Rinnovamento per il Territorio

Rinnovamento per il Territorio Movimento politico-culturale lentinese Rinnovamento. Rinnovamento, oltre che nei contenuti, soprattutto nei modi di fare politica. Il territorio come risorsa.

Partiti e movimenti hanno DNA differenti, i primi sono troppo spesso e sempre più autoreferenziali ed incatenati in recinti statutari, risultano ostaggio di rigidi schematismi e si nutrono freddamente di numeri e di gestione del potere all’interno delle loro stanze. I secondi, risultano liberi da schemi, spesso si muovono al di fuori ed indipendentemente dalla politica istituzionalizzata ma sono c

onnotati da una visione che guarda al calore delle relazioni umane ed alle esigenze reali dei cittadini. È proprio in quest’ottica che va interpretata l’alternativa. Una politica che vuole ambire a governare questo territorio non può limitarsi all’ordinaria amministrazione, che dovrebbe già includere fra i suoi obiettivi la restituzione alla comunità dei luoghi e dei momenti del dibattito e del dialogo, piuttosto che i luoghi dello stare insieme e la normale manutenzione della città tutta; impegni fondamentali, certo, ai fini dell’innalzamento della qualità della vita, ma una politica che sia degna di questa definizione non può non guardare necessariamente in prospettiva, estrapolando e sviluppando il senso stesso di questi luoghi ed i loro più profondi significati per ricostruirne l’immagine identitaria e definirne così la necessaria visione futura di crescita e sviluppo. Il presente documento si articola e si concentra sugli elementi cardine della nostra visione, allo stesso tempo impegno per la nostra attività al servizio della città: il “rinnovamento” dell’azione politica e la concezione del “territorio come risorsa”. Termine questo ormai inflazionato dallo spropositato utilizzo che ne hanno fatto tanti pseudopolitici a tutti i livelli. Tuttavia, nella città di Gorgia, ci sembra quantomeno opportuno, oggi più che mai, rievocare la potenza della parola e ripristinare la dignità ed i significati originali di questo e di altri vocaboli come territorio, uguaglianza, patrimonio, etica, libertà, fratellanza, umanità, diritti e rispetto. Alla luce della degenerazione etica delle forme tradizionali di espressione partitica rappresentativa avvertiamo con forte senso di responsabilità l’esigenza di una urgente riforma delle pratiche della politica; il degrado sociale, l’impoverimento culturale, il disagio economico e l’indifferenza di cui il nostro territorio è ormai vittima indifesa non possono più essere gli unici protagonisti della nostra realtà che richiede ad alta voce, di contro, il rifiuto categorico di ogni forma di linguaggio politico obsoleto e del tutto fallimentare. Rinnovamento è quindi una nuova politica che si schiera contro un modello di sviluppo atroce, sfuggito al controllo anche di chi pretende di governarlo, che ci sta schiacciando tutti, uomini e donne di ogni mondo, proiettandoci a una velocità sempre crescente verso un futuro caotico che il modello stesso rende irraggiungibile creando così angosce, depressione, sensi di sconfitta. Una nuova politica che si impegna a ricostruire relazioni umane che rappresentano non solo il patrimonio più importante, ma fuochi e luci nel buio del nostro tempo, soffocato e caratterizzato da un approccio economicista a tutte le tematiche sociali, da attuare con un’attenzione particolare alle esigenze specifiche del territorio e della comunità locale, promuovendo nuove forme relazionali multidisciplinari per creare quei vortici osmotici necessari a rimettere in circolo e fare incontrare uomini, idee e passioni, anche e non solo, per una nuova cultura dell’abitare. Creare una realtà davvero alternativa a quella in cui è infelicemente immersa la città, una politica che guarda e si impegna quindi nella costruzione di una nuova coscienza collettiva contrapposta all’individualismo e all’egocentrismo dilaganti. Una politica fondata e alimentata permanentemente dalla “parità di genere”,che garantisca l’esercizio della piena cittadinanza, contro ogni forma di discriminazione, mercificazione e di speculazione nel pieno rispetto della persona, della sua dignità e dei suoi diritti per una vera economia solidale e redistributiva, che sposa e promuove convintamente, supportando con la necessaria attenzione quindi tutte le forme di economia alternativa e gli stili di vita sostenibili, dal consumo critico al commercio equo e solidale passando per il biologico ed il chilometro zero: coltivare parte del proprio cibo in orti, sostenere i farmer market e la permacultura sono alcune delle azioni che vanno in tal senso. Riteniamo finita la politica delle grandi organizzazioni che infondono dall’alto le loro scelte sulla società. I cittadini devono e possono riprendere il pieno potere sulla propria vita. Così facendo è possibile emanciparsi dall’accentramento decisionale ed affrancarsi dal potere di chi oggi lo detiene, spesso a sproposito, sui beni comuni. Una schietta quanto improrogabile riflessione sul crollo del sistema economico produttivo agrumicolo, chiarissima conseguenza di un mercato globale che manifesta tutti i suoi limiti nelle disparità dei costi manifatturieri delle diverse aree del mondo, ci porta a credere nella necessità di una sua radicale riconversione al quale attribuire finalmente una forte connotazione locale ed autosotenibile costruita attorno alle tipicità territoriali. Immaginiamo una città che fondi la propria attrattività economica principalmente sulla cultura ed il rispetto di un ampio e diffuso patrimonio storico-artistico ed archeologico; una città che sappia riconoscere finalmente, e preservare, le sue peculiarità insediative che hanno costellato l'ambito urbano ed extraurbano, tra l'altro, di preziosi insediamenti rupestri attraverso l'attivazione di un'attività di studio e promozione, una città ed un'amministrazione che sappiano dialogare con altre realtà affini e farsi promotrici di una rete relazionale virtuosa, che sappiano riconoscere il vero tesoro locale, un giacimento naturale fatto di rocce e di pietre sapientemente modellate nel tempo su cui rifondare la propria identità culturale ed economica. Crediamo sia una priorità assoluta per questa città superare l'attuale degrado materiale, attraverso una pianificazione strategica di manutenzione e valorizzazione dimettendo l'attuale sfruttamento ed il consumo irreversibile delle risorse naturali verso un loro uso consapevole e rigenerativo, riconoscere e rispettare le capacità territoriali d'offerta e predisporre sistemi normativi per la salvaguardia dei beni comuni (acqua, aria, suolo) e normativi per le trasformazioni nell'ambito urbanistico-insediativo, tipologico, costruttivo, energetico; tutelare e rivalutare le valenze ed i beni paesaggistici. Immaginiamo una trasformazione urbana centripeta e non centrifuga, uno sviluppo da elementi endogeni e non esogeni, che guardi al suo nocciolo insediativo e da esso tragga nutrimento, intendiamo incentivare nuovi usi di un patrimonio immobiliare, pubblico e privato, storico e non, diffusamente decadente quando non addirittura totalmente abbandonato, a partire da una riperimetrazione ragionata del centro storico e dalla redazione di un piano di recupero che favorisca, parallelamente al ripristino delle condizioni di vivibilità del centro, l'adeguamento alla modificate esigenze abitative, urbane ed edilizie, e la conseguente generazione di plusvalore individuale e collettivo, di benessere diffuso e percepibile per l'intera comunità. Questa visione, che necessita di condivisione, dedizione, tempo e lungimiranza, non può prescindere, parallelamente, da un rilancio dell’ampio patrimonio culturale immateriale costituito dai saperi della tradizione artigianale e contadina, dalle tipicità gastronomiche e dall’ingente ed illustre bagaglio filosofico-letterario ed artistico. Incentivare per esempio piccoli mercati rionali che ripropongano anche i frutti delle suddette tradizioni e parallelamente rivolgere la dovuta attenzione verso la zona ASI, importante base per piccole e medie realtà artigianali ed industriali, diventa quindi un obbligo, come il rilancio di un utilizzo pubblico e compatibile del Lago di Lentini e l’istituzione di centri di studio che siano alimentati e volti alla promozione del suddetto patrimonio, vera ricchezza della nostra città alla quale purtroppo non è mai stata rivolta la necessaria attenzione. Ci è sembrato opportuno sviluppare qui solo il nocciolo della visione politica, ma è oltremodo palese che il rilancio del territorio non può prescindere da altri numerosi e fondamentali fattori tuttaltro che secondari, quali la gestione virtuosa dei rifiuti, la regolare e capillare distribuzione dell’acqua ed il suo controllo qualitativo, la manutenzione e messa in sicurezza del territorio, il ripristino delle condizioni imprescindibili di trasparenza e legalità, una gestione energetica oculata ed intelligente, nel pubblico e nel privato, il rafforzamento dei servizi con un’attenzione sempre maggiore alle politiche sociali.
È tempo che la notte lasci il passo. Buongiorno Lentini!

La nostra candidata sindaca Maria Adagio e Metis Bombaci spiegano sinteticamente punto per punto il programma della list...
26/02/2021

La nostra candidata sindaca Maria Adagio e Metis Bombaci spiegano sinteticamente punto per punto il programma della lista TERRA e il principio dell'amministrazione partecipata che lo anima.
TRASFORMIAMO IL COMUNE IN LABORATORIO DI AUTOGOVERNO. RIPRENDIAMO IN MANO LE NOSTRE VITE. CAMBIAMO ROTTA! 🔻

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=148257630478340&id=104639551506815

Progetto Terra con candidato sindaco Maria Adagio

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2024099414399274&id=1384853841657171
25/02/2021

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2024099414399274&id=1384853841657171

⁉️QUANTO CONTANO GLI ABITANTI DI LENTINI?⁉️📢📢📢
Per REGIONEe FUNZIONARI regionali gli abitanti non contano NIENTE.
A loro abbiamo chiesto di partecipare -anche da soli “uditori” - alla conferenza dei servizi: non hanno nemmeno risposto.
E al SINDACO di Lentini avevamo chiesto una puntuale informazione sull’iter dell’autorizzazione all’ampliamento della discarica dei Leonardi. NIENTE LO STESSO.
È anche di questo che parliamo quando diciamo della necessità di cambiare rotta. Parliamo dell’atteggiamento tanto ricorrente quanto ormai istituzionalizzato DELL’ATTUALE CLASSE POLITICO-AMMNISTRATIVA CHE IGNORA SISTEMATICAMENTE LE DENUNCE, LE RICHIESTE ED I CAMPANELLI D’ALLARME PROVENIENTI DALLE COMUNITÀ. Insomma la solita condotta per cui meno si sa e meglio è per tutti.
MA TUTTI CHI? Forse per i dirigenti regionali che con tanta leggerezza hanno rilasciato e continuano a rilasciare autorizzazioni farlocche, come si evince dalle carte del processo “Mazzetta Sicula” e da tutti i precedenti casi giudiziari relativi agli impianti di smaltimento rifiuti? O forse per i dirigenti provinciali degli enti di controllo che risultavano a libro paga dei Leonardi? D’altronde lo sanno anche le pietre che se un privato vuole lavorare con i grossi appalti pubblici in Sicilia deve accontentare un po’ tutti, chi autorizza, chi controlla e giudici e politici (anche se queste ultime due categorie rimangono sovente fuori dalle lenti degli organi inquirenti).
Per nostra grande sfortuna, sembra proprio che anche gli amministratori locali abbiano sposato lo stesso modo di ignorare le istanze provenienti dagli abitanti. Ci sembra infatti alquanto singolare, nonché irrispettoso nei confronti del lavoro svolto da donne e uomini dei comitati che si sono battuti in questi anni contro le nocività che infestano il nostro territorio, dover APPRENDERE DI QUESTA CONFERENZA DEI SERVIZI ANCORA UNA VOLTA CON PESANTE RITARDO E DA GENTE ESTERNA ALLA ROSA DEI NOSTRI RAPPRESENTANTI.
Eppure qualcuno – il Sindaco Bosco, per intenderci - afferma che siamo tutti dalla stessa parte.
E allora signori amministratori, visto che adesso “siamo tutti dalla stessa parte”, PONIAMOCI QUALCHE DOMANDA INSIEME. Perché nessuno dei nostri rappresentanti ci informa mai per tempo dei determinanti appuntamenti che riguardano le sorti del territorio? Che notizie abbiamo del ricorso contro la Vittoria Energia? Che fine hanno fatto le nostre denunce sul percolato che trasuda dalla galleria della Catania-Siracusa? Che fine ha fatto l’inchiesta sui presunti aranceti di Leonardi ad Armicci? A che punto siamo con i rilevatori odorigeni in prossimità della discarica e dei centri abitati? Abbiamo finalmente intenzione di avviare una differenziata che abbia senso, con uno o più ecopunti degni di tale nome o preferiamo adagiarci su statistiche fasulle, continuando a far finta di non vedere che questa gestione fallimentare ha generato un’impennata del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti?
Ci piacerebbe tanto essere per una volta dalla stessa parte, ma - come abbiamo più volte provato a spiegarvi - per contrastare i mega impianti che distruggono i territori e questa gestione scellerata del settore rifiuti, non basta di certo dare qualche parere negativo, bisogna anche attivare dei percorsi e delle azioni amministrative volte a rendere residuale il materiale non riciclabile e destinato a discarica.
In questi 5 anni quali azioni avete messo in campo in questa direzione? Quanta della differenziata torna in discarica perché non raggiunge il livello minimo di qualità? Sono mai stati fatti o richiesti ad organi competenti dei controlli sulle piattaforme che gestiscono la differenziata? Si è mai anche solo pensato ad attivare piattaforme di riciclo municipali o circondariali pubbliche o partecipate, anche solo copiando modelli che funzionano già in altre parti d’Italia?
Avete mai pensato alla possibilità di trasformare l’umido dei RSU in compost per le nostre campagne, magari in modo da ridurre i costi e creare qualche posto di lavoro?
Ma davvero pensate di poter dare la colpa della situazione attuale ai “cittadini ignoranti” o ai dirigenti corrotti, scrollandovi di dosso la responsabilità che avete nell’amministrare Lentini?
Avete mai mosso un dito per promuovere per i “cittadini ignoranti” azioni educative alla differenziata ossia quella cosa che fino al giorno prima di togliere i cassonetti a Lentini era solo una leggenda metropolitana?
E allora certo che occore essere dalla stessa parte. I comitati da sempre sostengono che occorre essere UNITE e UNITI in queste battaglie. Gli abitanti devono poter partecipare alle scelte che riguardano il territorio, lavorare a stretegie ed inizative comuni. DI TUTTO QUESTO FINO AD ORA NON C'è STATO NULLA. Non basta un post per nascondere anni di appelli inascoltati. Serve unità concreta, NEI FATTI, altrimenti è solo vuota retorica.
‼️NO AMPLIAMENTO DISCARICA GROTTE SAN GIORGIO – BONVICINO‼️

Comitato Territoriale Antudo Lentini

29/10/2018

Al Sig. Sindaco di Lentini
Egregio Signor Sindaco ,come lei ben sa ,il lago di Lentini è formato da 8,8 km di argine artificiale e da 3 km circa di argine naturale,è uno dei più grandi laghi artificiali in Europa che ospita,a pieno invaso,uno specchio d'acqua di circa 1000 ettari per un volume max invaso pari a circa 130 milioni di mc.
In seguito alla costruzione dell'invasione furono realizzati gì ADDUTTORI d'acqua per poterlo riempire.Trattasi di traverse fluviali collegate da un canale allacciante che sbarravano i corsi d'acqua di quattro torrenti che formano il fiume San Leonardo (i torrenti Zena, Barbajanni,Trigona e Cave)dei territori di Francofonte e Lentini,tutti e quattro contemporaneamente,riuscirebbero ad invasare all'interno del LAGO 40 MC D'ACQUA PULITA AL SECONDO perché invasata esclusivamente negli eventi di piena e quindi con un bassissimo apporto di fogna.
Un altro ADDUTTORE,ritenuto il principale,è la traverso di "Ponte Barca"in territorio di Paternò che da solo incrementerebbe il livello del lago di circa 20 mc al sec ma di acqua "sporca"in quanto immessa anche nei periodi di secca.
Nell'anno 2010 l'impresa che gestiva l'intera opera ha dato in consegna il Lago all' Ass.Reg. per i Rifiuti e le Acque.
Il Lago attualmente si ritrova personale "guardiani" esattamente 12 provenienti da altri Consorzi(carrozzoni)ai quali vengono pagati turni h24 e rimborsi kilometrici e personale tecnico di cui non si conosce l'utilità. L'unica attività svolta in questi ultimi anni e lo SFALCIO DELL'ERBA,ad opera di ditte private, pur disponendo la Regione di centinaia di operai addetti allo sfalcio.Tutto ciò ha portato l'opera instato di grave degrado: le TRAVERSE FLUVIALI ( comprese strumentazioni di monitoraggio)sono completamente abbandonate è gravemente danneggiate dall'inutilizzo e come se non bastasse sono state oggetto di furti del totale contenuto delle cabine di manovra ( quadri elettrici di comando manovra, gruppi elettrogeni,centraline oleodinamiche etc)
ED ECCO IL PUNTO PIÙ IMPORTANTE
Le TRAVERSE FLUVIALI oltre ad incrementare il livello d'acqua dell'invaso,sarebbero FONDAMENTALI
1)per là regolazione delle PIENE dei quattro torrenti. 2)in quanto con la chiusura delle paratoie si EVITA che gli eventi di piena improvvisa possano creare danni a valle che con l'apporto di opportuni sgrigliatori convogliano verso il Lago una gran parte d'acqua ripulita dal materiale in sospensione(canne,vegetazione,tronchi). Le strumentazioni di monitoraggio di MACRO e MICRO SISMICA ( questi ultimi sono stati in grado di registrare terremoti avvenuti in Grecia diversi anni fa) non sono funzionanti e degradate perché il personale non solo non riesce a gestire gli strumenti ma forse non conosce nemmeno i luoghi dove questi sono collocati.
Gli 8 km di cunicolo di ispezione che si trova al piede del monte del corpo diga probabilmente non sarà illuminato a causa del sicuro mancato funzionamento dell'impianto elettrico,sarà sicuramente invaso dai topi (come già successo)e, a causa della mancata conoscenza delle manovre tecniche da effettuare in caso di PIENE A VALLE DELLA DIGA ( paratoia di ponte malati) si sarà ALLAGATA una buona parte del cunicolo stesso impedendo quindi la LETTURA DELLE STRUMENTAZIONI DI MOVIMENTO DEL CORPO DIGA SIA PLANIMETRICO CHE SISMICO e quindi le perdite del corpo diga nonché monitorare visivamente i PUNTI DI PERDITA DEL MANTO BITUMINOSO DI MONTE A PROTEZIONE DEGLI ARGINI.
Tre quarti del perimetro esterno della diga non è illuminato a causa dell'impianto elettrico non funzionante.
NELLA SITUAZIONE ATTUALE IL TERRITORIO DI LENTINI SI RITROVA "" UNA BOMBA""piena d'acqua che, senza la dovuta gestione e manutenzione potrebbe creare pericolo in un territorio ad ELEVATO RISCHIO SISMICO...... senza considerare che se TUTTO AVESSE FUNZIONATO CORRETTAMENTE non si sarebbero registrati tutti i danni nelle varie contrade attorno Lentini visto migliaia di mc di acqua sarebbero stati convogliati all'interno del lago.
QUINDI SIG.SINDACO LA INVITO AD INTERESSARSI DELLA QUESTIONE LA NOSTRA COMUNITÀ HA IL DIRITTO DI PRETENDERE CHE TUTTO FUNZIONI CORRETTAMENTE DATO CHE IL LAGO RICADE NEL NOSTRO TERRITORIO, UNA CATTIVA GESTIONE DELLA MANUTENZIONE E DEI CONTROLLI POTREBBE DETERMINARE IL COLLASSO DELLA STRUTTURA.

IN ITALIA NON SUCCEDE MAI NIENTE! FINO CHE NON ACCADE
Salvo Patania, Rinnovamento per il Territorio

RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSITabelle dei codici
21/01/2017

RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI
Tabelle dei codici

18/01/2017

Nuova discarica Armicci, incuneata tra beni paesaggistici.

Strumenti utili alla comprensione: posizione e vincoli d'area (da Piano Paesaggistico)

Indirizzo

Cortile Aquila
Lentini
96016

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Rinnovamento per il Territorio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi