05/03/2021
LETTERA APERTA AL SEGRETARIO NICOLA ZINGARETTI
Caro Nicola,
apprendiamo con apprensione la notizia delle tue dimissioni dall’incarico di Segretario Nazionale, sancito nelle primarie del 2019 con la nettissima maggioranza dei voti.
Nel 2019 hai assunto la guida di un Partito Democratico uscito tramortito dall’esperienza isolazionista e monarchica del renzismo, umiliato nelle elezioni politiche del 2018 e abbandonato dalla gran parte dell’elettorato di centro sinistra.
Hai condotto l’opera di ricostruzione di una prospettiva autenticamente progressista con determinazione, costanza e pazienza, nel segno dell’unità del Partito, scopo per il quale ti sei fatto carico con continuità del dialogo e del confronto interno.
La roboante scissione di IV nel 2019 – pur menomando i Gruppi Parlamentari - non ha minimamente indebolito il Partito in termini di consenso popolare. Come dimostrano i risultati elettorali lusinghieri e non scontati ottenuti dal PD alle regionali del 2020.
Il PD, anche grazie alla leale partecipazione al governo Conte II, ha efficacemente contrastato la destra sovranista (antieuropeista, delle promesse facili e dei porti chiusi), ha favorito un deciso cambiamento del M5S, ha fattivamente concorso a contrastare l’epocale crisi sanitaria e i devastanti effetti economici del Covid 19, ha dimostrato quanto sia importante l’appartenenza all’Unione Europea (anche, ma non solo) per il supporto che questa può offrire nei momenti più difficili.
Col governo Draghi si apre un nuovo capitolo dello stesso racconto, una nuova via dello stesso percorso. Ed è ancora più importante rimarcare l’importanza di un progetto di coalizione di centro sinistra e sottolineare la distanza con forze politiche di destra che, pur partecipi del governo, sono politicamente del tutto alternative rispetto a noi.
Al contempo, abbiamo visto provenire da una parte degli alti ranghi del PD incessanti attacchi, accuse pretestuose, pressioni dannose. Insomma la solita guerriglia, con un solo, preciso scopo: indebolirti, aprire una falla nel partito, farlo nuovamente sterzare al centro o meglio verso una destra “moderata” (qualunque cosa voglia dire), eliminando le tracce di un nuovo, necessario, corso di centro sinistra, peraltro ancora embrionale. Un gioco al massacro a cui peraltro non sono estranee anche finalità opportunistiche e personalistiche.
Crediamo che questo piano – per di più cinicamente condotto durante la difficilissima fase di pandemia riacutizzata – non debba portare alcun beneficio ai suoi autori, agli esecutori della recente (ma in realtà vecchissima) tecnica della stilettata quotidiana.
Perciò, nel confermarti la nostra totale fiducia ed il nostro totale appoggio, ti chiediamo di ritirare le dimissioni o, almeno, di sottoporle al vaglio dell’Assemblea Nazionale convocata per il 13 e 14 marzo. Sappiamo di chiedere molto, ma crediamo che questa sia la cosa giusta da fare, nell’interesse del PD, della sinistra d’ispirazione progressista e del Paese.
W il PD, W l’Italia.