15/09/2026
PROSEGUE LA MOBILITAZIONE POPOLARE IN DIFESA DELL’OASI URBANA DI VIA GOITO
MERCOLEDÌ 16 SETTEMBRE, ORE 16
Presidio all’Auditorium P. Ognissanti di Corea, in occasione del Consiglio Comunale
VENERDÌ 18 SETTEMBRE, ORE 10
Presidio davanti alla Prefettura, in occasione della riunione del COSP
La salvaguardia integrale dell’oasi urbana di via Goito non è un problema di ordine pubblico. È una questione politica, ed è la politica che deve affrontarla.
Il Comune di Livorno, in contrasto con quanto previsto dalla Legge Regionale sul consumo di suolo e dal Regolamento UE 2024/1991, ha deciso di consentire l’abbattimento di centinaia di alberi e la distruzione di un’oasi urbana di sei ettari, sopravvissuta finora alle pressioni degli interessi edificatori privati.
Dal 2017, anno della tragica alluvione, a oggi si è continuato a cementificare e costruire senza interruzione.
La decisione di abbattere l’oasi urbana di via Goito è una scelta politica che l’attuale Giunta ha deciso di confermare. Il possibile sgombero dei cittadini e dei residenti che da quattordici anni la difendono sarebbe la conseguenza diretta di questa scelta.
L’impresa Frangerini ha dichiarato pubblicamente di voler costruire un nuovo quartiere, prospettiva che finirebbe per contraddire, come già accaduto anche nel recente passato con l’esperienza del Levante, gli stessi indirizzi dichiarati dal Comune.
Noi sappiamo bene come potrebbe andare a finire. Pensare di poter realizzare palazzi di quattro piani, strade, parcheggi, rotatorie e altre opere nel 2% dell’area, lasciando intatto tutto il resto, significa sottovalutare l’impatto reale dell’intervento e l’intelligenza dei livornesi.
Mercoledì pomeriggio, durante il Consiglio Comunale, sarà discussa una mozione che chiederà alla Giunta di aprire immediatamente un tavolo istituzionale per valutare il trasferimento degli indici edificatori su un’altra area già urbanizzata.
È una proposta di buon senso, sostenuta da migliaia di cittadini scesi in piazza sabato 5 settembre. Anche noi saremo presenti.
Venerdì mattina saremo inoltre davanti alla Prefettura, in occasione della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Si vorrebbe così ricondurre a un problema di ordine pubblico una mobilitazione di massa, radicata nel territorio da quattordici anni e sostenuta anche da precise prescrizioni legislative.
È stato invitato il costruttore Frangerini, che non è ancora formalmente proprietario dell’area, ma non sono stati invitati i rappresentanti delle migliaia di livornesi che hanno partecipato alle recenti manifestazioni, sottoscritto petizioni e difeso per anni il patrimonio ambientale della città.
Per questo abbiamo inviato una richiesta formale di partecipazione.
Non si tratta semplicemente di aprire un canale di comunicazione con il Prefetto. Considerato che il rappresentante del Comune, il Sindaco, si è già schierato pubblicamente a sostegno degli interessi legati all’edificazione dell’area, chiediamo di poter esprimere la nostra posizione in una riunione ufficiale alla quale, al momento, risulta invitata soltanto la parte che rappresenta l’interesse privato.
La difesa dell’oasi urbana di via Goito non è una questione di ordine pubblico: è una scelta di futuro per tutta la città.