Circolo PD Bruno Garibaldi - Graffignana

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30/08/2026

Ci sono tanti modi di fare politica: c'è quella urlata, fatta di slogan e che non affronta i problemi reali e poi c'è quella di dedizione, di impegno discreto e costante. Ci sono tanti modi di "stare" sui social: c'è chi li utilizza per pubblicare informazioni e condividere riflessioni e c'è chi li usa per insulti gratuiti e inqualificabili. A Roberta Vallacchi, donna instancabile, preparata e vicina al territorio, rinnoviamo la stima e la gratitudine per l'impegno politico che porta avanti con grande passione e stigmatizziamo gli insulti che ha subìto sia come donna che per la sua personalissima vicenda di percorso oncologico che sta vivendo.

Quando uno uomo attraversa la storia e semina nel suo solco parole eterne, capaci di poesia, ecco allora che è tutta l'u...
08/08/2026

Quando uno uomo attraversa la storia e semina nel suo solco parole eterne, capaci di poesia, ecco allora che è tutta l'umanità a trarne giovamento.
Guccini non è stato solo un semplice cantautore. Egli ha saputo scrutare l'intimo della persona sino alla soglia del Mistero. Ecco perché il suo rapporto con il trascendente è sempre stato rispettoso fino a suscitare indignazione e sconcerto tra i benpensanti. "Ho visto la gente della mia età andare via lungo le strade che non portano mai a niente...nella ricerca di qualcosa che non trovano... è un Dio che è morto.
Nei miti dell'estate Dio è morto.
Ma penso che questa mia generazione é preparata a un mondo nuovo a una speranza appena nata. Ad un futuro che ha già in mano". Citare Nietzsche nella canzone "Dio è morto", non è stato un azzardo anche se l'intero apparato lo ha censurato. Un trittico denso di coraggiosa denuncia capace di svelare le contraddizioni di una società che si avviava al culto dell'opulenza.
La figlia Teresa ha riconosciuto al babbo di averle insegnato dove trovare le domande e come riconoscere l'autenticità delle risposte. Solo un poeta sa tenere per mano passato e futuro, vecchiaia e infanzia.
"I vecchi non sanno, nel loro pensiero, distinguere dai sogni il falso dal vero...e poi disse al vecchio con voce sognante: "mi piacciono le fiabe, raccontane altre".
"Radici di sapienza antica, vissuta con discrezione e garbo", ha testimoniato il card. Zuppi. "Servono giganti, ma non una grandezza coincidente con il successo o il potere, bensì la capacità di avere un cuore grande capace di donare senza possedere.
Una cerimonia laica che ha tenuto insieme, nel reciproco rispetto, percorsi e sensibilità differenti.
Buon cammino anima bella, sia solo luce a farti brillar come stella.

Ogni stagione ha i suoi fruttiIn un tempo nei quali si assiste ad una continua corsa ad apparire per essere visti e  ric...
18/07/2026

Ogni stagione ha i suoi frutti
In un tempo nei quali si assiste ad una continua corsa ad apparire per essere visti e riconosciuti, emerge la necessità di valutare con equa ragionevolezza la reale meritorietà per ricevere una benemerenza.
Tutto ciò è successo al nostro concittadino Giovanni Fazzi che oggi ha ricevuto il “Comazzino d’oro”. La consegna è avvenuta nella sala consiliare Pertusati nell’ambito della festa patronale di San Materno. La sua è stata una professione di medico di medicina generale esercitata per circa 40 anni a Merlino, Comazzo e Lavagna. Il dottor Fazzi ha costruito un rapporto con i pazienti caratterizzandolo dalla disponibilità e l’ascolto. Per molti è stato un vero punto di riferimento nei momenti delicati della vita di ciascuno.
Purtroppo a febbraio 2024 un malore lo ha costretto a rinunciare alla professione medica oltre alla carica di sindaco di Merlino ricoperta dal 2019 al 2026.
Una concentrazione di responsabilità che corre il rischio di sovrapporre i ruoli e per questo andrebbe scoraggiata specialmente nei piccoli paesi dove il medico esercita una fascinazione considerevole.
Congratulazioni al dottor Fazzi e grazie per aver dato prestigio anche al nostro paese che gli ha dato i natali.

18/07/2026

Durante la pandemia, 383 medici e odontoiatri sono morti per continuare a curare. Ieri Fratelli d’Italia ha deciso di premiare chi si rifiutò di farlo.

In Commissione Affari Sociali, alla Camera, è passato un emendamento della destra che riapre le porte dell’Albo ai sanitari radiati durante il Covid.

Parliamo di chi rifiutava il vaccino mentre lavorava accanto a pazienti fragili. Di chi prescriveva terapie antiscientifiche mentre negli ospedali si moriva.

Ecco chi vogliono riportare in corsia.

Per Fratelli d’Italia tutto questo si chiama “persecuzione”. La prima firmataria dell’emendamento parla addirittura di “caccia alle streghe”.

Io ricordo altro.

Ricordo le bare di Bergamo caricate sui camion militari.

Ricordo i medici che dormivano in auto per proteggere i figli dal contagio.

Ricordo i volti stremati dopo turni di dodici ore, gli operatori sanitari che crollavano per la stanchezza.

È un affronto. Ai 383 camici bianchi morti facendo il proprio dovere, alle loro famiglie, alle oltre 190mila vittime del Covid nel nostro Paese.

In Aula daremo battaglia.

Perché questa destra ha scelto ancora una volta da che parte stare: con chi voltò le spalle ai malati. Noi stiamo con chi li ha salvati. Oggi, come allora.

Giusto per puntualizzare ciò che è accaduto qualche giorno fa a Montecitorio con la mancata approvazione dell'emendament...
18/07/2026

Giusto per puntualizzare ciò che è accaduto qualche giorno fa a Montecitorio con la mancata approvazione dell'emendamento di maggioranza sulla legge elettorale, riportiamo quanto pubblicato dal deputato PD Furfaro (dedicato a tutti coloro che commentano senza conoscere i fatti):
“A scanso di equivoci e prima che vengano scritte falsità: il Partito Democratico ha votato a favore di tutti gli emendamenti del centrosinistra che chiedevano il ripristino pieno delle preferenze.
Abbiamo votato contro quello del governo, che prevedeva i capilista bloccati e penalizzava la rappresentanza femminile in Parlamento. Le preferenze o sono vere e per tutte e tutti o sono un trucco.”

LA MORTE COME SOUVENIR Non possiamo assistere silenti all'ultimo gesto compiuto da Erdogan durante l'assemblea di tutti ...
11/07/2026

LA MORTE COME SOUVENIR

Non possiamo assistere silenti all'ultimo gesto compiuto da Erdogan durante l'assemblea di tutti i paesi aderenti alla NATO.
Genera sgomento ma, non meraviglia, che un capo di stato abbia scelto una pi***la con relative munizioni come "omaggio" ai partecipanti al summit.
"Qualcuno ha detto che si tratta di un simbolo. Ma sono proprio i simboli a educare il mondo. Arrivano prima delle leggi, penetrano più in profondità dei discorsi, insegnano silenziosamente ciò che una civiltà considera normale. E quel dono insegna che il potere deve riconoscersi nel metallo di una pi***la. Che un uomo importante è un uomo armato. Che tra governanti ci si può rendere omaggio consegnandosi, con eleganza, la possibilità della morte (card. Domenico Battaglia)".
Del resto ognuno ha gli amici che si merita e non a caso il capo di stato turco è stato indicato come modello dal peggiore presidente americano che ne ha declamate le doti.
Il messaggio è chiaro: il riarmo non è più un deterrente, è un imperativo.
Siamo tutti consapevoli di aver vissuto 80 anni di prosperità grazie alla pace ma ora emerge come inquietante prospettiva la falsa e fuorviante affermazione di Vegezio "si vis pacem para bellum", se vuoi la pace prepara la guerra.
Il "dono" di Erdogan ha letteralmente spiazzato i capi di stato...tra chi lo ha rifiutato (il capo di stato tedesco e quello inglese), chi lo ha consegnato alla polizia (premier belga e la presidente della commissione europea) e chi lo ha accettato e lo conserverà come dono di stato (il presidente Meloni).

La festa dell'Unità di Brembio è ormai una bella realtà consolidata ed una favorevole occasione di incontro...grazie a P...
04/07/2026

La festa dell'Unità di Brembio è ormai una bella realtà consolidata ed una favorevole occasione di incontro...grazie a PD Brembio per l'organizzazione, ogni anno ricca di piccole novità che rendono lo spazio vivo e accogliente, e per i dibattiti sempre di buon livello.
Anche quest'anno abbiamo riconfermato la consuetudine che ci vede condividere come circolo una serata in compagnia con buon cibo, buon vino, tanta musica e proficui scambi di opinioni...serata 🔝.

ACQUA...UN BENE PREZIOSO PER TUTTINei giorni scorsi è comparso questo cartello sulla casa dell'acqua...ma quali sono i m...
30/06/2026

ACQUA...UN BENE PREZIOSO PER TUTTI

Nei giorni scorsi è comparso questo cartello sulla casa dell'acqua...ma quali sono i motivi della sospensione di un servizio decennale di cui usufruivano molte famiglie del paese?

Festa patronale dei S.S. Pietro e PaoloForse non tutti sanno che i nostri confinanti a sud, i banini, erano soliti chiam...
27/06/2026

Festa patronale dei S.S. Pietro e Paolo
Forse non tutti sanno che i nostri confinanti a sud, i banini, erano soliti chiamarci “ mangia cucù” per via del fatto che il volatile, che abita i nostri boschi una volta ricchi di sentieri ben tenuti e puliti, iniziava ad amoreggiare a maggio e finiva a giugno.
Di contro i graffignanini li apostrofavano con l’epiteto “cuturni” cioè “stivali” per la loro commistione con la collina.
Per noi però il mese di giugno non era solo l’inizio dell’estate, della fine della scuola, delle vacanze e dei campi biondeggianti, ma era anche la festa patronale.
Fino agli anni ’80 fu vissuta dal paese come l’appuntamento socio/religioso più importante. Infatti si svolgeva la fiera del bestiame, si allestivano le bancarelle con annesse giostre, autopiste, dischi volanti. Insomma c’erano tutti gli ingredienti necessari ad una grande festa patronale. Si diede inizio alla prima esperienza espositiva organizzata dalla Pro-Loco dal titolo: “Graffignana che lavora” (1984)
Col passare del tempo la centralità è stata posta sulla Sagra della Vittorina per vari motivi. Ciò che non è cambiato è l’entusiasmo dei graffignanini di ricordare le proprie origini. Forse chi avrà aggiunto Paolo sapeva che un solo Santo non era sufficiente per gente come noi.
La Parrocchia fu fondata dai Certosini nel 1396 come dono dei Visconti per la costruzione della Certosa di Pavia. Essa era dedicata solo a San Pietro. Dopo il concilio di Trento del 1545 la Parrocchia venne intitolata agli apostoli Pietro e Paolo a partire dal 1583. I Certosini lasciarono la comunità di Graffignana nel 1792. Tutto ciò è descritto dal bellissimo intarsio di marmo policromo chiamato “paliotto” che si trova sotto il tabernacolo dell’altare maggiore. Ai lati si vedono in modo evidente la figura di Pietro con le chiavi e di San Girolamo con il teschio traduttore della Bibbia dall’Ebraico e dal Greco al Latino. (IV-V sec.)
Buona festa patronale a tutti.

25 giugno 1946 – 25 giugno 2026“La democrazia è il diritto ad avere diritti” (Hannah Arendt)Ottant’anni come oggi l’Asse...
25/06/2026

25 giugno 1946 – 25 giugno 2026
“La democrazia è il diritto ad avere diritti” (Hannah Arendt)
Ottant’anni come oggi l’Assemblea costituente composta da 556 padri e madri costituenti eletti il 2 giugno 1946, aveva scelto tra loro chi avrebbe scritto tecnicamente il testo costituzionale. Ne furono indicati 75, e di questi 70 uomini e 5 donne. Tra gli uomini ne ricordiamo alcuni giganti se confrontati con gli attuali bonsai che frequentano le aule parlamentari: De Gasperi, Dossetti, La Pira, Moro, Fanfani, Vanoni, Taviani, Togliatti, Terracini, Calamandrei, Amendola, Nenni, Pertini e Saragat (1° Presidente dell’Assemblea costituente).
Le cinque donne furono: Nilde Iotti, Teresa Noce (P.C.I.) Maria Federici, Angela Gotelli (D.C.), Angelina Merlin (P.S.I.). Ognuna di esse incise direttamente nel testo con integrazioni e modifiche.
Iotti prima donna Presidente della Camera.
Maria Federici introdusse la parità di accesso ai pubblici uffici e di retribuzione.
Infine la Merlin fece aggiungere la parola “sesso” all’art. 3 dove si dice: “…senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione e opinione politica. Oltre alla chiusura delle case di tolleranza avvenuta nel 1958.
Unico comune divisore di queste donne fu la medesima militanza come partigiane e quindi animate dalla stessa passione per la libertà e la democrazia tanto desiderata dopo la fine del ventennio fascista.
Bene ha fatto oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a definire la Costituzione come un “solenne patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano”, sottolineando come la Repubblica (da res-publica = cosa pubblica) è di tutti e respingendo l’idea fuorviante, che la Carta sia un fragile compromesso, anziché sintesi feconda tra culture politiche differenti, unite dal comune desiderio che “il volto della Repubblica sia un volto umano”.
Viva l’Italia, viva la Costituzione.

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