Piccola oasi " Lilly e i vagabondi"

Piccola oasi " Lilly e i vagabondi" La Piccola Oasi è un cuore verde di circa 2 ettari nato dall’amore per la natura. Ci occupiamo :
- DI TUTELARE LA PICCOLA OASI DI VILLA S.

Siamo un gruppo di volontari che gestisce quest’area senza fini di lucro, con un obiettivo semplice ma ambizioso: promuovere il rispetto per ogni forma di vita. La Mission dell'associazione Piccola Oasi Lilly e i vagabondi è quella di tutelare l'ambiente per salvaguardare la specie umana. MARTINO DI LUGO - Un'area umida privata (paghiamo un affitto per tutelarla) con caratteristiche naturalistiche ormai rare. L'animale simbolo dell'Oasi è il Tritone Crestato Italiano.

- DI PULIRE LE STRADE ED I PARCHI DELLE CITTA' CON IL PROGETTO
"VERDE PULITO" - Il progetto iniziato nel 2021 prevede una pulizia costante delle strade e dei parchi. In poco più di un anno abbiamo già raccolto parecchie tonnellate di rifiuti.

- DI GESTIRE I PARCHI BUCCI ED IL TONDO DI FAENZA cercando di tutelare gli animali presenti ma anche di educare su tematiche quali l'abbandono degli animali, l'abbandono di rifiuti, i colombi di città e come curare nel modo giusto gli alberi.

-DI ORGANIZZARE PICCOLI EVENTI A SFONDO EDUCATIVO per sensibilizzare, spesso anche divertendoci, i partecipanti alle tematiche ambientali e sociali di cui ci occupiamo.

- DI AIUTARE ATTRAVERSO L'ESPERIENZA DEL VOLONTARIATO PERSONE IN DIFFICOLTA' O PERSONE CHE HANNO VOGLIA DI DARE UNA MANO A RENDERSI UTILI PER IL BENE DEL TERRITORIO E DELLE PERSONE CHE LO ABITANO. LA PICCOLA OASI DI VILLA S. MARTINO DI LUGO:

Il valore di un’area può essere determinato valutando numerosi parametri, molti dei quali di natura economica. L’Associazione di Promozione Sociale “Piccola Oasi Lilly e i vagabondi” ritiene invece che il valore di certe aree vada valutato considerando elementi che vanno ben oltre la sfera economica, come ad esempio il valore storico dell’area, il suo valore naturalistico ed il valore dei progetti che su quell’area si intendono realizzare. L'area, di proprietà privata, viene gestita già dal 2011 da un piccolo ma determinato gruppo di cittadini che, a partire dal 2012, si sono costituiti in Associazione di Promozione Sociale con lo scopo di perseguire i seguenti obbiettivi:
1) promuovere la conoscenza ed il rispetto per ogni forma di vita animale e vegetale;
2) diffondere modelli di vita ecocompatibili ed ecosostenibili presso adulti e bambini promuovendo, in particolare, la cultura del riutilizzo e della raccolta differenziata;
3) veicolare comportamenti alimentari sani e corretti;
4) promuovere il valore dell’attività sportiva svolta all’aria aperta in particolare presso i minori e le persone svantaggiate o emarginate;
5) favorire la riscoperta e la rivalutazione dei valori, delle consuetudini e delle tradizioni locali. Tra i vari obbiettivi appena elencati, particolarmente importante e sentito è il primo che trova concreta attuazione nella difesa e nella valorizzazione dell’area rinaturalizzata gestita dall’associazione, un’area che presenta caratteristiche storiche e naturalistiche peculiari e particolarmente interessanti; nello specifico l’area ospita piccoli ma pregevoli elementi di archeologia industriale che rimandano a capitoli importanti della storia del territorio lughese, al contempo poi l’area, ricolonizzata col passare del tempo dalla natura, è divenuta un pregevole scrigno di biodiversità che ospita numerose specie animali e vegetali un tempo comuni nelle zone rurali della Romagna e oggi divenute rarissime e per questo tutelate da Convenzioni Internazionali, Direttive dell’Unione Europea, norme statali e regionali.

07/07/2026
LA BIODIVERSITÀ DELLA PICCOLA OASI.Per noi osservazioni come queste sono fonte di immensa gioia.Questi insetti sono prot...
05/07/2026

LA BIODIVERSITÀ DELLA PICCOLA OASI.
Per noi osservazioni come queste sono fonte di immensa gioia.
Questi insetti sono protetti a livello europeo dalla Direttiva Habitat(Direttiva 92/43/CEE) in quanto ormai molto rari.
Vuoi conoscerli meglio? Faccelo sapere nei commenti e faremo un post dedicato.

30/06/2026
🌿 UN'ISOLA DI VITA IN UN MARE DI CEMENTO: SALVIAMO LA PICCOLA OASI! 🐾Guarda questa foto. Vedi quell'angolo verde? Più lo...
28/06/2026

🌿 UN'ISOLA DI VITA IN UN MARE DI CEMENTO: SALVIAMO LA PICCOLA OASI! 🐾Guarda questa foto. Vedi quell'angolo verde?
Più lo guardi, più capisci la sua magia.
Da ben 15 anni la nostra associazione protegge con amore questo prezioso fazzoletto di terra. Il motivo? È l'unico spazio non toccato dall'uomo nel giro di chilometri!
🛑🏢Proprio per questo, è diventato un vero e proprio rifugio segreto:
•🏡 Una casa sicura per tantissime specie di piante e animali residenti.
• ✈️ Un motel a 5 stelle per gli animali migratori che hanno bisogno di una sosta vitale.
• 🌍 Un polmone di biodiversità fondamentale per il nostro ecosistema.

⚠️ MA ORA RISCHIAMO DI PERDERE TUTTO. ⚠️

La nostra associazione non è proprietaria del terreno. Questo significa che, da un momento all'altro, potremmo essere mandati via, cancellando anni di tutela e distruggendo la casa di centinaia di creature.

Oggi puoi fare la differenza. Diventa il loro scudo.
💪Ogni piccolo contributo può salvare la Piccola Oasi.

Puoi donare Tramite Bonifico Bancario:
• 🏦 IBAN: IT58H0854223703000000717067
• 👤 Intestato a: PICCOLA OASI LILLY E I VAGABONDI APS
• Causale: EROGAZIONE LIBERALE PER ACQUISTO OASI
• 📝 Nota utile: La tua donazione è detraibile/deducibile nella prossima denuncia dei redditi!

Non lasciamo che il cemento vinca sulla vita. Dona ora e condividi questo post per far girare la voce! 🟢

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Questa femmina di riccio è stata aggredita e morsicata da un cane lasciato colpevolmente libero di “vivere il bosco”: il...
28/06/2026

Questa femmina di riccio è stata aggredita e morsicata da un cane lasciato colpevolmente libero di “vivere il bosco”: il morso le ha letteralmente strappato via la faccia (muso, occhi e denti non esistevano più). A causa della grande sofferenza e dell’altissimo livello di stress, al CRAS ha abortito quattro feti ancora non perfettamente formati ma ormai prossimi alla nascita. Un cane lasciato libero ha cancellato in un istante ben cinque vite: madre e prole. Inutile che stia qui, una volta ancora, a spiegare cosa possa costare – in termini di investimento – a un selvatico la cruciale fase riproduttiva. Tempo ed energie investite per dare vita a nuove generazioni. Il tutto vanificato dalla negligenza dei soliti “padroncini”.

Chiedo scusa per l’immagine: potrebbe urtare la sensibilità di qualcuno, ma la verità va guardata in faccia.

L’ho presa in prestito dalla pagina del CRAS dove presto servizio e dove vivo ogni santo giorno anche sulla mia pelle le disavventure dei tantissimi animali selvatici che accogliamo.

Che nessuno mi accusi di concentrarmi solo su argomenti che generano consenso, di essere un ipocrita, o di espormi solo su determinate situazioni. In quest’ultimo periodo sto parlando molto del DdL Malan soprattutto perché rappresenta un’attualità del momento: pur non essendo contro la caccia a priori, in questo DdL non riesco a non vederci degli enormi regali a poche categorie a discapito della biodiversità che – a parole – proprio queste categorie vorrebbero/dovrebbero tutelare.

Ma chi mi segue lo sa, non ho remore a parlare anche di altri problemi, anche ben più gravi, che attanagliano i veri figli di nessuno su questa Terra: gli animali selvatici. E parto dunque con questo esperimento sociale.

Questa femmina di riccio è stata aggredita e morsicata da un cane lasciato colpevolmente libero di “vivere il bosco”: il morso le ha letteralmente strappato via la faccia (muso, occhi e denti non esistevano più). A causa della grande sofferenza e dell’altissimo livello di stress, al CRAS ha abortito quattro feti ancora non perfettamente formati ma ormai prossimi alla nascita. Un cane lasciato libero ha cancellato in un istante ben cinque vite: madre e prole. Inutile che stia qui, una volta ancora, a spiegare cosa possa costare – in termini di investimento – a un selvatico la cruciale fase riproduttiva. Tempo ed energie investite per dare vita a nuove generazioni. Il tutto vanificato dalla negligenza dei soliti “padroncini”.
Discorso analogo, ma ancor più grave, si può fare per i gatti domestici.

Una vera e propria strage di microfauna: uccelli in primis, ma poi anche rettili, anfibi, micromammiferi. Per non considerare anche gli invertebrati. Sì, ci sono anche loro. E questo non lo dico io nel mio empirismo, che pur ogni giorno mi trovo tra le mani piccoli uccelli squartati dal micetto di turno, ma lo dicono studi e ricerche senza preconcetti, da tutto il mondo.
La malagestione del gatto domestico – ergo non il gatto in sé, quanto la gestione negligente dello stesso – è una delle principali cause di danni alla biodiversità nel mondo. Cani e gatti randagi, ferali o lasciati semplicemente liberi di vagare, predano e martoriano incessantemente i selvatici quasi su ogni metro quadrato di terre emerse di questo pianeta. Perché dopo aver deciso che ci piacevano, averli messi sul piedistallo, averli elevati a vere e proprie divinità, dopo averli selezionati e fatti riprodurre all’inverosimile, dopo avergli fatto raggiungere numeri impensabili per i loro antenati selvatici, ce li siamo anche portati per tutto il mondo arrivando a diffonderli in modo capillare su ogni continente, in ogni paese, su quasi ogni isola, in ogni giardino.
Pensavamo davvero che la cosa potesse non avere conseguenze devastanti per la vita selvatica? Forse non ce lo immaginavano qualche secolo fa, ma oggi lo sappiamo per certo. E cosa stiamo facendo? Dal poco al niente.

Beninteso: padroni responsabili di cani e gatti ce ne sono, ve lo giuro. Sembrano quasi figure mitologiche, ma ne conosco. Ma buona parte continua indefessa nella sua convinzione che il proprio animale domestico debba vagare nella natura incontrollato.
Salvo poi scandalizzarsi se qualche selvatico più grosso e più cazzuto gli ricorda che il suddetto pet, in natura, diventa anch’esso passibile di predazione. Discorso vecchio come il cucco: finché è il mio gatto a massacrare uccelli va tutto bene, se passa il lupo allora apriti cielo. Antropocentrismo della peggior specie applicato al pet.

E adesso sgancio la bomba: che ci crediate o no, gli animali domestici liberi di vagare fanno di gran lunga più danni dei tanto vituperati cacciatori. Perché i cacciatori che non escono dal seminato della legge e delle regole, possono cacciare solo per pochi mesi l’anno. Perché il ventaglio delle specie cacciabili è molto limitato. Perché alcuni giorni della settimana vige silenzio venatorio. Perché il carniere è limitato. Perché in primavera e nella prima parte dell’estate, periodo di riproduzione, non a caso la caccia è chiusa. Perché in molte zone non si può cacciare.

Prendete i gatti, invece: sono messi nelle condizioni di vagare 365 giorni l’anno (366 negli anni bisestili), predano qualsiasi specie, senza limiti, anche in periodo riproduttivo, e spesso possono entrare anche in zone protette e di elevato interesse naturalistico. E sono svariati milioni. I cacciatori, invece, ad oggi in Italia sono poche centinaia di migliaia.

Che sia chiaro: questo non vuole essere un elogio alla caccia, né voglio trasformarmi in avvocato difensore dei cacciatori dopo averli massacrati con i miei articoli sul DdL Malan. Non sono bipolare, né schizofrenico. Solo un po’ pazzerello, a volte, ma non quando parlo dei miei argomenti. Né è mia intenzione sminuire l’impatto che questo DdL potrà avere, DdL che secondo me travalica quella che può essere una “giusta” tolleranza per chi pratica attività venatoria secondo la legge attualmente (ancora per poco) vigente.

Scrivo questo articolo per farvi capire che non esiste un solo problema da affrontare. I drammi che affliggono il mondo naturale sono innumerevoli, procedono su binari paralleli e – purtroppissimamente! – uno non ne esclude altri. Personalmente sono molto amareggiato per questo DdL, che va davvero troppo oltre: c’è chi leggendo i miei pezzi avrà pensato che sono l’ennesimo animalista invasato, ma chi mi conosce davvero sa: sono tutto fuorché questo e ho sempre ragionato in modo scientifico. Sono contro il DdL Malan ma sono ancor più affranto nel vedere come persone ottuse, ignoranti, ignare, talvolta semplicemente prepotenti, arroganti, in buona e/o in malafede, continuano a permettere ai propri animali domestici di decimare la fauna selvatica.

E adesso, chiedo a tutti coloro che in questi giorni erano in piazza a manifestare contro il DdL Malan gridando ai microfoni e stracciandosi le vesti: siete così ligi e coerenti anche nel gestire il vostro cane e/o il vostro gatto? Protestate contro la caccia, ma magari poi lasciate liberi i vostri gatti di predare uccelli selvatici nascondendovi dietro il mantra che “è la sua natura”?
Perché se siete lì a protestare contro il DdL ma non siete consapevoli (o non volete esserlo) dei danni che i vostri animali domestici provocano alla fauna selvatica, la stessa fauna selvatica di cui vi preoccupate solo quando si tratta di cacciatori, allora non siete molto coerenti.
Perché un gatto gestito male è peggio di un fucile.

27/06/2026

Il nidiaco spiegato — e come proteggere
i giovani pettirossi al loro primo salto. 🐦

Il pettirosso attraversa cambiamenti rapidi
in poche settimane.
Riconoscere la fase in cui si trova
può fare la differenza tra salvarlo e danneggiarlo.

LE 4 FASI:

1. NEONATO (0-6 giorni)
Piccolo, rosa, quasi senza piume.
I genitori lo riscaldano e lo nutrono nel nido.

2. GIOVANE NEL NIDO (7-13 giorni)
Le piume crescono, gli occhi si aprono.
Si allunga, batte le ali, si prepara a partire.

3. NIDIACO (14-20 giorni) — LA FASE CRITICA
Lascia il nido e salta sul terreno.
Questa è la fase del nidiaco.
I genitori lo seguono ancora, lo nutrono
e lo proteggono da terra.

4. GIOVANE INDIPENDENTE (3-6 settimane)
Piume più robuste, più sicuro di sé.
Impara ancora dai genitori.

LA LINEA DEL NIDIACO:
Un nidiaco raramente si allontana molto dalla copertura vegetale
perché si sente più sicuro vicino agli arbusti
e può tornare rapidamente al riparo.
Se vedi un pettirosso giovane poco oltre la vegetazione,
è normale — i genitori lo stanno ancora nutriendo.

Come puoi aiutare:

Osserva da lontano — i genitori smettono
di portare cibo se ci sono persone o animali troppo vicini.

Tieni cani e gatti in casa — sono la principale
minaccia per i nidiaci al suolo.

Controlla prima di tagliare il prato —
i nidiaci si nascondono nell'erba e negli arbusti.

Lascia qualche angolo selvatico —
arbusti, lettiera di foglie, copertura vegetale
offrono rifugio e sicurezza.

Cosa NON fare:
Non raccoglierlo — non ne ha bisogno e può farsi male.
Non rimetterlo nel nido — non ci tornerà
e può subire ferite.
Non dargli da mangiare — i genitori forniscono
il cibo giusto per le sue esigenze.
Non "ripulire" troppo — un po' di selvatico
fa bene alla natura.

Se è davvero in difficoltà
(ferito, freddo, rigido, sanguinante)
contatta la LIPU o il CRAS più vicino.

I nidiaci stanno imparando, non sono persi.
Un po' di spazio. Un po' di pazienza.
Una grande differenza. 🌿

Lo diciamo da anni: i gatti devono stare in casa. Sono stati selezionati dall'uomo come gatti domestici ( domus= casa)pe...
27/06/2026

Lo diciamo da anni: i gatti devono stare in casa. Sono stati selezionati dall'uomo come gatti domestici ( domus= casa)per stare in casa o nelle immediate vicinanze e non per girovagare liberi sul territorio.
Anche perché oltre ad arrecare un grosso danno alla biodiversità corrono loro stessi parecchi rischi: veleni, incidenti automobilistici, cacciatori che li eliminano perché entrambi vanno a caccia delle stesse prede, ecc.
AMI IL TUO GATTO? TIENILO IN CASA (almeno la notte)!

Indirizzo

Via Rio Fantino1/1
Lugo
48022

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