Anticamente l’area della biblioteca comunale, prospiciente l’attuale Piazza Raffaello, era sede dell’orfanotrofio affidato al Conservatorio delle donzelle recluse cui era annessa la chiesa di S.Antonio Abate. Nel 1862 il convento ospitava 8 novizie e godeva di una rendita annuale di 1384 lire che veniva utilizzata per le spese di culto, beneficenza ed insegnamento. Il conservatorio possedeva un gr
uppo di case attigue che facevano parte integrante dei servizi connessi al mantenimento delle donzelle. La chiesa di S.Antonio Abate era celebre per la festa in onore di San Sebastiano che veniva celebrata il 20 gennaio in forma solenne con una messa e con al relativa processione a cui partecipava gran parte della cittadinanza. Successivamente, l’area dell’edificio fu adibita ad asilo comunale (giardino d’infanzia) intitolato a Maria di Savoia (a Lentini il primo asilo infantile, fondato nel 1867, era stato istituito per ospitare gli orfani degli ammalati di colera ed era intitolato al principe Amedeo. Fu soppresso nel 1884) e tutte le suppellettili, gli arredi e le immagini sacre vennero disperse nelle varie chiese di Lentini. Il fercolo di S.Sebastiano e il quadro di S.Michele Arcangelo furono portati nella chiesa di S.Francesco di Paola, dove sono tuttora. La “vara” (il supporto, solitamente ligneo, che serve a sostenere il fercolo) sormontata da 4 colonne lignee, fu portata nella chiesa di S.Luca e qui servì come ornamento dell’altare maggiore sino al 1936 circa. In quell’anno il canonico Alfio Sferruzzo, modificando la struttura dell’altare, tolse la vara che venne rilegata nella sagrestia e smontata. Le colonne furono utilizzate per ornare gli altari laterali. Essendo parroco il reverendo Gozzo, furono apportate ulteriori modifiche alla chiesa e delle colonne si persero le tracce. Successivamente, sotto il parroco Radino, scomparve anche la cupola che sormontava la vara. Altri quadri della chiesa furono portati nella chiesa della Madonna del Carmine, dove sono tuttora conservati. L’area dell’antica chiesa, eliminata la gradinata d’accesso prospiciente l’attuale Piazza Raffaello, ospita la biblioteca comunale. Il vecchio convento intorno al 1908 venne trasformato in scuola media e successivamente divenne sede dell’Istituto Professionale per il Commercio. (Notizie tratte da "i luoghi della memoria" di C.Gula e F.Valenti – Ediprint)
Nella seduta del 18 luglio 1957 il Consiglio comunale di Lentini istituì la Biblioteca civica Riccardo da Lentini. Il patrimonio posseduto era stimato in 3.500 volumi, circa; la cifra comprendeva sia opere moderne che libri antichi. Si ha anche una stima della frequenza con una media di trenta lettori al giorno. Nel 1877 sarebbe avvenuta la chiusura della biblioteca e quindi la lenta dispersione per incuria del suo considerevole patrimonio. E difficile risalire a una causa che spieghi questa poco lodevole iniziativa, tranne che non si parli di una mentalità retriva che avrebbe avuto il sopravvento. In realtà in quella stessa epoca furono chiuse anche le scuole di cui la città si era dotata nel periodo immediatamente post unitario. L’avversione all’istruzione sarebbe durata a lungo, e avrebbe intercettato quell’altro momento cruciale nella storia siciliana che è la reazione al movimento dei Fasci dei lavoratori. In questa occasione si chiese esplicitamente che fosse impedito alle classi lavoratrici l’accesso alla istruzione. E a Lentini tale programma trovò applicazione durante la sindacatura Beneventano (1895 1898). La cura del patrimonio librario era l’ultimo dei pensieri di una simile classe dirigente; la città rimase priva di un centro culturale fino alla rinascita democratica del secondo dopoguerra. Oggi la biblioteca è comunale, fa parte a tutti gli effetti e come tutti gli altri uffici della struttura amministrativa del Comune. Il patrimonio librario ammonta a quasi 30.000 unità bibliografiche, tra i libri, pubblicazioni periodiche e altro. (Notizie tratte da www.lentinionline.it)
Servizi offerti: Consultazione in sede; prestito librario; prestito interbibliotecario; emeroteca.