Maria de Olearia, perla del medioevo amalfitano,composto di tre piccole cappelle sovrapposte affrescate a partire dalla fine del X sec. TOUR VIRTUALE --> https://maiori360.it/
Secondo la leggenda sorse come eremo dopo 987 ad opera dell’anacoreta Pietro e del nipote Giovanni. Fu protocenobio benedettino e poi Badia, chiamata “de Olearia” per i rigogliosi ulivi che la circondavano. Sono da citare n
ell'area limitrofa altri tre cenobi e Abbazie di cui restano documentazioni e ricordi storici. Una, fondata nell’ottavo secolo, e retta da cenobiti forensi, era alle falde del monte Falerzio ed era denominata S. Un’altra, sorta sempre alle falde del Falerzio, era detta di S. Nicola de Carbonaris; un suo abate nel 1274 fu Procuratore dell’arcivescovo di Amalfi presso il II Concilio di Lione. Infine un’altra abbazia benedettina sorgeva sulla spiaggia di Erchie, una borgata di Maiori il cui nome deriverebbe dal fatto che nell’antichità ivi sorgeva un tempio dedicato ad Ercole. L’Abbadia fu fondata nel 979 dal Doge di Amalfi Masone III e veniva denominata S. Nel Medioevo Maiori era una delle maggiori e più importanti sedi ecclesiastiche del ducato, soprattutto grazie alle numerose presenze sul suo territorio di cenobi monastici. La più alta concentrazione di tali cenobi si trova nella contrada del monte Falerzio. Nessun’altra località della costa può vantare la diversità e la proliferazione delle esperienze monastiche presenti sul territorio maiorese. Infatti ivi operavano e coesistevano le due maggiori concezioni monastiche del mondo cristiano: quella occidentale e quella orientale, il monachesimo antico e quello riformato. Benedettini, basiliani, cluniacensi, cistercensi, florensi camaldolesi popolavano con i loro cenobi il territorio di Maiori ed in particolare le scoscese pendici del monte Falerzio. La forma originaria del monachesimo in Costiera pare sia stato il romitaggio, infatti parecchie abbadie di Maiori e della costa erano in principio dei semplici eremi. Le prime presenze di eremiti sul Falerzio risalgono al X secolo. Nel 902, Elia il Giovane - prima grande figura del monachesimo italo - greco - scelse questi luoghi per dimora e precisamente sul colle che porta il suo nome. In questi posti cercarono e trovarono isolamento e contemplazione vari personaggi, tra cui S. Trinità di Cava.