15/07/2026
IL CONSIGLIO COMUNALE DI IERI
Prima ancora di entrare nel merito dei punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale di ieri, vogliamo partire da quello che, ancora una volta, riteniamo essere l’aspetto più importante: la scarsa presenza dei cittadini.
Lo ripetiamo da tempo, partecipare ai Consigli comunali significa seguire direttamente la vita amministrativa del proprio paese. È proprio in Consiglio che si svolge il confronto pubblico, che maggioranza e opposizione espongono le proprie posizioni e che ogni cittadino può verificare, senza filtri, l’operato dell’Amministrazione e delle forze politiche presenti.
Eppure, anche ieri, fatta eccezione per una sparuta presenza di persone comunque vicine ai due schieramenti, i cittadini erano sostanzialmente assenti.
Questo è un problema che va ben oltre la politica.
Quando manca la testimonianza diretta dei cittadini, qualsiasi racconto successivo rischia inevitabilmente di diventare una contrapposizione tra versioni, noi raccontiamo ciò che abbiamo visto e osservato dal nostro punto di vista, che riteniamo naturalmente veritiero e coerente con quanto accaduto; la maggioranza può fornire la propria interpretazione. E alla fine il rischio è che tutto si riduca all’ennesima polemica sui social, senza un reale valore informativo.
Per questo, ci limiteremo a raccontare i principali punti affrontati e le osservazioni che abbiamo formulato nel merito, senza soffermarci su episodi e situazioni avvenute durante la seduta che non ci sono piaciuti e che, a nostro avviso, poco hanno a che vedere con il contesto nel quale ci trovavamo.
ELEZIONE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE
Sul primo punto abbiamo scelto di leggere una nota utilizzata dall’allora opposizione di sinistra, nel 2012, quando, per la prima volta, venne istituita ed eletta questa figura nel Comune di Luco dei Marsi. In quella circostanza l’opposizione di allora, non condividendo quella scelta, decise di abbandonare l’aula, cosa che noi non abbiamo chiaramente fatto per non mancare di rispetto all’assise pubblica, ma che, appunto, qualche anno fa la stessa opposizione di sinistra ha messo in atto nei confronti della maggioranza di destra.
L’unico elemento che riteniamo oggettivamente rilevante è che la persona eletta a Presidente sia la medesima, verrebbe da dire “buona per tutte le stagioni”, sia nelle versioni di destra che di sinistra.
È utile ricordare un dato oggettivo, nei Comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti la figura del Presidente del Consiglio non è OBBLIGATORIA.
L’art. 39, commi 1 e 3, del D.Lgs. n. 267/2000 prevede infatti che lo Statuto possa istituire tale figura e che, salvo diversa previsione statutaria, il Consiglio sia presieduto dal Sindaco.
E qui mettiamo un punto. Perché ci sarebbe altro da dire, ma abbiamo scelto di attenerci ai fatti.
È stato eletto Presidente del Consiglio comunale il consigliere Fiorenzo Ciocci.
VARIAZIONE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2026/2028
Il secondo punto riguardava la ratifica della deliberazione di Giunta comunale n. 62 del 21 maggio 2026 "Variazione Urgenza al Bilancio di previsione 2026/2028"
Su questo punto abbiamo espresso diverse osservazioni e, per comprendere pienamente la questione, abbiamo evidenziato la necessità di leggere la delibera n. 62 insieme alla delibera n. 64 del 21 maggio 2026, relativa alla perizia di variante per i lavori di demolizione e ricostruzione della scuola dell’infanzia Rodari, il nostro asilo.
Parliamo di lavori che, purtroppo, si trascinano ormai da anni.
La delibera n. 64 approva una variante tecnica e suppletiva motivata, negli atti, da circostanze definite “impreviste e imprevedibili” emerse durante l’esecuzione dei lavori.
In termini semplici, il percorso illustrato riguarda il passaggio dal Conto Termico 2.0 al Conto Termico 3.0, con l’obiettivo di ottenere ulteriori miglioramenti e maggiori fondi dal GSE.
Ma proprio qui, secondo noi, sorgono alcune domande che meritano risposte chiare.
Il contributo legato al Conto Termico 3.0 è già formalmente riconosciuto oppure, allo stato attuale, rappresenta ancora una mera previsione? Questo perché, nella proposta di deliberazione, non risultava allegata alcuna documentazione del GSE, né domanda, né prenotazione, né altro atto idoneo a dimostrare l’effettiva concessione dell’incentivo.
E questo aspetto non è secondario, perché, ai sensi dell’art. 179, comma 3-bis, del D.Lgs. n. 267/2000, l’accertamento delle entrate deve essere fondato su un titolo giuridico che consenta di individuare con chiarezza la ragione del credito, il soggetto debitore, l’ammontare e la scadenza dell’entrata. In altre parole, nella proposta di deliberazione e negli atti contabili dovrebbe essere sempre possibile ricostruire con precisione la fonte, l’importo e il presupposto dell’entrata.
Il rischio, in mancanza di tale chiarezza, è quello di iscrivere in bilancio entrate ancora non consolidate, con la possibilità di generare ulteriori residui attivi.
La necessità della variante deriva interamente da elementi realmente imprevedibili oppure, almeno in parte, da scelte progettuali intervenute successivamente?
Il punto, per noi, però non riguarda soltanto i 338.000 euro che con questa variazione vengono portati in bilancio.
Il vero tema è anche un altro, da anni Luco dei Marsi è priva della sua scuola dell’infanzia definitiva e, nonostante il lungo percorso progettuale e amministrativo già affrontato, oggi ci troviamo ancora a discutere di una variante e quindi di un’ulteriore modifica al progetto e quindi di un prolungamento dei tempi.
Crediamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere se tutto questo fosse evitabile, quali siano state esattamente le cause che hanno determinato questa situazione e se esistano responsabilità nelle scelte compiute lungo il percorso.
Questo, per noi, è il vero nodo politico.
Durante la seduta abbiamo posto domande e formulato osservazioni anche di carattere tecnico e contabile. Alla luce di quanto emerso, abbiamo scelto di astenerci nella votazione.
PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO PER L’EFFICIENTAMENTO ENERGETICO
Un ulteriore punto sul quale abbiamo ritenuto necessario svolgere approfondite osservazioni riguarda la proposta di intervento ai sensi dell’art. 193, comma 2, del D.Lgs. n. 36/2023 e del D.M. MASE 7 agosto 2025, avente ad oggetto un’operazione di partenariato pubblico-privato per l’efficientamento energetico del patrimonio comunale.
La proposta, promossa da un operatore economico privato, riguarda interventi su immobili comunali, inizialmente individuati in cinque strutture: il Consultorio di via Mascagni, il Convento dei Cappuccini, la scuola elementare, la scuola media e la sede comunale.
Successivamente, il progetto è stato modificato con l’esclusione del Convento dei Cappuccini, motivata da criticità tali da determinare un’eccessiva dilatazione dei tempi. Il Consiglio si è quindi trovato a valutare una nuova configurazione dell’intervento, limitata a quattro immobili e con una conseguente variazione economica rilevante.
Su questo aspetto abbiamo posto una questione puntuale: la normativa prevede forme di pubblicità e consultazione del mercato per un periodo di 60 giorni, come avvenuto per il progetto originario approvato con deliberazione n. 36 del 29/12/2025.
Abbiamo quindi chiesto se, a fronte di una modifica che riteniamo sostanziale — e non meramente quantitativa — non fosse necessario procedere a una nuova pubblicazione, al fine di garantire pienamente i principi di trasparenza, concorrenza e parità di trattamento.
Il fatto che non siano pervenute proposte concorrenti nella fase relativa al progetto originario, infatti, non esclude, a nostro avviso, che una diversa configurazione dell’intervento possa suscitare l’interesse di altri operatori economici.
Nella deliberazione si afferma che la modifica “si configura come una parziale riduzione quantitativa che mantiene immutata la natura e la struttura economico-finanziaria dell’operazione” e che gli adempimenti di pubblicità sarebbero già stati assolti. Proprio su questo punto abbiamo chiesto su quale specifica valutazione tecnica e giuridica si fondasse tale scelta.
Si tratta di una fase preliminare, finalizzata all’individuazione di una proposta da porre a base di una futura procedura di gara e, come ribadito anche dall’assessore De Amicis, senza oneri diretti per il Comune.
Sul punto si è sviluppato un ampio dibattito che ha coinvolto anche gli uffici, dai quali sono arrivate rassicurazioni circa l’assenza, o comunque la minima entità, di rischi per l’Ente.
Il nostro intervento nasce proprio dalla volontà di coniugare un obiettivo che riteniamo condivisibile — l’efficientamento energetico del patrimonio pubblico — con il rispetto rigoroso delle procedure. Questo è, e resta, il ruolo dell’opposizione.
Gli altri punti all’ordine del giorno hanno riguardato prevalentemente passaggi formali che non hanno richiesto interventi particolarmente approfonditi, punti all'ordine del giorno che potete consultare nel nostro post precedente.
Non vogliamo annoiarvi con un resoconto infinito. Vogliamo però ribadire un concetto.
Il Consiglio comunale non dovrebbe essere un luogo seguito soltanto dagli addetti ai lavori, dai sostenitori della maggioranza o da quelli dell’opposizione. È il luogo pubblico nel quale si assumono decisioni che riguardano tutta la comunità.
Noi continueremo a svolgere il nostro ruolo, a fare domande, a chiedere chiarimenti e a esprimere le nostre posizioni.
Ma il nostro invito ai cittadini resta sempre lo stesso: partecipate ai Consigli comunali. Venite, ascoltate e fatevi una vostra opinione.
Perché la trasparenza più autentica non nasce dal post di una parte o dalla risposta dell’altra. Nasce dalla partecipazione diretta dei cittadini.
Nei prossimi giorni chiederemo ufficialmente all’Amministrazione di attivare la trasmissione in diretta streaming dei Consigli comunali, al fine di agevolare la partecipazione della cittadinanza. In questo modo ciascuno potrà seguire i lavori comodamente, nei tempi che ritiene più opportuni, e formarsi un’opinione diretta, libera e non condizionata.
Siamo certi che anche l’Amministrazione vorrà cogliere questa opportunità di maggiore trasparenza e condivisione nei confronti di tutta la comunità.