12/09/2025
Non eravamo filo-Biden ieri e non siamo filo-Trump oggi, ma questa tragica morte ci mostra quanto sia pericolosa la demonizzazione della patria e del sovranismo, pilastri imprescindibili della nostra comunità politica.
Assistiamo da tempo a persone che invece di ascoltare ed eventualmente dibattere, usano etichette affilate come lame: estremisti, cospirazionisti, nazionalisti e chi più ne ha, più ancora ne metta..
Oggi, in Italia, accade la stessa cosa: qualsiasi voce che difenda la famiglia, la fede, la patria e l'identità, viene immediatamente emarginata e silenziata in qualsiasi modo.
Non dimentichiamolo: quando i media, le istituzioni e i pennivendoli etichettano con puro odio, creano sempre terreno fertile per ogni tipo di violenza.
Charlie Kirk non è stato ucciso solo da un uomo armato, ma da un pensiero popolare di premeditata demonizzazione che lo ha trasformato de facto in un bersaglio umano.
D'altronde, se i sovranisti vengono sempre presentati come nemici della democrazia, allora qualsiasi forma di repressione contro di loro, sarà sempre arcobalenicamente giustificata.
Eppure il periodo pandemico avrebbe dovuto insegnarci che la libertà di espressione era già stata mutilata da quel maledetto pensiero unico globalista, eticamente corretto e politicamente corrotto.
Lo abbiamo osservato in Italia, ma anche in Romania, Francia e ovunque esistano persone che credono ancora in Dio, nella famiglia e nella nazione.
Se rimaniamo in silenzio, se accettiamo di essere messi a tacere, la morte di Charlie Kirk sarà vana.
Ma se ci uniamo, se abbiamo il coraggio di dire la verità, allora quella veritas continuerà a sopravvivere dentro ognuno di noi.