Premio Vittoria Aganoor

Premio letterario annuale riservato a carteggi, e/o corrispondenze epistolari articolato in due sezioni
Prima sezione - carteggi editi; seconda sezione componimento in forma di lettera. I – Premio riservato a opere edite riguardanti carteggi, e/o corrispondenze epistolari
II – “Mio caro amico vi porgo le mani”: premio a componimenti in forma di lettera sul tema
III – “Pensiero libero”, riservato a studenti della Scuola secondaria di secondo grado, premia il miglior sms, o testo breve

22/05/2026

La lettera d'amore che una volta aperta si trasforma in una galleria d'arte. Fu scritta dal fumettista e illustratore americano Alfred Joseph Frueh alla moglie Giuliette Fanciulli il 10 gennaio del 1913. Seguendo le istruzioni presenti nella lettera, il pezzo di carta si apre dando vita ad una galleria tappezzata di dipinti. Frueh realizzò questo piccolo capolavoro per informare sua moglie sui dettagli relativi ad una galleria d'arte che avrebbe visitato pochi giorni dopo.

Fonte: James Lucas

𝐿𝑎𝑔𝑜 𝑑𝑖𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑣𝑜𝑙𝑒, 𝑒 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑜, 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 𝑛𝑒 𝑠𝑖𝑎 𝑖𝑛 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎, 𝑑’𝑖𝑛𝑑𝑜𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑛𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡𝑖𝑠𝑠𝑖𝑚𝑎, 𝑑𝑖 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑚𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎𝑛𝑎 𝑆𝑡𝑜𝑟...
18/05/2026

𝐿𝑎𝑔𝑜 𝑑𝑖𝑙𝑒𝑡𝑡𝑒𝑣𝑜𝑙𝑒, 𝑒 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑜, 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 𝑛𝑒 𝑠𝑖𝑎 𝑖𝑛 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎, 𝑑’𝑖𝑛𝑑𝑜𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑛𝑜𝑐𝑒𝑛𝑡𝑖𝑠𝑠𝑖𝑚𝑎, 𝑑𝑖 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑚𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎𝑛𝑎 𝑆𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎, 𝑐𝑒𝑙𝑒𝑏𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑆𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖
Annibale Mariotti

Per approfondire un po’
14/05/2026

Per approfondire un po’

Cosa si intende per "romanzo epistolare"? Quali caratteristiche ha, in che epoca si è sviluppato e come si intitolano le opere più famose appartenenti a questo genere letterario? Un percorso che passa in rassegna un'ampia selezione di testi grazie a cui è diventato particolarmente celebre, a part...

AMARE SIGNIFICA ESSERCIGRAZIE A CHI LAVORA PER ISOLA MAGGIORE (lettera aperta di Francesco Storniolo, il nuovo proprieta...
12/05/2026

AMARE SIGNIFICA ESSERCI
GRAZIE A CHI LAVORA PER ISOLA MAGGIORE
(lettera aperta di Francesco Storniolo, il nuovo proprietario del Castello Guglielmi di Isola Maggiore sul Lago Trasimeno e fondatore di Luxor Building)

Isola Maggiore merita attenzione, presenza e coraggio

In questi giorni Isola Maggiore sta vivendo momenti di forte preoccupazione e grande amarezza.
Le difficoltà legate ai collegamenti e alla navigabilità del lago stanno generando timori concreti per il futuro delle attività, degli eventi, del turismo e della vita quotidiana dell’isola.

Davanti a tutto questo non possiamo restare in silenzio.

Come proprietario del castello di Isola Maggiore e come imprenditore che ha scelto di investire concretamente sul territorio — dai Chiostri Bar Bistrot fino alla Darsena — sento il dovere umano e morale di essere vicino alla comunità isolana.

La mia vicinanza va a Mariapia Scarpocchi, Silvia Silvi, a tutte le attività di Isola Maggiore e del Lago Trasimeno e a tutte le persone che ogni giorno difendono con sacrificio, passione e dignità l’anima di questo territorio.

Chi vive il lago sa bene quanto il Trasimeno rappresenti identità, storia, lavoro e futuro.
Per questo motivo oggi più che mai servono presenza concreta, collaborazione e visione.

Oggi, però, il punto non è la politica.
Il punto è il Lago Trasimeno.
Il punto è Isola Maggiore.

In momenti come questi non contano le appartenenze, ma le persone che hanno davvero la volontà di salvaguardare questo patrimonio straordinario, la sua storia, la sua economia e la sua comunità.

Noi crediamo nelle istituzioni e riconosciamo il lavoro che il Governo Meloni sta portando avanti per rimettere in moto territori, infrastrutture e progetti rimasti fermi per troppo tempo. In appena 18 mesi sono stati avviati percorsi e interventi che per oltre vent’anni erano rimasti bloccati o soltanto promessi.

Ma al di sopra di tutto viene il bene del lago e dell’isola.

Anche se non siamo nati isolani, abbiamo scelto di amare questo luogo e di investire qui energie, lavoro e speranza, perché Isola Maggiore non appartiene soltanto a chi ci vive: appartiene al cuore del nostro territorio ed è un patrimonio umano, culturale e paesaggistico che merita rispetto, tutela e futuro.

Personalmente sono arrivato sul Lago Trasimeno in un momento che molti descrivono come difficile, complicato, addirittura come un “buco nero”.
Eppure, vivendo quotidianamente questo territorio, io ho trovato tutt’altro.

Ho trovato bellezza.
Ho trovato persone straordinarie.
Ho trovato attività che resistono con dignità.
Ho trovato un lago vivo.

Chi ama davvero la natura sa che il lago vive cicli naturali, cambiamenti, momenti delicati e momenti meravigliosi. Fa parte della sua storia, della sua identità e del suo equilibrio.
Per questo credo sia inutile alimentare allarmismi che rischiano soltanto di danneggiare il territorio, il turismo e il lavoro di tante famiglie.

I turisti devono sapere una cosa molto semplice: Isola Maggiore e il Lago Trasimeno continuano ad accogliere visitatori ogni giorno con la stessa magia, la stessa autenticità e la stessa emozione di sempre.

La società che gestisce il servizio di navigazione possiede esperienza, professionalità e conoscenza del territorio tali da poter affrontare e risolvere rapidamente eventuali criticità. Sono certo che, grazie alla collaborazione con le realtà del territorio e attraverso partnership con operatori locali e imbarcazioni già presenti sul lago, sarà possibile trovare soluzioni concrete ed efficaci per garantire continuità ai collegamenti e ai servizi.

Il Lago Trasimeno ha sempre saputo reagire nei momenti difficili grazie alla forza delle persone che lo vivono ogni giorno.

Le difficoltà si affrontano con competenza, collaborazione e soluzioni concrete, non con la paura.

Ed è proprio nei momenti più delicati che si vede chi sceglie di allontanarsi… e chi invece decide di investire, restare e credere ancora di più nel futuro di questo luogo straordinario.

Per quanto mi riguarda, confermo la mia piena disponibilità a collaborare con chiunque abbia davvero a cuore il futuro dell’isola, affinché Isola Maggiore continui a essere viva, raggiungibile, accogliente e protagonista del Lago Trasimeno.

Perché Isola Maggiore non è soltanto un luogo da visitare.

È una comunità.
È memoria.
È bellezza.
È lavoro.
Ed è nostro dovere proteggerla.

Con affetto e responsabilità,
Francesco Storniolo

08/05/2026

BANDO XXVIII EDIZIONE PREMIO VITTORIA AGANNOR POMPILJ Il Premio Vittoria Aganoor Pompilj organizzato dal Comune di Magione (Pg) e la partecipazione non richiede nessun tipo di contributo SEZIONE ADULTI Tema della XXVIII edizione seconda sezione categoria adulti è “l’incertezza” Il testo della...

Complimenti a Dario Aita a cui abbiamo avuto l’onore di consegnare la targa del
08/03/2026

Complimenti a Dario Aita a cui abbiamo avuto l’onore di consegnare la targa del

«Sei persino troppo bravo. Mi dispiacerebbe prenderti». È questa la frase che Paolo Sorrentino ha rivolto a Dario Aita dopo il provino per “Parthenope”, lasciando il segno nella memoria dell’attore palermitano.

Dario Aita nasce a Palermo nel 1987 e cresce in una famiglia dove l’arte è di casa: il fratello maggiore, Emmanuele, è anch’egli attore. Frequenta il liceo classico Giovanni Meli, ambiente vivace e stimolante dal punto di vista culturale. Finito il liceo, si trasferisce a Genova per studiare recitazione presso il Teatro Stabile, da cui esce diplomato nel 2011. Lì ha modo di lavorare fianco a fianco con importanti maestri, che lo aiutano a sviluppare metodo e presenza scenica.

Il teatro è una scelta precisa per Aita, che porta in scena testi classici di Shakespeare, Čechov e Wedekind. Insieme a Elena Gigliotti, sua compagna anche nella vita, nel 2013 ottiene il Premio Scenario con lo spettacolo “Treno fermo a Katzelmacher”.

La prima esperienza davanti alla macchina da presa arriva nel 2009, ancora studente, grazie a Renato De Maria che lo vuole in “La prima linea”. Da qui si aprono le porte della fiction Rai, dove partecipa a produzioni come “Questo nostro amore”, “Grand Hotel”, “L’allieva” e “La mafia uccide solo d’estate”. Nel 2019 entra nel cast di “Don Matteo” e nel 2022 è tra i protagonisti di “Noi”, la versione italiana di “This Is Us”.

Nel 2024 arriva la chiamata di Sorrentino per “Parthenope”, presentato a Cannes. Aita interpreta Sandrino, un ruolo che lo mette a confronto con il tema della fine della giovinezza. Il provino è stato tutt’altro che scontato, e la conferma di Sorrentino resta uno dei ricordi più particolari della sua carriera.

Il vero salto arriva però con “Franco Battiato: Il lungo viaggio”, ancora con la regia di Renato De Maria. Per prepararsi a interpretare Battiato, Aita ha passato mesi a studiare i suoi brani e a imparare a cantare, anche se non aveva mai cantato davanti a un pubblico. Sul set, i colleghi hanno iniziato a chiamarlo “Franco”, segno che aveva centrato il personaggio. Aita stesso ha detto che questo ruolo rappresenta uno dei momenti più intensi e importanti della sua carriera.

Dal 2013 condivide la vita e il lavoro con Elena Gigliotti. Nell’agosto 2024, i due diventano genitori della loro prima figlia, Lou, evento che Aita racconta con emozione sui social.

Il percorso di Dario Aita è fatto di scelte precise, studio e passione per la recitazione. Il successo come interprete di Franco Battiato lo ha portato a un nuovo livello, rendendolo uno dei volti più apprezzati del panorama attoriale italiano.

Indirizzo

Magione
06063

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