30/08/2025
La notizia dell'esistenza di piattaforme online nelle quali venivano condivise foto di donne, più o meno note, senza il loro consenso, ci impone un momento di riflessione su quanto l'uomo di oggi faccia fatica ad accettare quella che dovrebbe oramai essere la normalità, ovvero l''emancipazione della donna, la sua forza e determinazione nello smarcarsi da ruoli predefiniti e pregiudizi culturali e, soprattutto, la libertà faticosamente conquistata grazie alla indipendenza economica, frutto di studio e lavoro. Ma ciò che lascia atterrite è il fatto che, i protagonisti di queste condivisioni o dei commenti beceri e sessisti a corredo delle foto indebitamente utilizzate, siano mariti e compagni di vita, ovvero persone da cui ci si aspetterebbe rispetto e a cui si è data fiducia incondizionata, professionisti di ogni settore, anche con un livello culturale medio-alto e ruoli di responsabilità, che dovrebbero essere di esempio all'interno della nostro contesto sociale. Uomini che non usano la violenza fisica, ma sviliscono, umiliano, tolgono dignità alle loro donne gettandole in pasto al tritacarne voyeuristico dei social dando forma alla nuova, ultima frontiera della violenza sulle donne. Il caso approda in Parlamento e in Procura a Roma. L'auspicio è che si faccia chiarezza e che nessuno resti impunito.
Le parlamentari: se ne discuterà in Parlamento chiedendo anche il coinvolgimento dei ministri competenti. La Polizia postale ha avviato indagini per risalire a chi gestisce le piattaforme