25/06/2026
25 giugno 1946 – 25 giugno 2026
“La democrazia è il diritto ad avere diritti” (Hannah Arendt)
Ottant’anni come oggi l’Assemblea costituente composta da 556 padri e madri costituenti eletti il 2 giugno 1946, aveva scelto tra loro chi avrebbe scritto tecnicamente il testo costituzionale. Ne furono indicati 75, e di questi 70 uomini e 5 donne. Tra gli uomini ne ricordiamo alcuni giganti se confrontati con gli attuali bonsai che frequentano le aule parlamentari: De Gasperi, Dossetti, La Pira, Moro, Fanfani, Vanoni, Taviani, Togliatti, Terracini, Calamandrei, Amendola, Nenni, Pertini e Saragat (1° Presidente dell’Assemblea costituente).
Le cinque donne furono: Nilde Iotti, Teresa Noce (P.C.I.) Maria Federici, Angela Gotelli (D.C.), Angelina Merlin (P.S.I.). Ognuna di esse incise direttamente nel testo con integrazioni e modifiche.
Iotti prima donna Presidente della Camera.
Maria Federici introdusse la parità di accesso ai pubblici uffici e di retribuzione.
Infine la Merlin fece aggiungere la parola “sesso” all’art. 3 dove si dice: “…senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione e opinione politica. Oltre alla chiusura delle case di tolleranza avvenuta nel 1958.
Unico comune divisore di queste donne fu la medesima militanza come partigiane e quindi animate dalla stessa passione per la libertà e la democrazia tanto desiderata dopo la fine del ventennio fascista.
Bene ha fatto oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a definire la Costituzione come un “solenne patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano”, sottolineando come la Repubblica (da res-publica = cosa pubblica) è di tutti e respingendo l’idea fuorviante, che la Carta sia un fragile compromesso, anziché sintesi feconda tra culture politiche differenti, unite dal comune desiderio che “il volto della Repubblica sia un volto umano”.
Viva l’Italia, viva la Costituzione.