14/09/2025
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«Quando qualcuno mi dice che non vuole diventare genitore affidatario perché ha paura, io penso sempre a questa notte.
Era la prima notte a casa nostra per una delle bambine che abbiamo accolto in affido. Ci aveva incontrati solo poche ore prima. Eravamo estranei, e lei era spaventata. Le abbiamo promesso che sarebbe stata al sicuro con noi, proprio come facciamo con ogni bambino che entra nella nostra famiglia.
Quando è arrivata l’ora di dormire, ha iniziato a piangere. Ci ha detto che non voleva che i mostri la prendessero. Non conoscevamo ancora la sua storia, non sapevamo se quei “mostri” erano solo nella sua fantasia o se l’avevano davvero ferita la sera prima. Ma per lei erano reali.
Mio marito si è seduto accanto al letto, le ha fatto una preghiera della buonanotte e le ha chiesto se desiderava qualcos’altro prima di addormentarsi. Lei, con voce tremante, gli ha chiesto di nuovo di promettere che nessun mostro l’avrebbe portata via. E lui ha promesso. Per rassicurarla, è rimasto a dormire lì accanto a lei. Così, stretta a quella promessa, ha trovato la forza di chiudere gli occhi.
E allora mi chiedo: è davvero questo il bambino che la gente ha troppa paura di aiutare?
Sì, l’affido fa paura. Sì, ci sono momenti difficili. Anch’io a volte mi sento insicura. Ma vi prometto che ne vale la pena. Perché in quelle notti, in cui puoi essere lo scudo contro i “mostri”, capisci che non c’è nulla di più grande.
Anche tu puoi farlo. Anche tu puoi essere quella promessa mantenuta.
Piccole Storie.