27/09/2026
DAVVERO QUESTO DECRETO LEGGE RISOLVERÀ I PROBLEMI DELLA SCUOLA?
E’ di questi giorni la proposta del governo Meloni di intervenire con un decreto-legge (a partire dal prossimo anno scolastico) per tentare di porre rimedi alla reale problematica della integrazione e inculturazione degli stranieri venuti in Italia e destinati a diventare cittadini a tutti gli effetti con pari diritti e doveri.
A parte la contraddizione in termini tra la forma utilizzata per questo intervento legislativo (ovvero il decreto legge da adottarsi secondo la Costituzione “in casi eccezionali di necessità e urgenza”) e la tempistica in cui dovrebbe entrare in vigore (l’anno scolastico 2027/2028) ci sono delle considerazioni che vorremmo fare.
Se non fosse perché la Presidente Meloni sente il fiato sul collo di Vannacci, che la sta superando a destra, potremmo anche condividere questa preoccupazione anche se tardiva.
I problemi della scuola, che ben conoscono gli insegnanti e meno i parlamentari, andrebbero affrontati in modo differente.
Proviamo a porci qualche domanda e abbozzare un tentativo di risposta:
E’ possibile realizzare in termini percentuali la presenza di stranieri in una classe?
E se in quel paese ci fossero poche nascite di bambini italiani si dovrebbe chiudere la scuola perché a maggioranza straniera?
In quali classi esiste il burqa o il niqab? E allora perché vietare qualcosa che non c’è perché già regolamentato per legge?
Perché attaccare e coinvolgere il Presidente della Repubblica Mattarella eguagliandolo a questa iniziativa propagandistica?
ANDIAMO CON ORDINE
Questa proposta non è realizzabile se non con buonsenso perché mancano edifici, insegnanti e risorse (investito solo il 4% del PIL per la scuola)
Perché impedire l’uso del burqa e niqab già vietati dalla “legge Reale 152/1975” che ne vieta l’uso nei luoghi pubblici?
Il Presidente della Repubblica Mattarella quando era Ministro (1989/1990) non ha proposto un decreto-legge bensì una semplice circolare nella quale si richiamava “la promozione di una educazione interculturale”.
E allora di cosa stiamo parlando?
Bene ha fatto il Presidente della Repubblica a ribadire l’art. 34 della Costituzione: “La scuola è aperta a tutti”. Essa deve aiutare a non alzare barriere, e generare coesione sociale.
Capiamo il tentativo maldestro delle destre di ricorrere alla differenza della razza, ma la società va da un’altra parte.
L’Italia potrebbe rinunciare al lavoro di tanti stranieri riemigrandoli nei loro paesi?