18/06/2026
Ci troviamo ancora una volta davanti a una scelta che riguarda il futuro dei nostri territori: l’ennesimo tentativo di avanzamento della militarizzazione, questa volta attraverso la richiesta di concessione di una banchina portuale da parte di DRASS, azienda attiva nella produzione di materiale bellico.
Una commessa da 1,4 miliardi di euro per la costruzione di sei sottomarini, e l’idea che il nostro porto possa diventare un’area di test per questi mezzi militari.
Siamo qui, fuori dal Varco Valessini, e non solo: anche dal mare, con le barche arrivate fino al Molo Italia, per ribadire una cosa semplice e chiara — questa è casa nostra. E sul nostro territorio decidiamo noi.
Se quella concessione dovesse essere approvata, continueremo a opporci con determinazione, attraverso tutti gli strumenti di mobilitazione e partecipazione dal basso, affinché questo porto e questa città non vengano trasformati in un’infrastruttura al servizio della guerra.
Le testimonianze ascoltate oggi ci ricordano il senso di responsabilità che abbiamo. Viviamo in una condizione di privilegio che non possiamo ignorare. E le storie che arrivano dalla Palestina, così come da altri popoli oppressi, ci ricordano e insegnano nuovamente che dobbiamo resistere contro la violenza sistemica e istituzionale.
Non saremo mai vostri complici.