Percorso Yoga nella Sardegna Sacra

Percorso Yoga nella Sardegna Sacra Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Percorso Yoga nella Sardegna Sacra, Luogo storico e punto di interesse, Casa Magnani/Via Giuseppe Garau 21, Mògoro.

19/03/2019

Percorso Yoga nella Sardegna sacra 8-15 Giugno 2019

INCLUSO:
Quota per persona € 670 include colazione, the, caffe, acqua e frutta fresca a disposizione giornalmente e pranzi al sacco. Sistemazione in appartamenti con camera da letto, bagno e soggiorno con angolo cottura corredati di tutto il necessario. Trasporto da e per l'aereoporto.
ESCLUSO:
Le cene sono escluse come gli Ingressi ai siti archeologici e i trasporti.

INFORMAZIONI :
per chi arriva in aereo Aeroporto Cagliari Elmas 62Km.
Per chi arriva in nave al porto di Cagliari 68 Km, al porto di Olbia 204 Km oppure a porto Torres 177 Km.
Chi preferisce può farsi la spesa e cucinare nel proprio appartamento oppure possiamo cucinare tutti assieme, altrimenti c'è l'opzione ristoranti dove possiamo mangiare con solo 10/15 € a testa.
Per chi volesse può rivolgersi all'Agenzia “Vivi, sogna e Viaggia” di Genova, Via Piacenza 186 R – Genova – Tel e Fax: 010 817 88 55 può aiutarvi nell'acquisto dei vari biglietti.

contatti: Fabio Suria 340 0736909
mail: [email protected]

15/03/2019
21/02/2019

Cara amica, o caro amico che stai leggendo, con queste prime parole apro questo scritto che cercherà di esporre "l'anima" del percorso che andremo ad affrontare, un viaggio nella visione profonda (darshana) dello yoga e della rivelazione non-duale (Advaita). Mentre la prima parte della pratica, il percorso di yoga tantrico kundalini, pur trattando aspetti dell'energia sottile riesce comunque a mantenere una connessione con la logica esperenziale, quando entriamo nel campo della non-dualità ogni cosa perde il suo significato e ci troviamo in un territorio completamente nuovo e non concettualizzabile. Le righe che seguono sono dedicate proprio a questa tematica e mi scuso per la lunghezza di questo post ma il tema trattato lo ritengo fondamentale per il proseguo.

Inizio col dire che la rivelazione non-duale può essere contemplata da diverse prospettive, ma essenzialmente parte da un presupposto totalmente duale, ovvero che la coscienza è distinta dalla mente. Questo perché l'esplorazione non segue una logica concettuale, non si preoccupa di contradire se stessa, ma è proiettata a creare una “breccia” nella struttura mentale in modo da lasciar emergere l'ignoto. Così il percorso più pratico è quello di prendere atto della distinzione tra il corpo-mente e l'Essere Consapevolezza e in questo modo, li nel mezzo, lasciare che si crei la “fenditura” per l'affioramento.

Nello stato esistenziale ordinario, coscienza e mente sono sovrapposte e fuse tra loro, così la coscienza, che è la facoltà del conoscere, si mescola alla mente che è invece un suo oggetto di conoscenza. Accade così che ciò che più intimamente “è”, coscienza, viene offuscata dalle manifestazioni fisiche-mentali e rimane come contratta in esse dando vita alla percezione illusoria dell'entità unica e separata dal resto “corpo mente-coscienza” e poi, al di là il mondo esterno. Questa errata percezione esistenziale è “avidya” l'ignoranza metafisica radice di ogni dolore.

Nel silenzio dello stabile permanere nella pura coscienza, affiora l'esperienza di realtà non ordinaria, l’accesso all’intuizione supercosciente. “Scollata” dai meccanismi difensivi psichici e dalle sovrapposizioni identificatorie, la pura coscienza si manifesta nella sua libertà, nel suo essere vuota e pura, diventando così un campo libero da barriere mentali e dall'assorbimento nel senso “dell'io” (Ahamkara).

C'è totalità, questo è ciò che viene indicato. La frammentazione che sperimentiamo è sempre totalità che appare separata e la separazione è ancora totalità che così si esprime. Ma questa totalità nel suo substrato rimane comunque unica, non molteplice, omogenea, immacolata, appunto non-duale. A dire il vero questo termine "non-duale" vuole andare ancora oltre, si spinge al di là della coscienza stessa e di ogni possibile concettualità, qualunque essa sia, al di là quindi della parola "non-duale", ma questo è un discorso che aquisterà senso durante il percorso.

La parola Yoga significa "unire, unione", ed è proprio a questa inconcepibile totalità che si riferisce. Realizzare lo Yoga significa compiere questo balzo, dal relativo alla
totalità assoluta, evento che determina ciò che viene indicato con la parola "illuminazione-liberazione".

Proprio questo ultimo punto è al centro di infinite discussioni. In questo ultimo decennio la rivelazione non-duale ha preso molto campo, si è molto diffusa ma si tratta di un approccio ancora "giovane" e quindi soggetto a fraintendimenti. Oggi assistiamo a una sorta di isteria intorno a questo argomento, dibattiti accesi sulla parola illuminazione, sulla figura del guru e soprattutto sul fatto che questo "balzo" dal relativo all'assoluto non possa essere indotto, ma possa avve**re solo spontaneamente, realizzarsi naturalmente o solo apparentemente attraverso lo sforzo e la volontà, ma anche qui siamo ancora nel concetto e se vogliamo aprire un dibattito su questa posizione che molti sostengono come condizione imprescindibile, entriamo nella spirale di un rompicapo che si risolve in un nuovo rompicapo.

La non-dualità e il mistero esistenziale si risolvono solo nel silenzio. Affermare quindi che questa cosiddetta illuminazione, questa sorta di balzo prospettico, possa avve**re solo spontaneamente o al contrario essere indotto volontariamente, ha la stessa equivocità intellettiva di tutto il resto. D'altronde, come possiamo mettere condizioni e limiti a ciò che è illimitato e incondizionato?

"Neti neti – ne questo ne quello", qui è racchiusa la risposta ad ogni discussione.

Nel mio piccolo ciò che posso dire è che ci troviamo in un concetto illusorio molto più travolgente, misterioso e indescrivibile di qualsiasi cosa possiamo immaginare e che anche le rivelazioni dei stessi saggi vanno accolte senza porre i sigilli dell'assolutezza totale. Si dice che per un saggio affermare una cosa o l’altra non è affar suo, le parole, come un fiume che scorre naturale, fluiscono armoniose nelle correnti della risonanza, si esprimono in questo o in quel modo in sintonia con l’interlocutore, in sintonia con la comunità che intorno a essi si è formata.

Più realmente, ogni cosa possiamo dire riguardo spirito e materia, sarà sempre relativa, costituita da un fondamento sostanzialmente irreale. Capire questo ci alleggerisce dalla densità delle prese di posizione e dalla nostra ambizione personale. La realtà insegue in cerchio se stessa.

Stupirsi. Se non c’è meraviglia e stupore, se abbiamo incasellato la rivelazione, la strada è stata perduta.“Neti neti – ne questo ne quello”. Tutto questo, tutto quanto, è un’inconcepibile riverbero privo di reali riferimenti cui aggrapparci. Questo è l’Asparsavada Yoga, lo yoga senza sostegno, il terminale di ogni via spirituale.

Il grande mistero dell'esistenza non potrà mai essere dedotto, quindi deve essere approcciato con grande leggerezza e apertura. Il termine "Totalità-Unità" è una suggestione, una suggestione sulla quale, in modalità più o meno aperte o nascoste e in diverse sfumature, ogni percorso spirituale è fondato. Chi pratica o ha interesse nel campo religioso e olistico, conosce bene le affermazioni "tutto è Dio" e "tutto è Uno", quindi non parliamo di un argomento segreto. Detto ciò sono poi in pochi coloro che approfondiscono la ricerca e senza approfondimento difficilmente possono trasparire le implicazioni esistenziali che la non-dualità comporta. Questa esplorazione, mano a mano che si dispiega, apre a scenari sempre più illusori e vacui spingendosi sempre più verso l'ignoto.

Il mio mentore Sri Ramana Maharshi ha indicato quale via per la ricerca (l'Atma Vichara) il metodo di autoindagine “Ney Yar”, “Chi sono io?”, un'investigazione sul “Sè” molto semplice e diretta, ma che se non supportata da fondamenta in grado di accoglierla può facilmente essere travisata e indirizzare al fraintendimento. Il nostro percorso sarà un viaggio profondo all'interno della Maya, l'illusione esistenziale, un viaggio che possa creare i presupposti per avvicinarci più “nudi” all'Atma Vichara (pratica “ney yar”). Il percorso è astratto, diretto verso la vacuità concettuale e questo ci trasporterà naturalmente verso l'Asparsavada Yoga, lo yoga senza sostegno.

La mancanza di sostegno, indica l'impossibilità di appoggiarci a qualsiasi filosofia razionale, qui entriamo nel regno dell'inconcepibile ed è qui che mi rivolgo alla maturità spirituale del praticante, maturità intesa non come un qualcosa di elevato o trascendentale, ma più semplicemente come disponibilità ad aprirsi a tematiche che al concetto razionale non possono che apparire incredibili, quale sensibilità di accettare e accogliere un modo di comunicare che contraddice le sue stesse parole, che parla di te e di me, di mente, d’intenzionalità e di ricerca, ma che subito dopo pone in una luce di illusorietà la loro esistenza.

Quindi, liberi da limitazioni, quella che percorreremo è un’esplorazione intima nell’illusorietà relativa dell’io”, la via più diretta, un viaggio in questa sensazione di “me-individualità” che sovrapponendosi alla manifestazione, oscura la trasparenza nascondendola nell’identificazione con l’apparenza.

La contemplazione discriminativa (Viveka) sarà il mezzo impiegato per portare avanti questa ricerca.

17/02/2019

Innanzitutto voglio sottolineare il fatto che la meditazione non è una pratica che si pone come obiettivo il benessere della persona, ma quello ben più affascinate, avventuroso e ignoto della trascendenza. Il benessere che ne deriva dipende dal fatto che il percorso meditativo è un viaggio verso la liberazione dai condizionamenti mentali e da tutto ciò che offusca la psiche.

La meditazione, è fondamentale capire, è spazio, leggerezza, trasparenza. Questa pratica non ha lo scopo di mettere in noi qualcosa di nuovo, di più elevato, di più
sacro, ma solo quello di togliere. Per svuotare una stanza non aggiungiamo oggetti,ma li rimuoviamo.

Questa rimozione dei contenuti interiori rende sempre più chiara e trasparente la mente e ciò che consegue è un sempre maggiore senso di leggerezza, di pace, di
benessere.

Quindi, dissolvere e trasformare l'energia dei traumi, schemi, condizionamenti e depotenziare sempre più la forza individualizzata dell'ego, è la condizione imprescindibile di questo viaggio verso la liberazione dal relativo, verso l'unione con la totalità assoluta (lo Yoga).

Questo depotenziamento dell'ego e dei contenuti nei quali siamo identificati, è realizzato attraverso un processo di consapevolezza e distacco da essi.

La pratica meditativa ci insegna a sviluppare un atteggiamento equanime verso i contenuti vibranti della mente. Un fenomeno sorge e questo viene contemplato con distacco, come se non appartenesse a noi.

Questa consapevolezza serena ed equanime, distinta dalla stato fisico e interiore, realizza un momento di spazio vuoto dove la carica attiva non assorbe più energia, ma la rilascia, la restituisce all'organismo grossolano e sottile incrementando la forza fisica, vitale e mentale.

Chiaramente non è così semplice attuare questo atteggiamento interiore, ma come possiamo allenare il corpo fisico e ottenere risultati, così possiamo allo stesso modo allenare la mente sottile e gradualmente sviluppare questa capacità.

In questo percorso impareremo l'indagine discriminativa (Viveka), attraverso essa apriremo una breccia nel tessuto relativo e lasceremo affiorare la fragranza della pura presenza incondizionata.

Ajapa è il percorso dell'energia che circola intorno al corpo passando attraverso i chakra (posti nella colonna vertebra...
09/02/2019

Ajapa è il percorso dell'energia che circola intorno al corpo passando attraverso i chakra (posti nella colonna vertebrale) e gli Kshetram (i riflessi collocati nella parte frontale del corpo). Questa pratica, tratta il funzionamento ottimale di questi centri, la purificazione delle nadi (in particolare "Sushumna Nadi" il canale dove la Kundalini risvegliata sale verso il Sahasrara Chakra, il chakra corona) e quindi, in finale, al risveglio e risalita vera e propria di Kundalini.

Ma al di là dei grandi obiettivi, è fondamentale praticare sul circuito per migliorare la circolazione del Prana (Energia) e in questo modo rimuovere i blocchi psico-energetici che ostruiscono il flusso vitale nel corpo fisico-mentale.

Quando noi praticando iniziamo ad "aprire" i due canali (quello anteriore e quello posteriore), cominciamo a fare circolare in essi più energia, iniziamo così a rimuovere gli ostacoli, ovvero le tensioni fisiche-mentali che si sono progressivamente accumulate nel corso degli anni. Così, intrapresa la "bonifica" di questi "detriti" comincia una nuova vita, un migliore assorbimento dell'energia e circolazione vitale del flusso. Quando la forza torna a circolare più potente nel nostro corpo (e con la pratica dei Mudra-Bandha ne verrà generata molta) accadono cose meravigliose in noi, incredibilmente ci sentiamo irradiati da un'esuberante vitalità e piano-piano manifestiamo sempre più un aspetto fiorente, ringiovaniamo corpo e mente perché i chakra vengono "puruficati", nutriti dal flusso e questo realizza una rimozione degli schemi nocivi, ci porta a sentirci sempre più liberi, leggeri, sereni e luminosi.

La pratica sul circuito è naturalmente collegata a quella sui chakra e sulle nadi. Qui impareremo a memorizzare i punti di concentrazione e di passaggio, solleciteremo i centri attraverso la concentrazione su di essi, i Bandha e la vibrazione dei Bija Mantra, le sillabe sonore dei chakra.

08/02/2019

La pratica dei Mudra-Bandha (sigilli psico-fisici) riveste un ruolo di primo piano in questo percorso e sarà praticata in modo approfondito. Si tratta di contrazioni muscolari (e mentali) che si attuano in differenti parti della struttura fisica, con lo scopo di incrementare e convogliare l’energia nel corpo grossolano e sottile, evitando dispersioni praniche (energetiche) e potenziarlo.

Per quanto ci riguarda, la loro esecuzione sarà particolarmente concentrata sul rafforzamento del pavimento pelvico, area del corpo trascurata che riveste invece un'importanza capitale per la salute psico-fisica della persona. Il lavoro sui Bandha si riflette molto sui primi tre chakra (in realtà su tutti e sul Sushumna nadi, il canale eterico spinale) questo vuol dire donare prezioso nutrimento alla sfera emozionale e vitale, con un accrescimento della forza interiore, del proprio potere personale.

Ma la pratica di questi Bandha ha benefici incredibili, spesso risolutori, anche su problematiche “fisiche” legate all'apparato genitale, alla sfera sessuale e non solo. E' di fondamentale importanza mantenere tonico il pavimento pelvico e svilupparne l'intensità e l'elasticità, perchè la perdita di tono prima o poi degenera in problematiche molto comuni. I principali problemi femminili e maschili dovuti a una scarsa tonificazione delle pelvi sono:

Incontinenza urinaria e nei casi gravi fecale.
Disturbi mestruali.
Disturbi della menopausa.
Vaginismo (contrazione riflessa e involontaria dei muscoli del perineo, della v***a, dell'orifizio vaginale tale da impedire la penetrazione).
Frigidità.
Dolori del parto.
Prolasso pelvico: prolasso dell'utero, prolasso della vescica, prolasso dell'intestino.
Disfunzione erettile.
Eiaculazione precoce.
Debolezza generale del bacino.
Stitichezza.
Emorroidi.
Addome prominente.
Sovrappeso.

Le pratiche dei Mudra-Bandha permettono di ridurre fino a risolvere tutte queste problematiche e altre ancora non menzionate.

Queste pratiche di grande efficacia, questi Mudra-Bandha, sono particolarmente delicati perché muovono grandi quantità di energia perciò saranno sviluppati in maniera sistematica, graduale. Per utilizzare al meglio questa energia accumulata, nella pratica successiva ci dedicheremo al circuito energetico, ne parlerò nell'altro post, attraverso di esso avremo così la possibilità di distribuirla anche nei chakra superiori e nel sistema eterico delle nadi (flussi di forza vitale).

06/02/2019

YOGA & ADVAITA DARSHANA
(PERCORSO DI YOGA E MEDITAZIONE)

Questo percorso è un'esplorazione nella visione profonda (Darshana) dello Yoga e dell'Advaita, la rivelazione non-duale terminale di ogni via spirituale.

IL PERCORSO E' APERTO A TUTTI, PARTIAMO DA ZERO, DAI FONDAMENTALI.

Le sessioni saranno sviluppate in modo sistematico e graduale con una parte dedicata alla pratica energetica attraverso le tecniche dei Mudra-Bandha (sigilli fisico-energetici) e sul circuito del corpo sottile Ajapa, col lavoro profondo sui rispettivi chakra e kshetram (centri di energia anteriori e posteriori del corpo) secondo il Kundalini Yoga, sistema di matrice tantrica.

La seconda parte è l'esplorazione della coscienza vera e propria, un succedersi di contemplazioni riflessive e meditative ciascuna di esse guidata passo a passo.

I benefici che la meditazione lascia affiorare sono veramente tanti e si riflettono sia sul piano fisico che quello interiore. Sul piano fisico la rimozione di schemi inconsci riporta le frequenze energetiche deviate, che creano patologia, alla loro naturale frequenza e cellule, molecole e atomi possono così ripristinare la loro vibrazione originale riportando il corpo allo stato naturale di salute. Attraverso la pratica e lavorando in questa direzione, traumi e cristalizzazioni psichiche vengono gradualmente dissolte e la persona si sente sempre più vitale, lucida, luminosa, aperta e serena. Aumenta l'autostima, la fiducia in se stessi, l'empatia col prossimo, la calma e la sicurezza interiore.

Detto ciò, ridurre la pratica meditativa alla ricerca del benessere è veramente limitativo e fuorviante. Benessere e salute sono conseguenze, sono stati che balenano impersonali nell'oceano della consapevolezza, non rappresentano di certo gli obiettivi che sono ben più vasti e avventurosi.

Ciò che normalmente chiamiamo noi stessi in realtà è solo la superficie di un mistero che sprofonda nell'eterno infinito, nell'Essere sempre esistente, nella pura Presenza indifferenziata al di là del corpo, della mente, della vita e della morte, e di se stessa.

La ricerca di ciò che veramente siamo, l'esplorazione che culmina nella trascendenza dell'Essere sempre presente, nell'Essere che non è mai nato e mai morto, e che infine va "oltre", può ve**re chiamata "la via della meditazione".

Questo percorso si snoda attraverso un'indagine esperenziale che apre all'essenzialità dello yoga e dell'advaita (metafisica non duale).

CONDUCE IL PECORSO: FABIO SURIA:
Orientato inizialmente verso la via del Naguaismo tolteco, in seguito si trasferisce in India, a Tiruvannamalai (Tamil Nadu), dove nel periodo tra il 1993 e il 2005 apprende i principi di diversi sistemi Yoga per poi seguire e approfondire l'insegnamento della corrente tantrica, il Kundalini Ta**ra Yoga, e soprattutto della metafisica Advaita secondo l'insegnamento di Sri Ramana Maharshi direttamente nel suo ashram (Sri Ramanashramam).
Praticante della meditazione Vipassana della tradizione buddhista Theravada, si specializza nel percorso del Bardo tibetano nei tre transiti inerenti al momento della morte, stati ultraterreni e rinascita. In India si diploma nel 1997 come insegnante di Yoga presso lo Yoga Institute Vivekananda Kendra di Bangalore (India del sud).

06/02/2019

MASSAGGIO SONORO CON CAMPANE TIBETANE

Il massaggio sonoro con le campane tibetane e' una tecnica di massaggio e rilassamento profondo del corpo. Le campane tibetane, che hanno origini in oriente, durante il trattamento vengono utilizzate intorno al corpo della persona e adagiate su di essa per avere un effetto molto piu' profondo agendo sui luquidi corporei, le cellule ricevono un rigenerante massaggio nella direzione verso una frequenza armonica. Ogni vibrazione esercita un azione sull individuo a tutti I livelli: fisico, emotivo, spirituale e mentale. Il suono e le vibrazioni trasmesse al corpo e alla mente agiscono su tessuti, organi e ossa, stimolando i chakra e I flussi energetici. La frequenza prodotta dalle campane tibetane e' una forma di terapia vibrazionale basata sul principio della risonanza, poiche' tutto nell universo e' in stato di vibrazione e il corpo umano, nel suo stato eterico e fisico possied euna certa frequenza. La mancanza di armonia genera malessere, pertanto la funzione delle campane tibetane è quella di armonizzare le varie frequenze.

Durante il ritiro, ogni partecipante sperimenterà direttamente i meravigliosi effetti di questo profondo massaggio vibrazionale.

FEDERICA GRUSSU:
Dopo aver conseguito la maturita' linguistica, lascia la Sardegna per intraprendere lunghi viaggi in India e Africa, scoprendo che non c'e' scuola migliore se non attraverso l'esperienza diretta. Lavora nell'ospitalita' a Verona e Sardegna, operatrice di massaggio sonoro con campane tibetane e , amante degli animali, segue i corsi di "comunicazione non verbale" e Raidho healing horse per affinare la comunicazione del "sentire": la percezione. Non ha mai smesso di viaggiare, coinvolgendo la famiglia in progetti di volontariato in Asia, fino al trasferimento in Indonesia nel 2014 dove continua a viaggiare, studiando usi e costumi dei luoghi e cercando persone autentiche dedicandosi alla tutela degli animali e alle persone in difficolta'. Ha voluto trasformare la sua casa natale in un "nido" dove accogliere ospiti e organizzare seminari cercando sempre la "risonanza" con gli altri e far conoscere la sua terra che considera "impregnata di magia e spiritualita'"

Indirizzo

Casa Magnani/Via Giuseppe Garau 21
Mògoro

Sito Web

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