26/10/2021
Comunicato sulla Istanza n. 1
Il Comitato Verità e Libertà Lugo di Romagna (CVL Lugo) ha protocollato la sua prima istanza.
Per meglio capirne la richiesta facciamo un passo indietro.
Il nostro vicepresidente aveva, prima della nascita del CVL Lugo, già inviato un FOIA (acronimo di Freedom of Information Act, ovvero una “richiesta di accesso agli atti”) in cui chiedeva a vari enti (comune, prefettura, regione….) l’ordinanza in cui veniva dichiarata l’emergenza di livello A per il comune di Lugo ed il numero di protocollo della stessa nell’Albo Pretorio prima della dichiarazione del 31 gennaio 2020 di emergenza nazionale emessa dal governo Conte.
Le risposte ricevute sono risultate evasive per non ammettere la mancanza dell’atto.
Perché questa richiesta specifica?
Perché la costituzione convalida lo stato di emergenza nazionale solo in due casi:
il primo in caso di guerra.
Il secondo per un pericolo sanitario ed anche qui sono contemplati altre due casistiche.
La prima che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiari un pericolo di livello massimo per la salute umana e si tratta del livello 6 nella scala di gravità usata dall’OMS.
Livello mai neanche sfiorato in quanto non ha mai dichiarato la pandemia, ma un più banale “RISCHIO PANDEMICO” (livello 1 o 2).
La seconda casistica è quella che ci interessa.
Questa, parte dai comuni, ed arriva crescendo allo stato, facciamo un esempio:
nel comune Pinco Palla la gente si ammala di un morbo mortale, il numero dei degenti sale e vengono coinvolti i comuni vicini e via via in crescendo di città in città.
Ogni comune dichiara lo stato di emergenza che viene classificato di livello A (comunale).
A questo punto in regione si hanno molte richieste ed una evidente copertura del morbo su gran parte del territorio e quindi decide di richiedere a sua volta lo stato di emergenza, che in questo caso è di livello B (regionale).
Ma il morbo è inarrestabile e coinvolge svariati territori con evidente propagazione sull’intera pen*sola e conseguentemente sono molte le regioni, spinte dalle tante richieste dei comuni interni, ad attuare l’emergenza di livello B.
Ora il governo italiano, grazie alle numerose richieste regionali, può emanare lo stato di emergenza nazionale di livello C.
Riassumendo:
l’iter è: comune livello A, regione livello B, stato livello C e non può essere cambiato o saltarne delle parti.
Al 31 gennaio 2020 quando Conte instaurò lo stato di emergenza, nessun comune e nessuna regione ne aveva fatto richiesta, tanto meno l’OMS aveva raggiunto il livello 6.
Anzi i nostri governanti andavano ad “abbracciare i cinesi” ed i telegenici "virologi" dichiaravano nessun rischio per l’Italia.
E’ evidente la totale illegalità dello stato di emergenza su cui si basano tutti i procedimenti successivi.
Il tutto rafforzato oggi dopo che l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha ufficialmente indicato in 3783 i morti PER covid, mentre gli altri cento e più mila con una età media di 80 anni ed una o più patologie annesse, son deceduti CON covid e, forse, a causa del famoso “tachipirina e vigile attesa”.
Ciò premesso, Il Comitato Verità e Libertà Lugo CHIEDE al Sindaco:
• di adempiere al suo dovere di informare la popolazione che l’emergenza non c’è e la vita deve scorrere come sempre: infatti, Sindaci, prefetti e presidenti di Regione, hanno il preciso compito di informare i cittadini sui reali rischi in base ai dati epidemiologici (malati con diagnosi) e non virologici (positività al tampone), nonché sulla effettiva non applicabilità dei decreti-legge emessi per gestire l’emergenza laddove non sia stata dichiarata emergenza alcuna.
Ricorda infine che il Sindaco, nell’esercizio delle sue funzioni, è personalmente responsabile sotto il profilo penale, civile, amministrativo ed economico delle conseguenze delle sue azioni e pure delle sue omissioni.