01/09/2026
Ci sono vittorie che non finiscono sui giornali. Ma cambiano il futuro.
Per l'Amarcord di questo mese ricordiamo una persona che ha trasformato il dolore in impegno, la memoria in responsabilità, la paura in coraggio: Rita Borsellino.
Oggi torniamo al 28 maggio 2003, quando fu ospite del Ceis in un incontro dedicato ai giovani dal titolo "La vita per la legalità".
Davanti a una sala gremita di studenti, Rita Borsellino non portò solo la testimonianza di una storia personale segnata dalla perdita del fratello Paolo. Portò un messaggio ancora attuale: la legalità nasce dalle scelte quotidiane, dalla responsabilità, dal coraggio di non voltarsi dall'altra parte.
Fu lei stessa a dire: «Io sono nata nel 1992», raccontando come l'assassinio di Paolo Borsellino avesse cambiato per sempre la sua vita, trasformandola in un impegno costante contro le mafie e per la difesa della dignità delle persone.
Il tema che accompagna questo settembre è "Le vittorie che nessuno vede". E quella di Rita Borsellino è una di queste. Perché ci sono vittorie che non fanno rumore: sono quelle di chi sceglie ogni giorno di educare alla legalità, di costruire relazioni fondate sul rispetto, di trasmettere ai giovani il valore della libertà e della responsabilità.
Negli anni abbiamo custodito e portato avanti questo impegno con incontri, pubblicazioni e progetti dedicati alla memoria e alla cultura della legalità, insieme a scuole, associazioni e istituzioni. Perché ricordare non significa guardare al passato, ma scegliere, ogni giorno, da che parte stare.
Da 50 anni accompagniamo giovani, famiglie ed educatori nella convinzione che le trasformazioni più profonde inizino da piccoli gesti quotidiani. Perché le vittorie che cambiano davvero la vita sono spesso quelle che nessuno vede, ma che lasciano un segno nelle persone e nelle comunità.