparatorie dell'attentato?

Chi fece sparire i file dal computer di Falcone subito dopo la sua morte? Il computer era custodito presso il Ministero della Giustizia. Possiamo continuare a credere che siano stato uomini di Cosa Nostra ad aver interesse per quei file?

Quali furono le coperture politiche a quell'attentato?

Anche oggi sfileranno le più alte cariche dello Stato per commemorare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta.
Anche oggi lo Stato troverà parole bellissime per ricordare il loro sacrificio.
Anche oggi lo Stato si laverà la coscienza con qualche iniziativa in ricordo del magistrato ucciso in quel giorno di fine Maggio.

Quello stato colpevole di non aver cercato fino in fondo la verità, di averla manipolata.

Molto probabilmente quello Stato che ha premuto quel bottone mandando in fumo la speranza di tanti suoi cittadini onesti.

A Giovanni Falcone, a perenne ricordo.

È proseguito oggi, con la presenza dell'assessora al "Welfare di comunità e Cultura" Maria Teresa Valente, l'approfondim...
14/05/2026

È proseguito oggi, con la presenza dell'assessora al "Welfare di comunità e Cultura" Maria Teresa Valente, l'approfondimento sui temi amministrativi del Partito Democratico di Manfredonia.

L'assessore ha raccontato il lavoro fatto e gli obiettivi futuri del proprio settore, rispondendo anche alle domande di quanti hanno voluto essere presenti.

Con Maria Teresa Valente era presente anche la consigliera comunale del Partito Democratico di Manfredonia, Paola Leone in qualità di presidente della commissione consigliare "Welfare e Cultura", la quale ha effettuato un'attenta disamina del lavoro e delle proposte formulate con gli altri colleghi consiglieri.

Diventare madri in Italia è ancora un percorso complesso, ma soprattutto diseguale e penalizzante. È quanto emerge dal r...
10/05/2026

Diventare madri in Italia è ancora un percorso complesso, ma soprattutto diseguale e penalizzante. È quanto emerge dal report annuale “Le Equilibriste – La maternità in Italia” di Save the Children, che analizza la capacità delle donne di conciliare vita professionale e privata. Al centro del dossier resta il nodo del rapporto tra maternità e lavoro, dove la child penalty continua a pesare su occupazione, redditi e carriere.

Il peggioramento è generale rispetto al biennio precedente ed è dovuto a fattori demografici, economici e sociali. Aumentano, per esempio, il numero di donne bloccate in contratti a termine da oltre cinque anni, quello delle madri che lasciano il lavoro nei primi tre anni di vita del bambino e il tasso di mortalità infantile.

Le mamme italiane camminano su un filo, in un equilibrio sempre e inevitabilmente imperfetto tra lavoro, cura della casa e dei figli e il tanto agognato quanto necessario (ma puntualmente sacrificato) tempo libero.

Oggi è la loro festa, la festa delle mamme. Ma la festa, alle mamme, la fa ogni giorno un Paese che ancora, in materia di diritti delle donne, marcia a singhiozzo. E a due velocità. È nel Mezzogiorno, infatti, che l’essere madre passa dall’essere uno svantaggio al rappresentare spesso un impedimento per qualsiasi altra ambizione. A cominciare dal lavoro.

E allora basta con la retorica del "noi siamo per la famiglia".
Il problema non sono le donne che scelgono di non diventare madri ma un intero paese che non le mette nelle condizioni di diventarlo.

"Son tutte belle le mamme del mondo, son le bellezze di un bene profondo
fatto di sogni rinunce e d’amore..."

Il 9 Maggio 1978 è un momento lontano.Chi nacque in quel giorno, oggi di anni ne compie 48.Ma non è tanto il passare deg...
09/05/2026

Il 9 Maggio 1978 è un momento lontano.
Chi nacque in quel giorno, oggi di anni ne compie 48.
Ma non è tanto il passare degli anni a preoccupare, quanto il fatto che probabilmente si è smarrito l'insegnamento arrivato da quel giorno.

Il 9 Maggio 1978 a Roma e a Cinisi, distanti 956 km l'una dall'altra, si scrisse un pezzo fondamentale della storia del paese nel dopoguerra.

A Roma in via Caetani le Brigate Rosse fecero ritrovare il corpo senza vita del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro.
A Cinisi, la Mafia uccise Peppino Impastato giornalista e attivista antimafia il cui corpo fu in seguito adagiato sui binari e fatto saltare in aria per simulare un attentato suicida.

Era l'Italia soffocata dalla politica dei due blocchi, dove nel clima da tregenda che si respirava, le cose ovvie potevano sembrare inverosimili e dove quelle false parevano credibili.

Fu così possibile vedere uomini dello stato delineare strategie indifferentemente con Mafia e terroristi, intere strutture governative essere al servizio dei depistaggi.

Il 9 Maggio 1978 ci insegnò proprio questo: l'Italia p***e per sempre la sua innocenza, quella che a fatica aveva provato a recuperare dopo il ventennio e che porterà il paese alle stragi nelle stazioni e a quelle contro i giudici.

Il nostro dovere è quello di ricordare!

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