G A P Livorno

G A P Livorno Antifascismo, antimperialismo, internazionalismo, contro il traffico d’armi nei porti civili, indignarsi non basta più! È il momento di mobilitarsi!

Ci troviamo ancora una volta davanti a una scelta che riguarda il futuro dei nostri territori: l’ennesimo tentativo di a...
18/06/2026

Ci troviamo ancora una volta davanti a una scelta che riguarda il futuro dei nostri territori: l’ennesimo tentativo di avanzamento della militarizzazione, questa volta attraverso la richiesta di concessione di una banchina portuale da parte di DRASS, azienda attiva nella produzione di materiale bellico.

Una commessa da 1,4 miliardi di euro per la costruzione di sei sottomarini, e l’idea che il nostro porto possa diventare un’area di test per questi mezzi militari.

Siamo qui, fuori dal Varco Valessini, e non solo: anche dal mare, con le barche arrivate fino al Molo Italia, per ribadire una cosa semplice e chiara — questa è casa nostra. E sul nostro territorio decidiamo noi.

Se quella concessione dovesse essere approvata, continueremo a opporci con determinazione, attraverso tutti gli strumenti di mobilitazione e partecipazione dal basso, affinché questo porto e questa città non vengano trasformati in un’infrastruttura al servizio della guerra.

Le testimonianze ascoltate oggi ci ricordano il senso di responsabilità che abbiamo. Viviamo in una condizione di privilegio che non possiamo ignorare. E le storie che arrivano dalla Palestina, così come da altri popoli oppressi, ci ricordano e insegnano nuovamente che dobbiamo resistere contro la violenza sistemica e istituzionale.

Non saremo mai vostri complici.

18/05/2026

18 maggio 2026 sciopero generale dell’Unione sindacale di base.

Continuano i blocchi e le proteste contro il traffico di armi e la logistica di guerra, contro il genocidio in Palestina e in supporto alla Flotilla.

Ore 9.00 corteo in Piazza del Comune, Livorno. A fianco del popolo palestinese, fino alla vittoria.

Abbiamo ritenuto necessario interrompere la nostra partecipazione diretta alla missione a bordo della Global Sumud Floti...
08/05/2026

Abbiamo ritenuto necessario interrompere la nostra partecipazione diretta alla missione a bordo della Global Sumud Flotilla dopo il rapimento di 175 membri dell’equipaggio, avvenuto in acque internazionali europee, da parte del regime israeliano. Due compagni, Thiago e Saif, risultano ancora detenuti e sottoposti a violenze e torture nelle carceri israeliane, mentre le istituzioni europee e italiane continuano a voltarsi dall’altra parte, limitandosi , quando va bene, a dichiarazioni simboliche e prive di qualsiasi conseguenza concreta.
Di fronte a questa complicità politica e a questa indifferenza istituzionale, riteniamo che il luogo più efficace da cui agire oggi sia il nostro territorio.
Da qui continueremo a pretendere la liberazione immediata di tutti i prigionieri palestinesi ingiustamente detenuti nei cpr e nelle carceri italiane assieme a quella dei compagni Thiago e Saif prigionieri del regime sionista.
Da qui continueremo a denunciare e combattere ogni rapporto politico, economico e militare con il regime sionista, responsabile del genocidio tuttora in corso contro il popolo palestinese.
Mentre una parte della missione continuerà via mare per rompere il blocco navale illegale imposto a Gaza e alla Palestina nel 2007, il nostro compito, come collettivo di lavoratori portuali, sarà rafforzare il fronte di lotta nei porti, nei territori e nei luoghi di lavoro.
Bloccare i traffici di armi, impedire il passaggio dei rifornimenti militari, interrompere le catene logistiche ed economiche che alimentano l’imperialismo occidentale e la macchina bellica israeliana: questo è il terreno su cui intendiamo agire. Perché ogni carico movimentato, ogni accordo commerciale, ogni silenzio istituzionale rende ancor più, il nostro paese, complice del massacro del popolo palestinese.
Per questo lavoreremo anche alla costruzione di uno sciopero generale reale e combattivo, capace di unire lavorator3, student3, movimenti sociali e tutte le realtà solidali con la Palestina in un percorso di mobilitazione permanente contro la guerra, il riarmo e la complicità del governo italiano con Israele.

Oggi centinaia di portuali sono scesi in piazza davanti al Ministero del Lavoro dopo lo sciopero nei principali scali it...
07/05/2026

Oggi centinaia di portuali sono scesi in piazza davanti al Ministero del Lavoro dopo lo sciopero nei principali scali italiani.

Da Genova a Livorno, da Trieste a Gioia Tauro, i lavoratori hanno riportato al centro una verità semplice: il lavoro portuale consuma il corpo, distrugge la salute e produce profitti enormi per armatori, multinazionali e filiere della logistica. Il riconoscimento del lavoro usurante non è una concessione. È il minimo.

Turni massacranti, lavoro notturno, carichi pesanti, ricatto continuo della produttività. Per anni hanno chiesto sacrifici in nome della competitività dei porti italiani, mentre chi lavora sulle banchine paga tutto sulla propria pelle.
La convocazione di un primo tavolo tecnico è un risultato della mobilitazione. Ma se oggi siamo ancora costretti a lottare per vedere riconosciuto come usurante un lavoro che logora il corpo ogni giorno, allora significa che qualcosa non ha funzionato per anni.

Troppo spesso il mondo sindacale si è presentato frammentato, diviso, incapace di costruire una forza comune reale. E mentre le sigle si separano, a perdere sono sempre i lavoratori e lavoratrici.
Noi crediamo che serva l’esatto contrario: unità nelle lotte, presenza reale nei porti, organizzazione dal basso e capacità di costruire mobilitazioni che sappiano parlare con una sola voce.
Perché quando l3 lavorator3 riescono davvero a unirsi, diventano una forza che questo sistema non può ignorare.
Ed è un discorso che va oltre i porti. Vale per il lavoro, vale per i diritti sociali, vale per tutte le battaglie che oggi vengono spezzettate, isolate e rese più deboli.

Il 18 maggio dovrà essere uno sciopero generale vero. Non una data simbolica. Non una passerella. Ma un momento reale di blocco, partecipazione e conflitto.
Senza chi lavora, questo sistema si ferma. Ed è proprio qui che sta la nostra forza.

Verso lo sciopero generale del 18 maggio.
Verso la manifestazione nazionale operaia del 23 maggio.

05/05/2026

Mentre continuano gli attacchi in Libano in violazione dell’accordo del cessate il fuoco, la propaganda del terrore di Trump che continua a minacciare e normalizzare l’annientamento di un popolo, quello iraniano, ci arriva la notizia da parte dello stato sionista che sarà estesa di altri 6 giorni la detenzione illegale per Saif e Thiago, compagni della .

Allo stesso tempo stanotte sono state prese di mira altra imbarcazioni della esattamente dalla stessa nave sionista che ha intercettato le nostre a largo delle coste greche, che da lì non se n’è mai andata. In questa evidente, ormai al mondo intero, israelizzazione di cui i nostri governi hanno permesso nel loro totale silenzio e complicità, ricordiamo che in Italia siamo complici dell’arresto di 7 compagni palestinesi: Anan Yaeesh, Ahmad Salem, Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yaser El-assaly, Ryad Albunstanji e Tarek Dridi.

Ricordiamoci le migliaia di persone palestinesi incarcerate senza capo d’accusa in detenzione amministrativa, come il medico palestinese Abu Safya che rischia la pena di morte e più centinaia di minori.

Per questo le mobilitazioni devono continuare sui territori per rompere qualsiasi tipo di rapporto complice con lo stato sionista. Ricordiamo le diverse mobilitazioni e scioperi presenti sul territorio toscano dal 5 all’8 maggio, e in particolare il 7 è stato chiamato sciopero generale su tutta la provincia fiorentina per la presenza dei vertici UE e dei ministri nella città.

Partecipiamo in tante e tanti contro il riarmo e disertiamo la guerra che ci opprime e che devasta intere popolazioni.

03/05/2026

Thiago e Saif restano in detenzione senza formale accusa contro i due attivisti, oltre ad aver operato illegalmente senza nessuna giurisdizione.

A Gaza continuano gli attacchi e i bombardamenti nonostante il cessate il fuoco dell’11 ottobre 2025, l’occupazione ha commesso, nel solo mese di aprile, 377 violazioni, causando 111 morti e 376 feriti.

Continua il piano di sostituzione etnica dei sionisti, mandando 240 persone dall’India in Palestina occupata.

Ribadiamo l’importanza degli scioperi lanciati dall’Unione Sindacale di Base del 5 (ferrovieri), 6 (scuola) e 7 (portuali), riportando al centro il tema della guerra e la complicità dei nostri governi. Ancora più importante sarà la presenza di tuttə alla grande manifestazione del 16 maggio per l’anniversario della Nakba e lo sciopero del 29 maggio contro la guerra e per la Palestina, lanciato dai compagni e compagne dei .it

Palestina libera 🇵🇸

01/05/2026

Le mobilitazioni avvenute in questi giorni per gli attacchi alla flotilla ci portano inevitabilmente a ricentrare il motivo per cui siamo qui. Noi torneremo a casa sanə e salvə, le persone in Palestina, in Libano in Iran e in tutti i paesi occupati, no. Loro continueranno a lottare per la vita e per la loro liberazione nel silenzio assordante della comunità occidentale, ed è qui che vogliamo concentrarci.

Vogliamo che ci sia coscienza del fatto che tutte le vite contano, che non ci siano popoli di serie A e di serie B. Vogliamo che l’indignazione per gli infami attacchi dei sionisti sia la stessa per l’oppressione che la Palestina vive da più di settant’anni. Vogliamo che la stessa mobilitazione venga fatta per i crimini impuniti commessi ai popoli oppressi del mondo.

Vogliamo che questa missione non sia il fine ma solo un mezzo per dare risonanza a chi ogni giorno cerca di spezzare le catene dell’occupazione.

Per la Palestina contro ogni oppressione, fino alla vittoria.

30/04/2026

Molte di noi sono arrivate in acque greche, ma 22 imbarcazioni sono state abbordate, alcune barche devastate dall’IOF ma senza arresti illegali.

Questo ci dimostra come lo Stato sionista continua ad agire senza impunità nel silenzio assordante degli Stati che gli permettono di agire in acque internazionali, in Europa.

Chiediamo agitazione permanente da tutte le città, dai collettivi solidali alla missione, ai sindacati di indire uno sciopero nazionale.

La missione continua, fino alla vittoria. Palestina libera!

29/04/2026

ATTENZIONE.

La flottiglia è sotto attacco.
Ci stanno abbordando in acquee internazionali, vicino alle coste greche.

Siamo statə intercettatə e accerchiatə da droni dell’IOF, interrompendo le comunicazioni di sos verso la Grecia.

29/04/2026

ATTENZIONE.

La flottiglia è sotto attacco.
Ci stanno abbordando in acquee internazionali, vicino alle coste greche.

Siamo statə intercettatə e accerchiatə da droni dell’IOF, interrompendo le comunicazioni di sos verso la Grecia.

Non è un episodio isolato.
È un atto deliberato per fermare chi rompe il silenzio e sfida il blocco.

Non possiamo restare a guardare.

Chiamiamo tutte e tutti alla mobilitazione immediata.
Scendiamo in strada, presidiamo porti, piazze, luoghi strategici.
Facciamo sentire che non passerà nel silenzio.

Ogni minuto conta.

La risposta è adesso.

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