05/06/2014
L’indicazione di AmiAmo Livorno per il ballottaggio
Livorno ha analizzato le opzioni che si trova di fronte il proprio elettorato ed elaborato delle considerazioni. La nascita di AmiAmo Livorno nell’area politica di Andrea Raspanti non è casuale. La città che crede nel rispetto del lavoro, nell'impegno, nella ricerca e nello sviluppo, il tutto basato sul merito e sulla competenza, ci ha chiesto di rappresentarla nel progetto di sinistra progressista che solo in Andrea Raspanti poteva trovare un candidato Sindaco adeguato, in grado di operare il cambiamento di Livorno.
Le cose, come spesso accade, sono andate diversamente e l’imminente ballottagio impone un’indicazione. La prima domanda da porci proprio perchè ci è stata posta dai nostri elettori è: “Cosa è meglio fare per il futuro di Livorno?”.
Il PD livornese ha presentato e mai ritrattato un programma che vede tra i suoi punti chiave la nascita di un Nuovo Ospedale a Montenero e l’assenza di un progetto per l’Ospedale di Viale Alfieri, a cui tutta la città e tutte le liste (ad esclusione di quelle che sostengono Marco Ruggeri) sono contrarie. Questo significa che se e quando Marco Ruggeri venisse eletto, il Nuovo Ospedale partirebbe con tutti i disagi e problemi che sono stati enunciati in tema di delocalizzazione, problemi di fondi, project financing e metodo decisionale che ha supportato il progetto dall'inizio.
Il PD livornese ha intenzione di costruire Piazza del Luogo Pio, una porta storica del quartiere Venezia, portando avanti la scellerata politica di urbanizzazione iniziata dalle “riqualificazione” del Viale Italia con le sue improbabili baracchine nel progetto del’Architetto Di Francia e proseguita con la perdita di identità (e quindi di memoria) del Cantiere Navale Luigi Orlando.
Il PD livornese ha puntualmente ignorato la volontà dei livornesi espressa chiaramente tramite lo strumento referendario e della raccolta di firme. E' accaduto per il Nuovo Ospedale, la cui massiccia preferenza è stata ignorata e invalidata, per l'Off-shore, ora posizionato nel mezzo di tre parchi naturali dei cetacei dell'Arcipelago Toscano e della Meloria, per i molti comitati costituiti per la salvaguardia dei quartieri che sono stati puntualmente presi in giro.
Il PD livornese non ha detto come intende rilanciare Livorno, come intende dissociarsi dal suo passato nè da quali cariche e nomi intende distaccarsi per amministrare Livorno nel prossimo quinquennio. Livorno non può permettersi un'altro mandato caratterizzato da immobilismo, logica clientelare e conservatrice che l’ha portata al primo ballottaggio e a cui la nostra coalizione, come terza forza della città e formazione di sinistra, ha ampiamente contribuito.
Il PD non ha fatto alcun patto con Livorno che non siano promesse e slogan. A pochi giorni dal ballottaggio vengono snocciolati allettanti nomi di assessori a cultura, scuola e sport come specchietti per le allodole di un enunciato cambiamento, senza che ad oggi ci sia una presa di posizione sulle richieste fatte dai livornesi, sui problemi reali che la città deve affrontare a causa del pessimo operato di questa classe dirigente.
Siamo consapevoli che il Movimento 5 Stelle è l’altra realtà politica italiana che per metodo verticistico abbiamo avversato sin dall’inizio. A livello locale, tuttavia, il M5S si è presentato con un programma che ha significative analogie con quello della nostra coalizione e che, fuori da un panorama nazionale politico di riferimento, è logico indicare come destinatario di un’indicazione di voto. Lasciamo aperta ed impregiudicata la porta ad un’opposizione ferma da parte nostra sui punti non comuni, la richiesta di rispetto della democraticità, l’accesso alla trasparenza amministrativa e partecipativa e ai diritti politici che la nostra lista considera fondamentali (antifascismo, pari opportunità per razza, sesso e religione, pieno rispetto dei valori politici costituzionali).
AmiAmo Livorno ritiene che indicare la libera scelta lasci la strada aperta al PD livornese che da tale indicazione trarrebbe i maggiori vantaggi. Implica legittimare chi di tale posizione politica si è fatto scudo degli ultimi 20 anni di berlusconismo per dare vita al peggiore consociativismo e lasciare Livorno nel baratro in cui si trova.
Il momento di operare il cambiamento, di distruggere la rete di relazioni nascoste che ingabbiano le energie di Livorno e portare alla luce i veri problemi della città, è ora.
La scelta dell'8 giugno può quindi essere letta come una scelta referendaria e non solo in chiave politico amministrativa. In questo senso la nostra indicazione di voto è per Filippo Nogarin.