17/03/2026
ANCHE A LENI – NELL’ISOLA DI SALINA – UN INCONTRO PUBBLICO SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE
A confronto sostenitori del “SÌ” e del “NO”
Notevole partecipazione ha registrato l’iniziativa organizzata dalla Pro Loco Leni nella giornata di domenica 15 u.s., dedicata al referendum costituzionale che propone la modifica dell’ordinamento giudiziario con l’introduzione della separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti, pur mantenendo l’unitarietà e l’indipendenza della magistratura.
Ad aprire l’incontro è stato il Presidente della Pro Loco, Avv. Claudio Rugolo, che ha rivolto il saluto ai partecipanti ringraziando gli ospiti intervenuti al dibattito:
- il dott. Francesco Fucile, Segretario Generale della FPCGIL Sicilia, invitato a illustrare le ragioni del “NO” al quesito referendario;
- il Prof. Giacomo Montescristo, referente locale del Partito Azione, intervenuto a sostegno delle posizioni favorevoli alla riforma.
Dopo un breve richiamo al referendum nella storia costituzionale italiana, L’Avv. Rugolo è intervento a favore del “SI”, ricordando preliminarmente il referendum nazionale del 2 giugno 1946, al quale parteciparono anche le donne, segnando una svolta fondamentale nella storia democratica del Paese e consentendo agli italiani di scegliere tra Monarchia e Repubblica.
Nella stessa tornata elettorale venne eletta anche l’Assemblea costituente, che approvò la Costituzione della Repubblica italiana nel dicembre 1947, entrata in vigore il 1° gennaio 1948.
Entrando nel merito del referendum, il Presidente della Pro Loco ha illustrato i principali elementi della riforma costituzionale sull’ordinamento giudiziario, evidenziando:
- il significato della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri;
- la necessità di rafforzare la terzietà e l’imparzialità del giudice rispetto all’accusa;
- l’obiettivo di consolidare il principio del giusto processo;
- l’esigenza di avvicinare il sistema italiano a quello già adottato in molti Paesi europei.
È stato inoltre ricordato che la riforma prevede:
- l’istituzione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, con l’obiettivo di ridurre il peso delle correnti nella magistratura;
- la creazione di una Alta Corte disciplinare competente per i procedimenti nei confronti dei magistrati appartenenti ai due ruoli.
Secondo i sostenitori del “SÌ”, la riforma mira a rendere il processo più equilibrato, trasparente e credibile agli occhi dei cittadini.
Per il “NO” è intervenuto il dott. Francesco Fucile, il quale ha sostenuto la non necessità della riforma costituzionale, ritenendo che essa possa comportare diversi rischi.
In particolare, secondo questa posizione:
- la riforma potrebbe indebolire l’indipendenza della magistratura, aumentando il peso della politica negli organi di autogoverno;
- la separazione delle carriere non sarebbe necessaria, poiché l’attuale sistema garantisce già la terzietà del giudice;
- il pubblico ministero potrebbe avvicinarsi maggiormente al potere esecutivo, con possibile compromissione della sua indipendenza;
- la creazione di due CSM rischierebbe di frammentare il sistema di autogoverno della magistratura;
- la riforma non affronta i problemi strutturali della giustizia, in particolare quelli legati all’efficienza e alla durata dei processi.
A favore della riforma è intervenuto anche il Prof. Giacomo Montescristo, che ha sottolineato l’importanza dell’intervento costituzionale per rafforzare la credibilità del sistema giudiziario, spesso oggetto di critiche sia nel dibattito politico sia tra i cittadini, che talvolta percepiscono una giustizia non sempre efficiente e tempestiva.
Particolarmente apprezzato è stato anche l’intervento di un ex magistrato presente tra il pubblico, che ha analizzato con precisione i contenuti delle modifiche costituzionali, offrendo al tempo stesso uno spaccato concreto dell’esperienza giudiziaria e delle criticità del sistema.
Numerosi cittadini presenti hanno preso parte al dibattito, confrontandosi sulle scelte di voto in vista del referendum del 22 e 23 marzo, esprimendo opinioni diverse ma in un clima di dialogo e rispetto reciproco.
L’iniziativa si è rivelata molto partecipata e apprezzata, confermando l’importanza di momenti pubblici di confronto su temi di grande rilievo istituzionale.
L’incontro si è concluso in un clima di cordialità, con un aperitivo offerto dalle socie della Pro Loco Leni, occasione ulteriore di convivialità e di scambio tra i partecipanti.