Gioventù Nazionale Muggia

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I più anziani fra noi hanno trent'anni:eppure,noi abbiamo già sperperati tesori,mille tesori di forza, di amore,d'audacia, d'astuzia e di rude volontà...
- F.T.Marinetti -

30/01/2022

E la battaglia è appena iniziata
ci sono molti perdenti, ma dimmi chi ha vinto
la trincea è scavata nei nostri cuori
e madri, bambini, fratelli, sorelle
lacerati

Vogliamo urlare il dissenso di una generazione, quella degli under 35, che è stata ignorata e umiliata in questi anni e...
06/11/2020

Vogliamo urlare il dissenso di una generazione, quella degli under 35, che è stata ignorata e umiliata in questi anni e ribadire la nostra vicinanza al popolo italiano in questo momento di difficoltà sociale ed economica.

La nostra nazione sta rivivendo la stessa situazione di marzo, ma otto mesi fa nessuno aveva mai affrontato una pandemia, alcuni errori erano prevedibili. Perseverare oggi su quegli errori significa condannare a morte non solo la nostra economia, ma soprattutto, il futuro dell’Italia.

Mentre il Governo continua a scrivere la saga dei DPCM, noi scegliamo di stare vicino agli Italiani, per non rinunciare al nostro Futuro. Mentre loro distruggono l’Italia e ci negano la nostra sovranità, noi ci incateniamo per la Libertà.

Alle 11,30 del mattino, il 20 ottobre 1944 a Milano, nella scuola elementare "Francesco Crispi", nel quartiere Gorla, i ...
20/10/2020

Alle 11,30 del mattino, il 20 ottobre 1944 a Milano, nella scuola elementare "Francesco Crispi", nel quartiere Gorla, i bambini della classe prima stanno imparando a scrivere la lettera Q di quadro.

Alle 11,32 del mattino, come oggi 20 ottobre, nel 1944, 184 bambini e con loro le maestre, i maestri e l'intero personale di servizio vengono travolti e uccisi da ottanta tonnellate di esplosivo lanciato dagli americani.

Nel silenzio, frutto della vergogna che accompagna questo anniversario, è opportuno ricordare che perfino l'intitolazione della scuola riedificata, è stata cancellata e non si chiama più "Piccoli martiri di Gorla".
Grazie all’impegno dell’onorevole Frassinetti, ci sarà finalmente la giusta commemorazione.

Ramelli aveva 18 anni. Era il fiduciario del fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Msi al “Molinari” di ...
29/04/2020

Ramelli aveva 18 anni. Era il fiduciario del fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Msi al “Molinari” di Milano e per questo, pur non essendo un picchiatore, era stato aggredito già due volte, sino a spingere la famiglia a fargli cambiare scuola.

Un suo tema, in cui sosteneva che non ci fosse stata una risposta della società alla prima “azione omicidiaria” delle Br, nella quale erano stati uccisi a Padova due militanti missini, era stato rubato e affisso nella bacheca della scuola.
Nel clima dell’epoca, gli studenti della sinistra extraparlamentare, per lo più aderenti ad Avanguardia operaia, decisero di “dargli una lezione”.
La squadra entrò in azione in 13 marzo 1975, sotto casa di Ramelli in via Paladini. Con delle chiavi inglesi lo colpirono alla testa e lo lasciarono a terra in una pozza di sangue con il cranio fracassato. Dopo 48 giorni di agonia, Sergio spirò il 29 aprile 1975.

Il processo vide alla sbarra dieci imputati, quasi tutti ormai medici professionisti. Due furono assolti, tutti gli altri condannati per omicidio preterintenzionale.

Non dimenticheremo mai il tuo coraggio! A Sergio, Figlio d’Italia

🏠 Stare sempre in casa può generare stress, ma ci sono delle buone pratiche da seguire, come mantenere uno stile di vita...
14/03/2020

🏠 Stare sempre in casa può generare stress, ma ci sono delle buone pratiche da seguire, come mantenere uno stile di vita sano:
🍎 dieta corretta
😴 sonno
🧘 esercizio fisico
👩‍💻🤳 parlare con i tuoi cari via internet o telefono

Tutti i consigli li trovi qui ⤵
http://bit.ly/Covid19_gestionestress

09/12/2019

Anche una delegazione di Gioventù Nazionale a Bruxelles per dire
Ecco l’intervento del Presidente Fabio Roscani

05/10/2019

LUTTO NAZIONALE

L’Italia piange la morte di Pierluigi e Matteo, assassinati ieri pomeriggio nell’adempimento del dovere.

Anche questa triste notizia si inserisce in una lunga sequela di episodi criminosi verificatosi ai danni dei servitori dello Stato: privi di mezzi e strumenti, privi di una reale tutela dall’autorità governativa, gli uomini e le donne delle forze dell’ordine rischiano la vita ogni giorno per assicurare, a tutti, la sacra sicurezza.
È arrivato il momento che le autorità competenti facciano altrettanto nei confronti dei nostri uomini in divisa.

“....Una manifestazione che ha visto lapartecipazione di 1000 volontari, 25000 visitatori di cui 1250 amministratori, 25...
24/09/2019

“....Una manifestazione che ha visto la
partecipazione di 1000 volontari, 25000 visitatori di cui 1250 amministratori, 250 associazioni presenti, 180 tra ospiti e relatori e
400 giornalisti accreditati tra stampa italiana ed estera.”

Il commento della segreteria provinciale di Fratelli d’Italia Trieste dopo aver partecipato ad !

24.09.2019 - 13.34 - Nei giorni 20-22 settembre una delegazione di militanti triestini di Fratelli d’Italia guidata da Claudio Giacomelli e dal vicesegretario provinciale Nicole Matteoni, ha partecipato ad “Atreju”, la tradizionale manifestazione della... ...

Gli approfondimenti, dopo la lettura delle 277 pagine dell’inchiesta esaminate da Il Giornale, sui fatti di  .Un meccani...
16/09/2019

Gli approfondimenti, dopo la lettura delle 277 pagine dell’inchiesta esaminate da Il Giornale, sui fatti di .
Un meccanismo malato messo in piedi per interessi economici ma a quanto si legge dai documenti anche per “fattori ideologici”.
Condividete, parlatene a casa con familiari e amici. Non smettiamo di farlo! Non lasciamo che questa tragedia finisca nel dimenticatoio!
Non lasciamo soli i bambini!

L'inchiesta "Angeli e Demoni" dalle carte della Procura alla questione politica. Tutto quello che c'è da sapere sullo scandalo di Bibbiano

 , PER NON DIMENTICARE.Ogni vero italiano è anche istriano, giuliano e dalmato. “Pola è ancora terra italiana il 18 agos...
18/08/2019

, PER NON DIMENTICARE.
Ogni vero italiano è anche istriano, giuliano e dalmato.

“Pola è ancora terra italiana il 18 agosto 1946, oggi come allora è domenica, giorno di festa. Da metà giugno la popolazione viveva giorni un po’ più sereni, gli alleati avevano imposto alle truppe titine di lasciare la città, ora presidiata militarmente dagli angloamericani. Non più atti intimidatori, non più pestaggi per le strade, non più prelevamenti e sparizioni notturne degli italiani.
Sulla spiaggia di Vergarolla dentro il porto di Pola, almeno 2.000 polesani gremivano l’arenile per assistere alle gare di nuoto della "Coppa Scarioni".
Poco lontano ventotto mine di profondità sono accatastate sulla spiaggia, quasi 10 tonnellate di tritolo, già disattivate e disinnescate da tre squadre di artificieri inglesi e italiani, scoppiarono improvvisamente. Il boato si udì in tutta la città e da chilometri di distanza. L’enorme deflagrazione causa almeno centodieci morti (109 italiani e 1 inglese), sessantaquattro identificati, per molti altri fu impossibile ricomporre i poveri resti, letteralmente disintegrati dall’esplosione, imprecisato il numero dei feriti, fra le vittime molte donne e bambini, essendo presenti centinaia di famiglie.
L'ospedale cittadino divenne il luogo principale della raccolta dei feriti: nell'opera di assistenza medica si distinse in particolar modo il dottor Geppino Micheletti, che nonostante avesse perso nell'esplosione i figli Carlo e Renzo di 9 e 6 anni, il fratello e la cognata, per due giorni non lasciò il suo posto di lavoro.
Quella di Vergarolla è dunque la prima e la più sanguinosa strage terroristica nella storia della Repubblica, più orribile di Piazza Fontana, più orribile della Stazione di Bologna. L'indagine alleata stabilì che per esplodere quegli ordigni avrebbero dovuto essere nuovamente riattivati e poi innescati, quindi in nessun modo si trattò di un incidente ma di un vero e proprio attentato.
Pare ci siano indizi "gravi e concordanti" che additano l'OZNA, la polizia politica jugoslava di Tito, come responsabile dell'attentato ma nessun tribunale ha mai stabilito ufficialmente che cosa fosse successo, ma in tempi recenti l’apertura degli archivi inglesi di Kew Gardens (Foreign Office) ha permesso di avere più elementi per far luce su quanto accaduto, ma c’è ancora molto da fare.

La decisione collettiva dell'esodo qualora la città fosse stata abbandonata agli Jugoslavi era già stata manifestata prima dello scoppio, il 15 agosto festa dell’Assunta, in migliaia avevano riempito l’Arena di Pola e le strade adiacenti cantando “Va Pensiero” sventolando il tricolore.
La decisione finale a Parigi non era ancora definita e i Polesani non avevano abbandonato la speranza di evitare un'occupazione straniera, tuttavia la strage convinse anche gli indecisi, qualora fossero rimasti in città che, in caso di passaggio alla Jugoslavia, la loro vita avrebbe corso un serio pericolo.
L’esodo in massa coinvolse il 92 per cento degli abitanti.
Dal resto dell’Istria sotto occupazione titina, migliaia d’italiani cercavano rifugio verso Pola e Trieste, al termine dell’Esodo lasciarono la terra dei loro padri in 350.000.
Il delfino di Tito, Milovan Gilas, poi caduto in disgrazia, in un’intervista rilasciata al quindicinale fiumano Panorama (21 luglio 1991) dichiarò: «Nel 1946 io ed Edward Kardelj andammo in Istria a organizzare la propaganda anti-italiana... bisognava indurre gli italiani ad andare via con pressioni di ogni tipo. Così fu fatto.» Il termine “pulizia etnica” non era stato ancora coniato.
Vergarolla segnò la fine di Pola e l’inizio dell’esodo, ma fu anche la prova generale della guerra fredda a livello internazionale e dello stragismo d’Italia nei decenni a venire.”

Un ottimo riassunto ripescato in rete che riproponiamo.

In ricordo dei nostri fratelli italiani polesani. Noi non ve dimentighemo.

🇮🇹 ORGOGLIOSI DELLA NOSTRA NAZIONE 🇮🇹A chi crede che la sessualità possa essere motivo di orgoglio, rispondiamo che il n...
08/06/2019

🇮🇹 ORGOGLIOSI DELLA NOSTRA NAZIONE 🇮🇹

A chi crede che la sessualità possa essere motivo di orgoglio, rispondiamo che il nostro orgoglio è la nostra Patria.

Il 5 maggio di 30 anni fa, durante le repressioni della protesta di piazza Tien'anmen, un uomo, passato alla storia come...
05/06/2019

Il 5 maggio di 30 anni fa, durante le repressioni della protesta di piazza Tien'anmen, un uomo, passato alla storia come il "Rivoltoso Sconosciuto", si mise davanti ai carri armati per impedirne l'avanzata, da quel giorno non si ebbero più sue notizie.

Quell'uomo, che da solo ha sfidato il governo cinese, rappresenta ancora oggi uno dei più grandi esempi di lotta per la libertà. La stessa libertà che i regimi comunisti di tutto il mondo continuano a negare ai loro popoli.

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