05/01/2026
TRUMP IN VENEZUELA: L'IMPERIALISMO FASCISTA CHE MINACCIA L'EUROPA
Quello che è accaduto in Venezuela il 3 gennaio non è "lotta al narcotraffico". È l'inaugurazione brutale del fascismo imperiale dichiarato. E l'Europa, che urlava contro Putin per l'Ucraina, ora si prostra davanti a Trump mentre minaccia di invadere la Groenlandia.
A parlare è Jeffrey Sachs, professore alla Columbia University, uno dei più autorevoli economisti al mondo. La sua analisi nell'intervista con Glenn Diesen demolisce ogni ipocrisia occidentale.
Un crimine di guerra
Oltre 150 velivoli hanno bombardato Caracas alle 2 del mattino. Il presidente Maduro e sua moglie sono stati rapiti e portati negli USA. Sachs è chiaro: "Questo è un atto palesemente illegale. Siamo di fronte a uno stato militare che non obbedisce alla Costituzione. Gli Stati Uniti deliberatamente vogliono distruggere ogni brandello di diritto internazionale".
L'imperialismo "democratico" smascherato
Sachs demolisce l'ipocrisia occidentale. Per decenni gli USA hanno mascherato il loro imperialismo dietro la retorica della "democrazia". Ma Trump ha strappato la maschera: ora si tratta apertamente di saccheggio.
Il sentimento di superiorità che permea i governi occidentali – "noi siamo i buoni, noi portiamo la democrazia" – si rivela per quello che è sempre stato: l'ideologia che giustifica il dominio. L'Occidente si arroga il diritto di decidere chi è legittimo, quale governo va rovesciato, quale paese può essere bombardato.
Il petrolio come bottino
Trump lo dice apertamente: gli USA "gestiranno" il Venezuela e "le più grandi compagnie petrolifere entreranno e investiranno miliardi". Il Segretario alla Difesa conferma che gli attacchi hanno consentito "l'accesso a ricchezza e risorse".
Il Venezuela ha le più grandi riserve petrolifere del mondo – oltre 300 miliardi di barili. Questo è saccheggio coloniale. Il popolo venezuelano sarà depredato delle sue risorse, che andranno alle multinazionali americane.
L'ipocrisia del pretesto
Trump accusa il Venezuela di narcotraffico, ma ha graziato l'ex presidente honduregno condannato a 45 anni per aver trafficato 400 tonnellate di cocaina. La scelta di chi punire svela tutto: eliminare i regimi non allineati per rubare le loro risorse.
Europa: la prostrazione vergognosa
Sachs è feroce: "I leader europei hanno prevedibilmente mostrato la loro obbedienza. L'Europa è così passiva che non reagisce nemmeno quando viene minacciata direttamente".
Per l'Ucraina invocava il diritto internazionale contro la Russia, ora tace. Anzi, il governo italiano giustifica Trump. Von der Leyen, Macron, Meloni – tutti prostrati davanti al padrone americano.
Groenlandia: la prossima vittima
Sachs avverte: "Trump ha creato un inviato speciale per la Groenlandia dichiarando che sarà nostra. È una minaccia contro l'Europa, che non la riconosce nemmeno perché è così passiva". Arriva a dire ironicamente che l'Europa probabilmente "ringrazierebbe" Trump.
La Groenlandia appartiene alla Danimarca, paese UE. Trump vuole prenderla, non escludendo la forza. Dopo il Venezuela, sappiamo che non scherza.
Russia e Cina: condannano ma non si oppongono
Qui l'analisi di Sachs diventa ancora più inquietante. Russia e Cina hanno condannato l'operazione. Il Ministero degli Esteri russo parla di "aggressione armata". La Cina si dice "profondamente scioccata da questo uso palese della forza contro uno stato sovrano".
Ma non faranno nulla. Sachs è esplicito: "Non credo che in nessuna circostanza stiano considerando di andare in guerra con gli USA".
E qui emerge l'imperialismo globale: Russia e Cina potrebbero trovare conveniente questo precedente. Se Trump può invadere il Venezuela per il petrolio, Putin può inglobare l'Ucraina e Xi può prendere Taiwan, con il silenzio-assenso reciproco. Ognuno nella propria "sfera di influenza".
Sachs avverte: "Siamo tornati a un mondo di puro imperialismo che non è in alcun modo temperato o vincolato dal diritto internazionale. Questo ha portato a due guerre mondiali. Non siamo mai stati in questo tipo di illegalità nell'era nucleare".
1938: la lezione ignorata
Come Hi**er testò l'ordine internazionale con l'Austria, Trump lo fa con il Venezuela. Poi sarà la Groenlandia. E nessuno si opporrà perché ciascuna potenza imperiale vuole lo stesso diritto di saccheggio nella propria area.
CHI PAGA IL PREZZO?
A pagare sono sempre le classi popolari. I lavoratori venezuelani sotto le bombe e depredati delle loro risorse petrolifere. I lavoratori europei che vedranno aumentare le spese militari mentre tagliano sanità, scuola, pensioni. I giovani americani sfruttati, non curati, abbandonati quando tornano dalle guerre dei padroni.
Loro fanno le guerre, noi ne paghiamo il prezzo. Loro rubano il petrolio, noi paghiamo le bollette. I profitti sono privati, i costi sono socializzati. I padroni guadagnano, i popoli pagano.
IL MOVIMENTO POPOLARE DEVE ORGANIZZARSI
Non bastano proteste occasionali o indignazione sui social. Serve un'organizzazione di massa che unisca lavoratori, giovani, classi popolari in lotta sistematica contro imperialismo e sfruttamento.
Dobbiamo organizzare la resistenza nei luoghi di lavoro, nei quartieri, nelle scuole. Collegare le lotte contro la guerra con quelle per i diritti sociali. Smascherare la complicità dei governi. Rifiutare l'aumento delle spese militari mentre tagliano welfare. Costruire solidarietà internazionale tra i popoli contro gli oppressori.
La guerra serve interessi precisi: quelli dei padroni, delle multinazionali, del complesso militare-industriale. E può essere contrastata con l'organizzazione e la lotta di classe.
È TEMPO DI SCEGLIERE
I diritti vengono conquistati, non concessi. Le guerre si fermano con la mobilitazione di massa. Lo sfruttamento va abbattuto con la lotta organizzata.
Oggi il Venezuela, domani la Groenlandia, dopodomani noi. Non possiamo lasciare che siano sempre le classi popolari a pagare le guerre dei padroni.
È tempo di organizzarsi. È tempo di lottare. È tempo di costruire il movimento popolare capace di opporsi a questo sistema di guerra e sfruttamento. Perché la scelta è semplice: o costruiamo la nostra forza organizzata, o continueremo a subire la loro violenza.
Il silenzio è complicità. L'organizzazione è resistenza. La lotta è necessaria.
Unione Popolare Valle Camonica-Sebino Unione Popolare